聆听教宗方济各
我们将通过这一博客,在一周之内发表教宗方济各讲话 的中文版、教宗每主日的三钟经祈祷讲话、周三例行公开接 见要理、每天清晨在圣女玛尔大之家的弥撒圣祭讲道。 教宗的讲话言简意赅、直入我们每个人的内心深处。他 的话不需要任何评论或者理论说教,只要认识了解、反思默 想足以

IN CAMMINO CON PAPA FRANCESCO
Con questo blog vorremmo mettere in circolazione, entro una settimana, anche in cinese,
le parole che Papa Francesco ci regala all’Angelus di ogni domenica, nella Udienza del Mercoledì, e nelle celebrazioni quotidiane di Santa Marta.
Papa Francesco parla in maniera chiara e diretta, parla al cuore di ognuno di noi. Le sue parole non hanno bisogno di commenti o teorie, ma di essere conosciute e meditate.
HOME - 主页     FOTO - 照片     RICERCA - 搜索     MOBILE - 移动

博客归档 - Archivio blog

Angelus
三钟经


Regina Coeli
天皇后喜乐经


Biografia
生平简历


Costituzioni Apostoliche
宗座宪章


Discorsi
讲话


Encicliche
通谕


Esortazioni Apostoliche
宗座劝谕


Interviste
采访


Lettere
书信


Lettere Apostoliche
宗座书函


Messaggi
文告


Motu Proprio
自动诏书


Omelie
弥撒讲道


Preghiere
祈祷


Santa Marta
圣女玛尔大之家


Udienze
周三公开接见


Viaggi
出访


Servizi
服务


SPECIALE TERRA SANTA
圣地专题报道


在中国的讯息
Scritto da Gigi Di Sacco
il 17 09 2016 alle 01,37

Discorso ai Nuovi vVescovi,16/09/2016

I vescovi si sforzino di rendere pastorale la Misericordiatrasmettere misericordia, mondo stanco di preti e vescovi alla moda.  l mondo è stanco di preti e vescovi alla moda: la Chiesa si lasci destabilizzare dal Signore e sia vicina alla gente per trasmettere la misericordia di Dio. 

 

 

 


Papa FrancescoCosì il Papa nel discorso ai partecipanti al Corso di formazione per nuovi vescovi, organizzato per questa settimana a Roma dalla Congregazione per i vescovi in collaborazione con quella per le Chiese Orientali. Presenti in Sala Clementina i cardinali Marc Ouellet e Leonardo Sandri, prefetti dei due dicasteri. Il servizio di Giada Aquilino

Rendere pastorale la misericordia di Dio. Questa la missione dei vescovi, e in particolare dei nuovi presuli, indicata da Papa Francesco. Il compito, “non facile” ha detto il Pontefice nel suo ampio discorso, è dunque renderla “accessibile, tangibile, incontrabile” nelle Chiese loro affidate in modo che siano “case dove albergano santità, verità e amore”. Una misericordia da offrire a questo “mondo mendicante”, ha osservato, senza tuttavia “attrarre a sé stessi”:

“Il mondo è stanco di incantatori bugiardi. E mi permetto di dire: di preti ‘alla moda’ o di vescovi ‘alla moda’. La gente ‘fiuta’ – il popolo di Dio ha il fiuto di Dio – la gente ‘fiuta’ e si allontana quando riconosce i narcisisti, i manipolatori, i difensori delle cause proprie, i banditori di vane crociate. Piuttosto, cercate di assecondare Dio, che già si introduce prima ancora del vostro arrivo”.

D’altra parte gli uomini “hanno bisogno della misericordia”: coscienti di essere “feriti e 'mezzi morti'”, ha osservato, tendono la mano per mendicarla, rimanendo “affascinati” dalla sua capacità di “chinarsi”, anche quando “un certo reumatismo dell'anima” impedisce di piegarsi. Servono dunque persone che sappiano far emergere dagli “sgrammaticati cuori odierni” la volontà ad ascoltare il Signore, favorendo “il silenzio” che rende ciò possibile.

“Dio non si arrende mai! Siamo noi che, abituati alla resa, spesso ci accomodiamo preferendo lasciarci convincere che veramente hanno potuto eliminarlo e inventiamo discorsi amari per giustificare la pigrizia che ci blocca nel suono immobile delle vane lamentele. Le lamentele di un vescovo sono cose brutte”.

L’esortazione è a lasciarsi “destabilizzare” da Dio: la sua misericordia - ha proseguito Francesco - è la “sola realtà” che consente all’uomo di non perdersi “definitivamente”. Ciò si traduce allora in “non avere altra prospettiva” da cui guardare i fedeli che quella della loro “unicità”, non lasciando “nulla di intentato” pur di raggiungerli, non risparmiando “alcuno sforzo” per ricuperarli. La via è “iniziare” ciascuna Chiesa ad un cammino d’amore, quando oggi – ha constatato il Papa – “si è perso il senso dell’iniziazione”:

“Pensate all’emergenza educativa, alla trasmissione sia dei contenuti sia dei valori, pensate all’analfabetismo affettivo, ai percorsi vocazionali, al discernimento nelle famiglie, alla ricerca della pace: tutto ciò richiede iniziazione e percorsi guidati, con perseveranza, pazienza e costanza, che sono i segni che distinguono il buon pastore dal mercenario”.

Le “strutture di iniziazione” delle Chiese locali, ha spiegato, sono i seminari:

“Non lasciatevi tentare dai numeri e dalla quantità delle vocazioni, ma cercate piuttosto la qualità del discepolato. Né numeri né quantità: soltanto qualità. Non private i seminaristi della vostra ferma e tenera paternità”.

Far dunque crescere i seminaristi “fino al punto di acquisire la libertà di stare in Dio tranquilli e sereni”, non preda “dei propri capricci e succubi delle proprie fragilità”, ma liberi di abbracciare quanto Dio chiede loro. Poi stare “attenti” a che non si rifugino “nelle rigidità”: sotto - ha affermato - c’è sempre “qualcosa di brutto”. Quindi accompagnare “con paziente sollecitudine” il clero.

“Vi prego pure di agire con grande prudenza e responsabilità nell’accogliere candidati o incardinare sacerdoti nelle vostre Chiese locali. Per favore, prudenza e responsabilità in questo. Ricordate che sin dagli inizi si è voluto inscindibile il rapporto tra una Chiesa locale e i suoi sacerdoti e non si è mai accettato un clero vagante o in transito da un posto all’altro. E questa è una malattia dei nostri tempi”.

Al contempo, ha raccomandato di accompagnare le famiglie “incoraggiando l’immenso bene che elargiscono” nella società, seguendo “soprattutto quelle più ferite” nel “discernimento” e con “empatia”.

“Non ‘passate oltre’ davanti alle loro fragilità. Fermatevi per lasciare che il vostro cuore di pastori sia trafitto dalla visione della loro ferita; avvicinatevi con delicatezza e senza paura. Mettete davanti ai loro occhi la gioia dell’amore autentico e della grazia con la quale Dio lo eleva alla partecipazione del proprio Amore”.