聆听教宗方济各
我们将通过这一博客,在一周之内发表教宗方济各讲话 的中文版、教宗每主日的三钟经祈祷讲话、周三例行公开接 见要理、每天清晨在圣女玛尔大之家的弥撒圣祭讲道。 教宗的讲话言简意赅、直入我们每个人的内心深处。他 的话不需要任何评论或者理论说教,只要认识了解、反思默 想足以

IN CAMMINO CON PAPA FRANCESCO
Con questo blog vorremmo mettere in circolazione, entro una settimana, anche in cinese,
le parole che Papa Francesco ci regala all’Angelus di ogni domenica, nella Udienza del Mercoledì, e nelle celebrazioni quotidiane di Santa Marta.
Papa Francesco parla in maniera chiara e diretta, parla al cuore di ognuno di noi. Le sue parole non hanno bisogno di commenti o teorie, ma di essere conosciute e meditate.
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Scritto da Gigi Di Sacco
il 24 04 2015 alle 18,01

Santa Marta, 24 aprile 2015

At 9,1-20;Gv 6,52-59

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At 9,1-20;Gv 6,52-59

At 9,1-20

[1] Saulo frattanto, sempre fremente minaccia e strage contro i discepoli del Signore, si presentò al sommo sacerdote 

[2] e gli chiese lettere per le sinagoghe di Damasco al fine di essere autorizzato a condurre in catene a Gerusalemme uomini e donne, seguaci della dottrina di Cristo, che avesse trovati. 

[3] E avvenne che, mentre era in viaggio e stava per avvicinarsi a Damasco, all'improvviso lo avvolse una luce dal cielo 

[4] e cadendo a terra udì una voce che gli diceva: "Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?". 

[5] Rispose: "Chi sei, o Signore?". E la voce: "Io sono Gesù, che tu perseguiti! 

[6] Orsù, alzati ed entra nella città e ti sarà detto ciò che devi fare". 

[7] Gli uomini che facevano il cammino con lui si erano fermati ammutoliti, sentendo la voce ma non vedendo nessuno. 

[8] Saulo si alzò da terra ma, aperti gli occhi, non vedeva nulla. Così, guidandolo per mano, lo condussero a Damasco, 

[9] dove rimase tre giorni senza vedere e senza prendere né cibo né bevanda. 

[10] Ora c'era a Damasco un discepolo di nome Anania e il Signore in una visione gli disse: "Anania!". Rispose: "Eccomi, Signore!". 

[11] E il Signore a lui: "Su, và sulla strada chiamata Diritta, e cerca nella casa di Giuda un tale che ha nome Saulo, di Tarso; ecco sta pregando, 

[12] e ha visto in visione un uomo, di nome Anania, venire e imporgli le mani perché ricuperi la vista". 

[13] Rispose Anania: "Signore, riguardo a quest'uomo ho udito da molti tutto il male che ha fatto ai tuoi fedeli in Gerusalemme. 

[14] Inoltre ha l'autorizzazione dai sommi sacerdoti di arrestare tutti quelli che invocano il tuo nome". 

[15] Ma il Signore disse: "Và, perché egli è per me uno strumento eletto per portare il mio nome dinanzi ai popoli, ai re e ai figli di Israele; 

[16] e io gli mostrerò quanto dovrà soffrire per il mio nome". 

[17] Allora Anania andò, entrò nella casa, gli impose le mani e disse: "Saulo, fratello mio, mi ha mandato a te il Signore Gesù, che ti è apparso sulla via per la quale venivi, perché tu riacquisti la vista e sia colmo di Spirito Santo". 

[18] E improvvisamente gli caddero dagli occhi come delle squame e ricuperò la vista; fu subito battezzato, 

[19] poi prese cibo e le forze gli ritornarono. 
Rimase alcuni giorni insieme ai discepoli che erano a Damasco, 

[20] e subito nelle sinagoghe proclamava Gesù Figlio di Dio. 

Gv 6,52-59

[52] Allora i Giudei si misero a discutere tra di loro: "Come può costui darci la sua carne da mangiare?". 

[53] Gesù disse: "In verità, in verità vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell'uomo e non bevete il suo sangue, non avrete in voi la vita. 

[54] Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell'ultimo giorno. 

[55] Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. 

[56] Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui. 

[57] Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia di me vivrà per me. 

[58] Questo è il pane disceso dal cielo, non come quello che mangiarono i padri vostri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno". 

[59] Queste cose disse Gesù, insegnando nella sinagoga a Cafarnao. 

 

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Non dimenticare mai il primo incontro” con Gesù, quello che “ha cambiato la mia vita.
“Lui mai dimentica, ma noi dimentichiamo”. “Pregare e chiedere la grazia della memoria

Quando, Signore, è stato quell’incontro, quel primo amore?’. Per non sentire quel rimprovero 
che il Signore fa nell’Apocalisse: ‘Ho questo contro di te, che ti sei dimenticato del primo amore’. 


Papa Francesco– Non si deve dimenticare mai il “primo incontro” con Gesù, quello che “ha cambiato la mia vita”, e quindi è bello pregare ogni giorno per “la grazia della memoria”. L’ha detto papa Francesco nell’omelia della messa celebrata questa mattina a Casa santa Marta, prendendo spunto dalla vicenda di san Paolo che, per l’incontro con Gesù, da persecutore dei cristiani diviene apostolo.

L’incontro, nelle parole di Francesco, è il modo scelto da Gesù per cambiare la vita degli altri. In particolare “il primo incontro”, quello che “cambia la vita”. Così è per Paolo di Tarso, per Giovanni e Andrea, che trascorrono con il Maestro “tutta la serata”, per Simone che subito diventa la “pietra” della nuova comunità, e poi la Samaritana, il lebbroso che torna a ringraziare per essere stato risanato, la donna ammalata che guarisce sfiorando la tunica di Cristo. Incontri decisivi che devono indurre un cristiano a non smarrire mai la memoria  del suo primo contatto con Gesù.

“Lui mai dimentica, ma noi dimentichiamo l’incontro con Gesù. E questo sarebbe un bel compito da fare a casa, pensare: ‘Ma quando ho sentito davvero il Signore vicino a me? Quando ho sentito che dovevo cambiare vita o essere migliore o perdonare una persona? Quando ho sentito il Signore che mi chiedeva qualcosa? Quando ho incontrato il Signore?’. Perché la nostra fede è un incontro con Gesù. Questo è il fondamento della fede: ho incontrato Gesù come Saulo oggi”.

Chiediamoci allora: “Quando tu mi hai detto qualcosa che ha cambiato la mia vita o mi hai invitato a fare quel passo avanti nella vita?”. “Questa è una bella preghiera e mi raccomando fatela ogni giorno. E quando ti ricordi, gioisci in quello, in quel ricordo che è un ricordo di amore. Un altro compito bello sarebbe prendere i Vangeli e guardare tante storie lì e vedere come Gesù incontra la gente, come sceglie gli apostoli, come... tanti incontri che sono lì con Gesù. Forse qualcuno di quelli assomiglia al mio. Ognuno ha il suo proprio”.

E non dimentichiamo ha concluso Francesco, che Cristo intende il “rapporto con noi” nel senso di una predilezione, un rapporto d’amore “a tu per tu”. “Pregare e chiedere la grazia della memoria. ‘Quando, Signore, è stato quell’incontro, quel primo amore?’. Per non sentire quel rimprovero che il Signore fa nell’Apocalisse: ‘Ho questo contro di te, che ti sei dimenticato del primo amore’”.