聆听教宗方济各
我们将通过这一博客,在一周之内发表教宗方济各讲话 的中文版、教宗每主日的三钟经祈祷讲话、周三例行公开接 见要理、每天清晨在圣女玛尔大之家的弥撒圣祭讲道。 教宗的讲话言简意赅、直入我们每个人的内心深处。他 的话不需要任何评论或者理论说教,只要认识了解、反思默 想足以

IN CAMMINO CON PAPA FRANCESCO
Con questo blog vorremmo mettere in circolazione, entro una settimana, anche in cinese,
le parole che Papa Francesco ci regala all’Angelus di ogni domenica, nella Udienza del Mercoledì, e nelle celebrazioni quotidiane di Santa Marta.
Papa Francesco parla in maniera chiara e diretta, parla al cuore di ognuno di noi. Le sue parole non hanno bisogno di commenti o teorie, ma di essere conosciute e meditate.
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在中国的讯息
Scritto da Gigi Di Sacco
il 22 11 2016 alle 21,55

Lettera- Misericordia et Misera, 22/11/2016

Il centro non è la legge ma l'amore di Dio

“Questo è il tempo della misericordia”: lo ribadisce Papa Francesco nella Lettera Apostolica “Misericordia et Misera”pubblicata oggi a conclusione del Giubileo. Quattro le principali novità: tutti i sacerdoti avranno d’ora in poi la facoltà di assolvere quanti hanno procurato peccato di aborto, i Missionari della Misericordia proseguiranno il loro ministero,  i fedeli che frequentano la Fraternita San Pio X potranno continuare a ricevere validamente l’assoluzione sacramentale e, infine, l’istituzione della Giornata mondiale dei poveri. In tweet il Papa ha scritto: "Ricordiamo con gratitudine le persone consacrate che nei monasteri di clausura pregano per la Chiesa e il mondo".

 


PapaFrancescoL’incontro tra la misera e la misericordia                                                 

Papa Francesco sceglie come icona del Giubileo appena concluso l’incontro tra Gesù e l’adultera: “Non s’incontrano il peccato e il giudizio in astratto, ma una peccatrice e il Salvatore”, “la misera e la misericordia” come dice S. Agostino.

Gesù riporta l’amore al centro della Legge mosaica

Scribi e farisei fanno una domanda capziosa a Gesù citando Mosè, che nella Legge comanda di lapidare donne come questa. Ma Gesù - afferma il Papa - riporta “la legge mosaica al suo genuino intento originario. Al centro non c’è la legge e la giustizia legale, ma l’amore di Dio, che sa leggere nel cuore di ogni persona, per comprenderne il desiderio più nascosto, e che deve avere il primato su tutto”. Così “Gesù ha guardato negli occhi quella donna e ha letto nel suo cuore: vi ha trovato il desiderio di essere capita, perdonata e liberata”.  E “una volta che si è rivestiti della misericordia, anche se permane la condizione di debolezza per il peccato, essa è sovrastata dall’amore che permette di guardare oltre e vivere diversamente”.

Valore propedeutico della legge

“Non c’è legge né precetto - spiega il Papa - che possa impedire a Dio di riabbracciare il figlio che torna da Lui riconoscendo di avere sbagliato, ma deciso a ricominciare da capo. Fermarsi soltanto alla legge equivale a vanificare la fede e la misericordia divina. C’è un valore propedeutico nella legge  (cfr Gal 3,24) che ha come fine la carità (cfr 1 Tm 1,5). Tuttavia, il cristiano è chiamato a vivere la novità del Vangelo, «la legge dello Spirito, che dà vita in Cristo Gesù» (Rm 8,2). Anche nei casi più complessi, dove si è tentati di far prevalere una giustizia che deriva solo dalle norme, si deve credere nella forza che scaturisce dalla grazia divina”.

Nessuno può porre condizioni alla misericordia di Dio

“Nessuno di noi – scrive Francesco - può porre condizioni alla misericordia; essa rimane sempre un atto di gratuità del Padre celeste, un amore incondizionato e immeritato. Non possiamo, pertanto, correre il rischio di opporci alla piena libertà dell’amore con cui Dio entra nella vita di ogni persona. La misericordia è questa azione concreta dell’amore che, perdonando, trasforma e cambia la vita”. “In una cultura spesso dominata dalla tecnica” – osserva il Papa – in cui “sembrano moltiplicarsi le forme di tristezza”, solitudine e anche disperazione, “c’è bisogno di testimoni di speranza e di gioia vera, per scacciare le chimere che promettono una facile felicità con paradisi artificiali”. 

Misericordia riversata sul mondo intero

“Abbiamo celebrato un Anno intenso – rileva il Pontefice - durante il quale ci è stata donata con abbondanza la grazia della misericordia. Come un vento impetuoso e salutare, la bontà e la misericordia del Signore si sono riversate sul mondo intero”. Adesso occorre proseguire su questa strada, docili allo Spirito, che “indica sempre nuovi sentieri da percorrere per portare a tutti il Vangelo che salva”. Il Papa ricorda la centralità della misericordia nella celebrazione eucaristica e nella Parola di Dio – invita a dedicare una domenica dell’Anno liturgico all’approfondimento della Sacra Scrittura – esortando a evidenziarne la forza in omelie ben preparate.

Confessori: accoglienti, chiari, generosi nel perdono

Soprattutto parla del Sacramento della Riconciliazione, che “ha bisogno di ritrovare il suo posto centrale nella vita cristiana”: “E’ questo il momento in cui sentiamo l’abbraccio del Padre che viene incontro per restituirci la grazia di essere di nuovo suoi figli”. Ai sacerdoti chiede “di essere accoglienti con tutti; testimoni della tenerezza paterna nonostante la gravità del peccato; solleciti nell’aiutare a riflettere sul male commesso; chiari nel presentare i principi morali; disponibili ad accompagnare i fedeli nel percorso penitenziale, mantenendo il loro passo con pazienza; lungimiranti nel discernimento di ogni singolo caso; generosi nel dispensare il perdono di Dio. Come Gesù davanti alla donna adultera scelse di rimanere in silenzio per salvarla dalla condanna a morte, così anche il sacerdote nel confessionale sia magnanimo di cuore, sapendo che ogni penitente lo richiama alla sua stessa condizione personale: peccatore, ma ministro di misericordia”. Quindi, caldeggia la celebrazione dell’iniziativa 24 ore per il Signore “che rimane un richiamo pastorale forte per vivere intensamente il Sacramento della Confessione”.

Missionari della Misericordia proseguono il loro servizio

Sottolinea l’esperienza di grazia che la Chiesa ha vissuto nell’Anno giubilare con il servizio dei Missionari della Misericordia, annunciando che questo ministero straordinario continuerà anche oltre l’Anno Santo, “come segno concreto che la grazia del Giubileo continua ad essere, nelle varie parti del mondo, viva ed efficace”. Sarà cura del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione trovare le forme più coerenti per l’esercizio di questo prezioso ministero.

Tutti i sacerdoti potranno assolvere il peccato di aborto

Poi, “perché nessun ostacolo si interponga tra la richiesta di riconciliazione e il perdono di Dio”,  concede “d’ora innanzi a tutti i sacerdoti, in forza del loro ministero, la facoltà di assolvere quanti hanno procurato peccato di aborto. Quanto avevo concesso limitatamente al periodo giubilare - precisa - viene ora esteso nel tempo”. Il Papa ribadisce con tutte le sue forze “che l’aborto è un grave peccato, perché pone fine a una vita innocente. Con altrettanta forza, tuttavia”, afferma “che non esiste alcun peccato che la misericordia di Dio non possa raggiungere e distruggere quando trova un cuore pentito che chiede di riconciliarsi con il Padre”.

Fraternità San Pio X: confessione valida

Inoltre, prolunga oltre il Giubileo anche la possibilità “per i fedeli che per diversi motivi frequentano le chiese officiate dai sacerdoti della Fraternità San Pio X di ricevere validamente e lecitamente l’assoluzione sacramentale dei loro peccati”. Questo, “confidando nella buona volontà dei loro sacerdoti perché si possa recuperare, con l’aiuto di Dio, la piena comunione nella Chiesa Cattolica”.

Famiglie in difficoltà

Il Papa rivolge quindi il suo pensiero alle famiglie, invitando a “guardare a tutte le difficoltà umane con l’atteggiamento dell’amore di Dio, che non si stanca di accogliere e di accompagnare". Ai sacerdoti è chiesto “un discernimento spirituale attento, profondo e lungimirante perché chiunque, nessuno escluso, qualunque situazione viva, possa sentirsi concretamente accolto da Dio, partecipare attivamente alla vita della comunità ed essere inserito” nel Popolo di Dio.

Giornata mondiale dei poveri

“Termina il Giubileo - scrive il Papa - e si chiude la Porta Santa. Ma la porta della misericordia del nostro cuore rimane sempre spalancata. Abbiamo imparato che Dio si china su di noi (cfr Os 11,4) perché anche noi possiamo imitarlo nel chinarci sui fratelli”, in particolare i poveri e i sofferenti. “Non possiamo dimenticarci dei poveri” – afferma – e per questo istituisce per tutta la Chiesa la Giornata mondiale dei poveri nella XXXIII Domenica del Tempo Ordinario. “Fino a quando Lazzaro giace alla porta della nostra casa (cfr Lc 16,19-21) - sottolinea - non potrà esserci giustizia né pace sociale” nel mondo. 

Rivoluzione culturale attraverso la fantasia della misericordia

“È il momento - conclude il Papa - di dare spazio alla fantasia della misericordia” che, attraverso la semplicità di piccoli gesti quotidiani, “segni concreti di bontà e tenerezza rivolti ai più piccoli e indifesi, ai più soli e abbandonati”, può “dar vita a una vera rivoluzione culturale” in tutto il mondo.