聆听教宗方济各
我们将通过这一博客,在一周之内发表教宗方济各讲话 的中文版、教宗每主日的三钟经祈祷讲话、周三例行公开接 见要理、每天清晨在圣女玛尔大之家的弥撒圣祭讲道。 教宗的讲话言简意赅、直入我们每个人的内心深处。他 的话不需要任何评论或者理论说教,只要认识了解、反思默 想足以

IN CAMMINO CON PAPA FRANCESCO
Con questo blog vorremmo mettere in circolazione, entro una settimana, anche in cinese,
le parole che Papa Francesco ci regala all’Angelus di ogni domenica, nella Udienza del Mercoledì, e nelle celebrazioni quotidiane di Santa Marta.
Papa Francesco parla in maniera chiara e diretta, parla al cuore di ognuno di noi. Le sue parole non hanno bisogno di commenti o teorie, ma di essere conosciute e meditate.
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在中国的讯息
Scritto da Gigi Di Sacco
il 13 12 2016 alle 08,41

ANGELUS, 11/12/2016

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Per Siria una scelta di civiltà. Sì a pace, no a distruzione.

Non dimentichiamo Aleppo: questo l’appello del Papa all’Angelus, in cui ha chiesto di fare una scelta di pace per tutti coloro che stanno soffrendo a causa della guerra e della distruzione. Francesco ha anche pregato per i morti e per i feriti della violenza in altri Paesi del mondo, come l'Egitto e, nell’approssimarsi del Natale, ha invitato ad aprirsi alla gioia profonda nell’attesa dell’arrivo del Signore.


Papa FrancescoE’ un drammatico appello quello che Francesco lancia dopo l’Angelus, per ricordare che nella Siria tutta, e ad Aleppo in particolare, vi sono persone che soffrono. Ogni giorno sono vicino a loro, dice il Papa, soprattutto nella preghiera:

“Non dobbiamo dimenticare che Aleppo è una città, che lì c’è della gente: famiglie, bambini, anziani, persone malate… Purtroppo ci siamo ormai abituati alla guerra, alla distruzione, ma non dobbiamo dimenticare che la Siria è un Paese pieno di storia, di cultura, di fede. Non possiamo accettare che questo sia negato dalla guerra, che è un cumulo di soprusi e di falsità. Faccio appello all’impegno di tutti, perché si faccia una scelta di civiltà: no alla distruzione, sì alla pace, sì alla gente di Aleppo e della Siria”.

Il pensiero del Papa è andato anche agli "efferati attacchi terroristici" che hanno colpito, nelle ultime ore, diversi luoghi tra i quali Il Cairo, in Egitto, dove un attentato in una chiesetta, nei pressi della cattedrale copta di San Marco, ha provocato decine di morti e feriti:

"Diversi sono i luoghi, ma purtroppo unica è la violenza che semina morte e distruzione, e unica è anche la risposta: fede in Dio e unità nei valori umani e civili. Vorrei esprimere una particolare vicinanza al mio caro fratello Papa Tawadros II e alla sua comunità, pregando per i morti e i feriti".

In questa terza domenica di Avvento, Francesco richiama all’invito di San Paolo a rallegrarsi nel Signore, spiegando che si tratta di gioia profonda:

“Non è un’allegria superficiale o puramente emotiva quella alla quale ci esorta l’Apostolo, e nemmeno quella mondana o quella allegria del consumismo, no, non è questa, ma si tratta di una gioia più autentica, di cui siamo chiamati a riscoprire il sapore, il sapore della vera gioia. E’ una gioia che tocca l’intimo del nostro essere, mentre attendiamo Gesù che è già venuto a portare la salvezza al mondo, il Messia promesso, nato a Betlemme dalla Vergine Maria”.

Di fronte ad una situazione di desolazione, di un destino inesorabile senza Dio, prosegue il Papa, come quella raccontata da Isaia, la salvezza è annunciata dalla venuta del Signore, che tutto trasforma, che “afferra tutto l’essere umano e lo rigenera”:

“Dio è entrato nella storia per liberarci dalla schiavitù del peccato; ha posto la sua tenda in mezzo a noi per condividere la nostra esistenza, guarire le nostre piaghe, fasciare le nostre ferite e donarci la vita nuova. La gioia è il frutto di questo intervento di salvezza e di amore di Dio".

Tutti i cristiani sono chiamati a farsi coinvolgere dal sentimento di esultanza: 

"Un cristiano che non è gioioso, qualcosa manca a questo cristiano, o non è cristiano! La gioia del cuore, la gioia dentro che ci porta avanti e ci dà il coraggio".

Il Signore che libera da tutte le schiavitù interiori ed esterne, indica "la strada della fedeltà, della pazienza e della perseveranza perché, al suo ritorno, la nostra gioia sarà piena”:

“Il Natale è vicino, i segni del suo approssimarsi sono evidenti per le nostre strade e anche nelle nostre case; anche qui in Piazza è stato posto il presepio con accanto l’albero. Questi segni esterni ci invitano ad accogliere il Signore che sempre viene e bussa alla nostra porta, bussa al nostro cuore, per avvicinarci; ci invitano a riconoscere i suoi passi tra quelli dei fratelli che ci passano accanto, specialmente i più deboli e bisognosi".

Francesco, in conclusione, chiede quindi di condividere con gli altri la gioia dell’imminente arrivo del Redentore “donando conforto e speranza ai poveri, agli ammalati, alle persone sole e infelici”.