聆听教宗方济各
我们将通过这一博客,在一周之内发表教宗方济各讲话 的中文版、教宗每主日的三钟经祈祷讲话、周三例行公开接 见要理、每天清晨在圣女玛尔大之家的弥撒圣祭讲道。 教宗的讲话言简意赅、直入我们每个人的内心深处。他 的话不需要任何评论或者理论说教,只要认识了解、反思默 想足以

IN CAMMINO CON PAPA FRANCESCO
Con questo blog vorremmo mettere in circolazione, entro una settimana, anche in cinese,
le parole che Papa Francesco ci regala all’Angelus di ogni domenica, nella Udienza del Mercoledì, e nelle celebrazioni quotidiane di Santa Marta.
Papa Francesco parla in maniera chiara e diretta, parla al cuore di ognuno di noi. Le sue parole non hanno bisogno di commenti o teorie, ma di essere conosciute e meditate.
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在中国的讯息
Scritto da Gigi Di Sacco
il 18 11 2016 alle 17,21

Santa Marta, 17/11/2016

L’amore "pazzo" di Dio per il suo popolo e la nostra infedeltà. Ruota attorno a questi due poli il cuore dell’omelia del Papa nella Messa mattutina a Casa Santa Marta. Un dramma che fa piangere Gesù davanti a Gerusalemme che non ha riconosciuto il tempo in cui è stata visitata da Dio. 


Papa FrancescoGesù piange su Gerusalemme. Parte da questa immagine l’omelia del Papa che ne spiega il motivo. Gesù piange perché ricorda la storia del “suo popolo”. Da una parte questo amore di Dio "senza misure” e dall’altra “la risposta del popolo egoista, sfiduciata, adultera, idolatrica”: un “amore pazzo di Dio per il suo popolo”, dice Francesco, “sembrerebbe una bestemmia ma non lo è”. Il Papa fa riferimento ai passi dei profeti, come Osea e Geremia, quando esprimono l’amore di Dio per Israele. Sempre nel Vangelo del giorno Gesù lamenta anche: “perché non hai riconosciuto il tempo in cui sei stata visitata”:

“E’ questo che fa dolore al cuore di Gesù Cristo, questa storia di infedeltà, questa storia di non riconoscere le carezze di Dio, l’amore di Dio, di un Dio innamorato che ti cerca, cerca che anche tu sei felice. Gesù vide in quel momento cosa lo aspettava come Figlio. E pianse… ‘Perché questo popolo non ha riconosciuto il tempo in cui è stato visitato’. Questo dramma non è accaduto soltanto nella storia e finito con Gesù. E’ il dramma di tutti i giorni. E’ anche il dramma mio. Può dire ognuno di noi: ‘Io so riconoscere il tempo nel quale sono stato visitato? Mi visita Dio?’”.

Il Papa sottolinea che l’altro ieri la Liturgia faceva riflettere su tre momenti della visita di Dio: per correggere, per entrare in colloquio con noi, e “per invitarsi alla nostra casa”. Quando Dio vuole correggere, invita a cambiare vita. Quando vuol parlare con noi dice: “Io busso alla porta e chiamo. Aprimi!”. E a Zaccheo, per farsi invitare a casa, dice di scendere. Francesco chiede dunque di domandarsi come è il nostro cuore, di “fare un esame di coscienza, di chiedersi se “so ascoltare le parole di Gesù” quando bussa “alla mia porta” e dice :”Correggiti!”. Ognuno corre infatti un rischio:

“Ognuno di noi può cadere nello stesso peccato del popolo di Israele, nello stesso peccato di Gerusalemme: non riconoscere il tempo nel quale siamo stati visitati. E ogni giorno il Signore ci fa visita, ogni giorno bussa alla nostra porta. Ma dobbiamo imparare a riconoscere questo, per non finire in quella situazione tanto dolorosa: ‘Quanto più li amavo, quanto più li chiamavo, più si allontanavano da me’. ‘Ma no, io sono sicuro, ho le mie cose ... io vado a Messa, sono sicuro…’. Tu fai tutti i giorni un esame di coscienza su questo? Oggi il Signore mi ha visitato? Ho sentito qualche invito, qualche ispirazione per seguirlo più da vicino, per fare un’opera di carità, per pregare un po’ di più? Non so, tante cose alle quale il Signore ci invita ogni giorno per incontrarsi con noi”.

Per il Papa è dunque centrale riconoscere quando veniamo “visitati” da Gesù per aprirci all’amore:

“Gesù pianse non solo per Gerusalemme, ma per tutti noi. E dà la sua vita, perché noi riconosciamo la sua visita. Sant’Agostino diceva una parola, una frase molto forte: ‘Ho paura di Dio, di Gesù, quando passa!’. Ma perché hai paura? ‘Ho paura di non riconoscerlo!’. Se tu non stai attento al tuo cuore, mai saprai se Gesù ti sta visitando o no. Che il Signore ci dia a tutti noi la grazia di riconoscere il tempo in cui siamo stati visitati, siamo visitati e saremo visitati per aprire la porta a Gesù e così far sì che il nostro cuore sia più allargato nell’amore e serva nell’amore il Signore Gesù”.