聆听教宗方济各
我们将通过这一博客,在一周之内发表教宗方济各讲话 的中文版、教宗每主日的三钟经祈祷讲话、周三例行公开接 见要理、每天清晨在圣女玛尔大之家的弥撒圣祭讲道。 教宗的讲话言简意赅、直入我们每个人的内心深处。他 的话不需要任何评论或者理论说教,只要认识了解、反思默 想足以

IN CAMMINO CON PAPA FRANCESCO
Con questo blog vorremmo mettere in circolazione, entro una settimana, anche in cinese,
le parole che Papa Francesco ci regala all’Angelus di ogni domenica, nella Udienza del Mercoledì, e nelle celebrazioni quotidiane di Santa Marta.
Papa Francesco parla in maniera chiara e diretta, parla al cuore di ognuno di noi. Le sue parole non hanno bisogno di commenti o teorie, ma di essere conosciute e meditate.
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在中国的讯息
Scritto da Gigi Di Sacco
il 04 02 2016 alle 17,28

Santa Marta, 04/02/2016

1 Re 2, 1-4,10-12; Mc 6, 7-13;

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1 Re 2, 1-4,10-12; Mc 6, 7-13;

1 Re 2, 1-4,10-12

[1] Sentendo avvicinarsi il giorno della sua morte, Davide fece queste raccomandazioni al figlio Salomone: 

[2] "Io me ne vado per la strada di ogni uomo sulla terra. Tu sii forte e mostrati uomo. 

[3] Osserva la legge del Signore tuo Dio, procedendo nelle sue vie ed eseguendo i suoi statuti, i suoi comandi, i suoi decreti e le sue prescrizioni, come sta scritto nella legge di Mosè, perché tu riesca in ogni tua impresa e in ogni tuo progetto, 

[4] perché il Signore attui la promessa che mi ha fatto quando ha detto: Se i tuoi figli nella loro condotta si cureranno di camminare davanti a me con lealtà, con tutto il cuore e con tutta l'anima, sul trono d'Israele siederà sempre uno dei tuoi discendenti. 

[10] Davide si addormentò con i suoi padri e fu sepolto nella città di Davide. 

[11] La durata del regno di Davide su Israele fu di quaranta anni: sette in Ebron e trentatré in Gerusalemme. 

[12] Salomone sedette sul trono di Davide suo padre e il suo regno si consolidò molto. 

Mc 6, 7-13

[7] Allora chiamò i Dodici, ed incominciò a mandarli a due a due e diede loro potere sugli spiriti immondi. 

[8] E ordinò loro che, oltre al bastone, non prendessero nulla per il viaggio: né pane, né bisaccia, né denaro nella borsa; 

[9] ma, calzati solo i sandali, non indossassero due tuniche. 

[10] E diceva loro: "Entrati in una casa, rimanetevi fino a che ve ne andiate da quel luogo. 

[11] Se in qualche luogo non vi riceveranno e non vi ascolteranno, andandovene, scuotete la polvere di sotto ai vostri piedi, a testimonianza per loro". 

[12] E partiti, predicavano che la gente si convertisse, 

[13] scacciavano molti demòni, ungevano di olio molti infermi e li guarivano. 

 

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La migliore eredità che possiamo lasciare è la fede in questo Dio che non delude mai.Pensare “all’ultimo passo” è “una luce che illumina la vita”, “è una realtà che dobbiamo avere sempre davanti a noi”. Chiediamo a Dio di non avere paura della morte.


Papa Francesco Pensare alla morte è “una luce che illumina la vita” e la migliore eredità che possiamo è la fede in “questo Dio fedele”, “che è Padre e non delude mai”. L’ha detto papa Francesco nell’omelia della messa celebrata stamattina a Casa santa Marta, commentando la prima lettura del giorno che parla della morte del re Davide.

“In ogni vita – le parole di Francesco - c’è una fine”, questo “è un pensiero che non ci piace tanto”, “si copre sempre”, ma “è la realtà di tutti i giorni”. Pensare “all’ultimo passo” è “una luce che illumina la vita”, “è una realtà che dobbiamo avere sempre davanti a noi”. “In una delle udienze del mercoledì – ha proseguito - c’era tra gli ammalati una suorina anziana, ma con una faccia di pace, uno sguardo luminoso: ‘Ma quanti anni ha lei, suora?’. E con un sorriso: ‘83, ma sto finendo il mio percorso in questa vita, per cominciare l’altro percorso col Signore, perché ho un cancro al pancreas’. E così, in pace, quella donna aveva vissuto con intensità la sua vita consacrata. Non aveva paura della morte: ‘Sto finendo il mio percorso di vita, per incominciare l’altro’. E’ un passaggio. Queste cose ci fanno bene”.

Davide regnò su Israele per 40 anni: “Ma anche 40 anni passano”, ha osservato il Papa. Prima di morire, Davide esorta il figlio Salomone a osservare la Legge del Signore. Lui in vita aveva peccato molto, ma aveva imparato a chiedere perdono e la Chiesa lo chiama “il Santo re Davide. Peccatore, ma Santo!”. Ora, in punto di morte, lascia al figlio “l’eredità più bella e più grande che un uomo o una donna possa lasciare ai figli: lascia la fede”.

“Quando si fa testamento la gente dice: ‘Ma a questo lascio questo,  a questo lascio quello, a questo lascio questo…’. Sì, sta bene, ma la più bella eredità, la più grande eredità che un uomo, una donna, può lasciare ai suoi figli è la fede. E Davide fa memoria delle promesse di Dio, fa memoria della propria fede in queste promesse e le ricorda al figlio.  Lasciare la fede in eredità. Quando nella cerimonia del Battesimo diamo - ai genitori - la candela accesa, la luce della fede, gli stiamo dicendo: ‘Conservala, falla crescere in tuo figlio e in tua figlia e lasciala come eredità”. “Lasciare la fede come eredità, questo ci insegna Davide, e muore così, semplicemente come ogni uomo. Ma sa bene cosa consigliare al figlio e quale sia la migliore eredità che gli lascia: non il regno, ma la fede!”.

“Qual è l’eredità – la domanda conclusiva di Francesco - che io lascio con la mia vita?”. “Lascio l’eredità di un uomo, una donna di fede? Ai miei lascio questa eredità? Chiediamo al Signore due cose: di non avere paura di quest’ultimo passo, come la sorella dell’udienza di mercoledì  - ‘Sto finendo il mio percorso e incomincio l’altro’ – di non avere paura; e la seconda, che tutti noi possiamo lasciare con la nostra vita, come migliore eredità, la fede, la fede in questo Dio fedele, questo Dio che è accanto a noi sempre, questo Dio che è Padre e non delude mai”.