聆听教宗方济各
我们将通过这一博客,在一周之内发表教宗方济各讲话 的中文版、教宗每主日的三钟经祈祷讲话、周三例行公开接 见要理、每天清晨在圣女玛尔大之家的弥撒圣祭讲道。 教宗的讲话言简意赅、直入我们每个人的内心深处。他 的话不需要任何评论或者理论说教,只要认识了解、反思默 想足以

IN CAMMINO CON PAPA FRANCESCO
Con questo blog vorremmo mettere in circolazione, entro una settimana, anche in cinese,
le parole che Papa Francesco ci regala all’Angelus di ogni domenica, nella Udienza del Mercoledì, e nelle celebrazioni quotidiane di Santa Marta.
Papa Francesco parla in maniera chiara e diretta, parla al cuore di ognuno di noi. Le sue parole non hanno bisogno di commenti o teorie, ma di essere conosciute e meditate.
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在中国的讯息
Scritto da Gigi Di Sacco
il 12 09 2016 alle 06,47

ANGELUS, 11/09/2016

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Dio ha le braccia aperte, tratta i peccatori con tenerezza e compassione.Prima dell’Angelus Francesco commenta il capitolo della misericordia, il quindicesimo del Vangelo di Luca, che presenta le te parabole con le quali Cristo risponde ai mormorii di scribi e farisei: la pecorella smarrita, la moneta e il figliol prodigo. Non c’è peccato in cui siamo caduti, dice il pontefice, da cui con la grazia di Dio non possiamo risorgere; non c’è un individuo irrecuperabile, perché Dio non smette mai di volere il nostro bene, anche quando pecchiamo. Dopo la preghiera mariana una preghiera per il Gabon e per la beatificazione di Ladislao Bukowinski, in Kazakhstan.


Papa Francesco– Le tre parabole della misericordia presenti nel capitolo 15 del Vangelo di Luca Gesù vuol far capire che Dio Padre è il primo ad avere verso i peccatori un atteggiamento accogliente e misericordioso. La storia della pecorella smarrita, della moneta e del figliol prodigo “sono la risposta di Cristo alle mormorazioni degli scribi e dei farisei” con le quali il Maestro “ci mostra le braccia aperte di Dio per tutti noi”. Lo ha detto papa Francesco prima della recita dell’Angelus.

Con questi tre racconti, spiega Francesco, “Gesù vuol far capire che Dio Padre è il primo ad avere verso i peccatori un atteggiamento accogliente e misericordioso. Dio ha questo atteggiamento. Nella prima parabola Dio è presentato come un pastore che lascia le novantanove pecore per andare in cerca di quella perduta. Nella seconda è paragonato a una donna che ha perso una moneta e la cerca finché non la trova. Nella terza parabola Dio è immaginato come un padre che accoglie il figlio che si era allontanato; la figura del padre svela il cuore di Dio, Dio misericordioso, manifestato in Gesù”.

Un elemento comune a queste tre parabole, aggiunge subito dopo, “è quello espresso dai verbi che significano gioire insieme, fare festa. Non si parla di fare lutto; si gioisce, si fa festa. […] Nelle prime due parabole l’accento è posto sulla gioia così incontenibile da doverla condividere con «amici e vicini». Nella terza parabola è posto sulla festa che parte dal cuore del padre misericordioso e si espande a tutta la sua casa. Questa festa di Dio per coloro che ritornano a Lui pentiti è quanto mai intonata all’Anno giubilare che stiamo vivendo, come dice lo stesso termine “giubileo”, cioè giubilo!”.

Con queste tre parabole, sottolinea ancora, “Gesù ci presenta il vero volto di Dio, un Padre dalle braccia aperte, che tratta i peccatori con tenerezza e compassione. La parabola che più commuove tutti, perché manifesta l’infinito amore di Dio, è quella del padre che stringe a sé e abbraccia il figlio ritrovato. Ciò che colpisce non è tanto la triste storia di un giovane che precipita nel degrado, ma le sue parole decisive: «Mi alzerò, andrò da mio padre»”.

La via del ritorno verso casa “è la via della speranza e della vita nuova. Dio aspetta sempre il nostro rimetterci in viaggio, ci attende con pazienza, ci vede quando ancora siamo lontani, ci corre incontro, ci abbraccia, ci bacia, ci perdona. Così è Dio, così è il nostro Padre! E il suo perdono cancella il passato e ci rigenera nell’amore. Dimentica il passato: questa è la debolezza di Dio: quando ci abbraccia e ci perdona perde la memoria, non ha memoria. Dimentica il passato. Quando noi peccatori ci convertiamo e ci facciamo ritrovare da Dio non ci attendono rimproveri e durezze, perché Dio salva, riaccoglie a casa con gioia e fa festa. Gesù stesso nel Vangelo di oggi dice così: ‘Vi sarà gioia nel Cielo per un solo peccatore che si converte più che per 99 giusti per i quali non c’è bisogno di conversione’. Vi faccio una domanda: avete mai pensato che ogni volta che ci accostiamo al confessionale c’è gioia nel Cielo? Avete mai pensato a questo? È bello”.

Il messaggio del Vangelo di oggi, conclude, “ci infonde grande speranza e lo possiamo sintetizzare così: non c’è peccato in cui siamo caduti da cui, con la grazia di Dio, non possiamo risorgere; non c’è una persona irrecuperabile, nessuno è irrecuperabile, perché Dio non smette mai di volere il nostro bene, anche quando pecchiamo! La Vergine Maria, Rifugio dei peccatori, faccia scaturire nei nostri cuori la fiducia che si accese nel cuore del figlio prodigo: «Mi alzerò, andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato». Per questa strada, noi possiamo dare gioia a Dio, e la sua gioia può diventare la nostra”.

Dopo la preghiera mariana, il papa invita i presenti a una “speciale preghiera per il Gabon, che sta attraversando un momento di grave crisi politica. Affido al Signore le vittime degli scontri e i loro familiari. Mi associo ai vescovi di quel caro Paese africano per invitare le parti a rifiutare ogni violenza e ad avere sempre come obiettivo il bene comune. Incoraggio tutti, in particolare i cattolici, ad essere costruttori di pace nel rispetto della legalità, nel dialogo e nella fraternità”.

Infine, Francesco ricorda che “oggi, a Karaganda, in Kazakhstan, viene proclamato Beato Ladislao Bukowinski, sacerdote e parroco, perseguitato per la sua fede. Quanto ha sofferto quest’uomo, quanto! Nella sua vita ha dimostrato sempre grande amore ai più deboli e bisognosi e la sua testimonianza appare come un condensato delle opere di misericordia spirituali e corporali”.