聆听教宗方济各
我们将通过这一博客,在一周之内发表教宗方济各讲话 的中文版、教宗每主日的三钟经祈祷讲话、周三例行公开接 见要理、每天清晨在圣女玛尔大之家的弥撒圣祭讲道。 教宗的讲话言简意赅、直入我们每个人的内心深处。他 的话不需要任何评论或者理论说教,只要认识了解、反思默 想足以

IN CAMMINO CON PAPA FRANCESCO
Con questo blog vorremmo mettere in circolazione, entro una settimana, anche in cinese,
le parole che Papa Francesco ci regala all’Angelus di ogni domenica, nella Udienza del Mercoledì, e nelle celebrazioni quotidiane di Santa Marta.
Papa Francesco parla in maniera chiara e diretta, parla al cuore di ognuno di noi. Le sue parole non hanno bisogno di commenti o teorie, ma di essere conosciute e meditate.
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在中国的讯息
Scritto da Gigi Di Sacco
il 11 08 2016 alle 20,22

UDIENZA GENERALE, 10/08/2016

Alla Porta santa, Gesù ti dice Alzati!. Con il cuore guarito faccio opere di misericordia. All’udienza generale in aula Paolo VI, papa Francesco applica il miracolo per la vedova di Nain al cambiamento di ogni persona che passa attraverso la Porta santa. Avviandoci alla Porta della Misericordia, ognuno sa di avviarsi alla porta del cuore misericordioso di Dio, di Gesù. Questa è la Porta dell’incontro tra il dolore dell’umanità e la compassione di Dio. Dal cambiamento del cuore alle mani che compiono opere di misericordia. Porte sante in entrata e in uscita.
 


 Papa Francesco– Alla Porta della misericordia, “Gesù ti guarda, ti guarisce e dice ‘alzati!’”. E “con il cuore guarito da Gesù faccio opere con le mani… opere di misericordia”. E’ quanto sottolineato da papa Francesco nella catechesi giubilare che egli ha dato oggi nell’aula Paolo VI ai pellegrini venuti a Roma, fra i quali vi sono anche asiatici da Medio oriente e Indonesia.

Prima del suo discorso Francesco ha salutato a lungo file di giovani pellegrini ai due lati della sala. Alcuni di loro hanno voluto scambiare con lui la berretta papale (v. foto). Francesco ha applicato il racconto dell’incontro di Gesù con la vedova di Nain (Luca 7,11-17), avvenuto alla porta della città, all’incontro che Gesù compie con ogni persona che attraversa la Porta santa del Giubileo della misericordia: “Quanto Gesù ha fatto non è … solo un’azione di salvezza destinata alla vedova e al suo figlio, o un gesto di bontà limitato a quella cittadina. Nel soccorso misericordioso di Gesù, Dio va incontro al suo popolo, in Lui appare e continuerà ad apparire all’umanità tutta la grazia di Dio.  Celebrando questo Giubileo, che ho voluto fosse vissuto in tutte le Chiese particolari, cioè in tutte le chiese del mondo, e non solo a Roma, è come se tutta la Chiesa sparsa nel mondo si unisse nell’unico canto di lode al Signore. Anche oggi la Chiesa riconosce di essere visitata da Dio. Per questo, avviandoci alla Porta della Misericordia, ognuno sa di avviarsi alla porta del cuore misericordioso di Dio, di Gesù: è Lui infatti la vera Porta che conduce alla salvezza e ci restituisce a una vita nuova”.

In precedenza il papa aveva spiegato che il centro del brano evangelico “non è il miracolo [del figlio resuscitato], ma la tenerezza di Gesù verso la mamma di questo ragazzo. La misericordia prende qui il nome di grande compassione verso una donna che aveva perso il marito e che ora accompagna al cimitero il suo unico figlio. È questo grande dolore di una mamma che commuove Gesù e lo provoca al miracolo della risurrezione”.

“San Luca annota il sentimento di Gesù: «Vedendo [la donna], il Signore fu preso da grande compassione per lei e le disse: ‘Non piangere!’. Si avvicinò e toccò la bara, mentre i portatori si fermarono» (vv. 13-14). Grande compassione guida le azioni di Gesù: è Lui che ferma il corteo toccando la bara e, mosso dalla profonda misericordia per questa madre, decide di affrontare la morte, per così dire, a tu per tu. E l'affronterà definitivamente, a tu per tu, sulla Croce”.

“Quando Gesù vide quella madre in lacrime, essa entrò nel suo cuore! Alla Porta Santa ognuno giunge portando la propria vita, con le sue gioie e le sue sofferenze, i progetti e i fallimenti, i dubbi e i timori, per presentarla alla misericordia del Signore. Stiamo sicuri che, presso la Porta Santa, il Signore si fa vicino per incontrare ognuno di noi, per portare e offrire la sua potente parola consolatrice: «Non piangere!»”.

“Questa è la Porta dell’incontro tra il dolore dell’umanità e la compassione di Dio. Pensiamo sempre a questo: un incontro tra il dolore dell’umanità e la compassione di Dio…. La parola potente di Gesù può farci rialzare e operare anche in noi il passaggio dalla morte alla vita. La sua parola ci fa rivivere, dona speranza, rinfranca i cuori stanchi, apre a una visione del mondo e della vita che va oltre la sofferenza e la morte”.

“La misericordia, sia in Gesù sia in noi – ha concluso - è un cammino che parte dal cuore per arrivare alle mani… Cosa significa? Gesù ti guarda, ti guarisce e dice "alzati" ... con il cuore guarito da Gesù faccio opere con le mani… opere di misericordia”.

Per rafforzare questo pensiero, al momento dei saluti in lingua italiana, il pontefice ha citato un vescovo che nella sua diocesi ha fatto porre Porte sante “di entrata” e “uscita”: entrando si è cambiati “nel cuore”; uscendo si è pronti a esprimere la compassione di Gesù nelle opere di misericordia verso gli altri.