聆听教宗方济各
我们将通过这一博客,在一周之内发表教宗方济各讲话 的中文版、教宗每主日的三钟经祈祷讲话、周三例行公开接 见要理、每天清晨在圣女玛尔大之家的弥撒圣祭讲道。 教宗的讲话言简意赅、直入我们每个人的内心深处。他 的话不需要任何评论或者理论说教,只要认识了解、反思默 想足以

IN CAMMINO CON PAPA FRANCESCO
Con questo blog vorremmo mettere in circolazione, entro una settimana, anche in cinese,
le parole che Papa Francesco ci regala all’Angelus di ogni domenica, nella Udienza del Mercoledì, e nelle celebrazioni quotidiane di Santa Marta.
Papa Francesco parla in maniera chiara e diretta, parla al cuore di ognuno di noi. Le sue parole non hanno bisogno di commenti o teorie, ma di essere conosciute e meditate.
HOME - 主页     FOTO - 照片     RICERCA - 搜索     MOBILE - 移动

博客归档 - Archivio blog

Angelus
三钟经


Regina Coeli
天皇后喜乐经


Biografia
生平简历


Costituzioni Apostoliche
宗座宪章


Discorsi
讲话


Encicliche
通谕


Esortazioni Apostoliche
宗座劝谕


Interviste
采访


Lettere
书信


Lettere Apostoliche
宗座书函


Messaggi
文告


Motu Proprio
自动诏书


Omelie
弥撒讲道


Preghiere
祈祷


Santa Marta
圣女玛尔大之家


Udienze
周三公开接见


Viaggi
出访


Servizi
服务


SPECIALE TERRA SANTA
圣地专题报道


在中国的讯息
Scritto da Gigi Di Sacco
il 01 12 2016 alle 23,30

Santa Marta, 01/12/2016

Riconoscere le resistenze alla grazia. No al gattopardismo spirituale.

Tutti abbiamo nel cuore delle resistenze alla grazia: bisogna trovarle e chiedere aiuto al Signore, riconoscendosi peccatori. E’ l’esortazione di Francesco nell’omelia della Messa mattutina a Casa Santa Marta, nella prima settimana dell’Avvento. Francesco si sofferma sulle resistenze nascoste delle parole vuote, giustificatorie o accusatorie. Il Papa mette in guardia dal “gattopardismo spirituale” di chi dice che tutto cambierà per poi non cambiare nulla. 

 


Papa Francesco“La tua grazia vinca le resistenze del peccato”. Da questa preghiera proposta dall’odierna Colletta parte l’omelia del Papa che si concentra sulle resistenze ad andare avanti, che sempre ci sono nella vita cristiana. Papa Francesco distingue diversi tipi di resistenze. Ci sono le “resistenze aperte, che nascono dalla buona volontà” come quella di Saulo che resisteva alla grazia ma “era convinto di fare la volontà di Dio”. E’ Gesù stesso a dirgli di fermarsi e Saulo si converte. “Le resistenze aperte sono sane”, nel senso che “sono aperte alla grazia per convertirsi”. Tutti infatti siamo peccatori.

Le resistenze nascoste fermano un processo di conversione

Per il Papa invece “le resistenze nascoste” sono le più pericolose perché sono quelle che non si fanno vedere. “Ognuno di noi ha il proprio stile di resistenza nascosta alla grazia”. Bisogna però trovarlo “e metterlo davanti al Signore, affinché lui ci purifichi”. E’ la resistenza di cui Stefano accusava i Dottori della Legge: resistere allo Spirito Santo mentre volevano apparire come se stessero cercando la gloria di Dio. Dire questo a Stefano costò la vita:

“Queste resistenze nascoste, che tutti abbiamo, di che natura sono? Sempre vengono per fermare un processo di conversione. Sempre! E’ fermare, non è lottare contro. No, no! E’ stare fermo; sorridere, forse: ma tu non passi. Resistere passivamente, nascostamente. Quando c’è un processo di cambiamento in una istituzione, in una famiglia, io sento dire: ‘Ma, ci sono resistenze lì’… Ma grazie a Dio! Se non ci fossero, la cosa non sarebbe di Dio. Quando ci sono queste resistenze è il diavolo che le semina lì, perché il Signore non vada avanti”.

La resistenza delle parole vuote: attenzione al gattopardismo spirituale

Francesco parla quindi di tre tipi di resistenze nascoste. C’è la resistenza delle “parole vuote”. Per farla comprendere, si rifà al Vangelo odierno quando Gesù avverte che non chiunque dice “Signore, Signore” entrerà nel regno dei cieli. Come nella Parabola dei due figli che il Padre invia alla vigna: uno dice di “no” e poi va, mentre l’altro dice di “sì” e poi non va:

“Dire di sì, tutto sì, molto diplomaticamente; ma è ‘no, no, no’. Tante parole: ‘Sì, sì, sì; cambieremo tutto! Si!’, per non cambiare nulla, no? Lì c’è il gattopardismo spirituale: quelli che tutto sì, ma che è tutto no. E’ la resistenza delle parole vuote”.

Le resistenze delle parole giustificatorie e accusatorie

Poi c’è la resistenza “delle parole giustificatorie”, e cioè quando una persona si giustifica continuamente, “sempre c’è una ragione da opporre”: “No, quello l’ho fatto per quello”. Quando ci sono tante giustificazioni, “non è il buon odore di Dio”, dice il Papa, ma “c’è il brutto odore del diavolo”. “Il cristiano non ha bisogno di giustificarsi”, chiarisce Francesco. “E’ stato giustificato dalla Parola di Dio”. Si tratta dunque di resistenza delle parole “che cercano di giustificare la mia posizione per non seguire quello che il Signore mi indica”, spiega il Papa.

E poi c’è la resistenza “delle parole accusatorie”: quando si accusano gli altri per non guardare se stessi, non si ha bisogno di conversione e così si resiste alla grazia come mette in evidenza la Parabola del fariseo e del pubblicano. 

Far cadere le resistenze

Le resistenze dunque non sono solo quelle grandi resistenze storiche come la linea Maginot o altre, ma quelle che “ci sono dentro il nostro cuore e tutti i giorni!”. La resistenza alla grazia è un buon segno “perché ci indica che il Signore sta lavorando in noi”. Dobbiamo quindi “far cadere le resistenze, perché la grazia vada avanti”. La resistenza infatti cerca sempre di nascondersi con le formalità delle parole vuote, delle parole giustificatorie, delle parole accusatorie e tante altre, cerca di “non lasciarsi portare avanti dal Signore” perché “sempre c’è una croce”. “Dove c’è il Signore – piccola o grande – ci sarà una croce. E’ la resistenza alla Croce, la resistenza al Signore che ci porta alla redenzione”,  spiega il Papa.

Di fronte alle resistenze chiedere l'aiuto del Signore e riconoscersi peccatori

Quindi, quando ci sono delle resistenze non bisogna avere paura ma chiedere aiuto al Signore riconoscendosi peccatori:

“Io vi dirò di non avere paura quando ognuno di voi, ognuno di noi, trova che nel suo cuore ci sono resistenze. Ma dirlo chiaramente al Signore: ‘Guarda, Signore, io cerco di coprire questo, di fare questo per non lasciare entrare la tua parola’. E dire questa parola tanto bella, no? 'Signore, con grande forza, soccorrimi. La tua grazia vinca le resistenze del peccato'. Le resistenze sono sempre un frutto del peccato originale che noi portiamo. E’ brutto avere resistenze? No, è bello! Il brutto è prenderla come difesa dalla grazia del Signore. Avere resistenze è normale; è dire ‘Sono peccatore, aiutami Signore!’. Prepariamoci con questa riflessione al prossimo Natale”.