聆听教宗方济各
我们将通过这一博客,在一周之内发表教宗方济各讲话 的中文版、教宗每主日的三钟经祈祷讲话、周三例行公开接 见要理、每天清晨在圣女玛尔大之家的弥撒圣祭讲道。 教宗的讲话言简意赅、直入我们每个人的内心深处。他 的话不需要任何评论或者理论说教,只要认识了解、反思默 想足以

IN CAMMINO CON PAPA FRANCESCO
Con questo blog vorremmo mettere in circolazione, entro una settimana, anche in cinese,
le parole che Papa Francesco ci regala all’Angelus di ogni domenica, nella Udienza del Mercoledì, e nelle celebrazioni quotidiane di Santa Marta.
Papa Francesco parla in maniera chiara e diretta, parla al cuore di ognuno di noi. Le sue parole non hanno bisogno di commenti o teorie, ma di essere conosciute e meditate.
HOME - 主页     FOTO - 照片     RICERCA - 搜索     MOBILE - 移动

博客归档 - Archivio blog

Angelus
三钟经


Regina Coeli
天皇后喜乐经


Biografia
生平简历


Costituzioni Apostoliche
宗座宪章


Discorsi
讲话


Encicliche
通谕


Esortazioni Apostoliche
宗座劝谕


Interviste
采访


Lettere
书信


Lettere Apostoliche
宗座书函


Messaggi
文告


Motu Proprio
自动诏书


Omelie
弥撒讲道


Preghiere
祈祷


Santa Marta
圣女玛尔大之家


Udienze
周三公开接见


Viaggi
出访


Servizi
服务


SPECIALE TERRA SANTA
圣地专题报道


在中国的讯息
Scritto da Gigi Di Sacco
il 06 06 2016 alle 18,11

DISCORSO alle PPOOMM, 04/06/2016

La missione torni mistica, le Chiese giovani possono far rinascere quelle anziane. Papa Francesco riceve l’Assemblea delle Pontificie Opere Missionarie nel centenario della fondazione della Pontificia Unione: L’ardore missionario che consumava il beato Paolo Manna continui ancora oggi a far ardere, appassionare, rinnovare, ripensare e riformare il servizio che questa Opera è chiamata ad offrire alla Chiesa intera. La missione è propria di tutti: fedeli e pastori, sposati e vergini consacrati, Chiesa universale e Chiese particolari. Il testo completo del discorso.  
 


Papa Francesco– La missione oggi “ha più bisogno della mistica che dell’organizzazione”, perché anche se perfetta “l’organizzazione in sé crea una Ong e non uno stimolo missionario”. Lo ha detto papa Francesco ricevendo in udienza lo scorso 4 giugno l’Assemblea delle Pontificie Opere Missionarie nel centenario della fondazione della Pontificia Unione. L’intuizione del beato Paolo Manna “torni a infiammare oggi il mondo missionario”, che è composto “da tutti: fedeli e pastori, sposati e vergini consacrati, Chiesa universale e Chiese particolari”. Le Chiese giovani “potranno trasmettere alle Chiese di antica fondazione, a volte appesantite dalla loro storia e un po’ stanche, l’ardore della fede giovane, la testimonianza della speranza cristiana, sostenuta dal coraggio ammirabile del martirio”. Di seguito il testo completo del discorso.

Signor Cardinale, venerati fratelli nell’Episcopato e nel Sacerdozio, cari fratelli e sorelle,

do il benvenuto a tutti voi, Direttori Nazionali delle Pontificie Opere Missionarie e collaboratori della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli. Ringrazio il Cardinale Fernando Filoni per le parole che mi ha rivolto, e tutti voi per il vostro prezioso servizio alla missione della Chiesa che è quello di portare il Vangelo «ad ogni creatura» (Mc 16,15).

Quest’anno il nostro incontro avviene nel centenario della fondazione della Pontificia Unione Missionaria (PUM). L’Opera si ispira al beato Paolo Manna, prete missionario del Pontificio Istituto Missioni Estere. Sostenuta da san Guido Maria Conforti, essa fu approvata dal Papa Benedetto XV il 31 ottobre 1916; e quarant’anni dopo il venerabile Pio XII la qualificò come “Pontificia”. Attraverso l’intuizione del beato Paolo Manna e la mediazione della Sede Apostolica, lo Spirito Santo ha condotto la Chiesa ad avere una sempre maggiore consapevolezza della propria natura missionaria, portata poi a maturazione dal Concilio Ecumenico Vaticano II.

Il beato Paolo Manna comprese molto bene che formare ed educare al mistero della Chiesa e alla sua intrinseca vocazione missionaria è una finalità che riguarda tutto il santo Popolo di Dio, nella varietà degli stati di vita e dei ministeri. «Dei compiti dell’Unione Missionaria alcuni sono di natura culturale, altri di natura spirituale, altri infine pratici ed organizzativi. L’Unione Missionaria ha il compito di illuminare, di infiammare, di agire organizzando i sacerdoti, e per essi tutti i fedeli, in ordine alle missioni». Così si esprimeva il Fondatore della Pontificia Unione Missionaria nel 1936 in un suo storico intervento, tenuto durante il secondo Congresso Internazionale dell’Opera.

Tuttavia, formare alla missione vescovi e sacerdoti non significava ridurre la Pontificia Unione Missionaria ad una realtà semplicemente clericale, ma sostenere la gerarchia nel suo servizio alla missionarietà della Chiesa, propria di tutti: fedeli e pastori, sposati e vergini consacrati, Chiesa universale e Chiese particolari. Attuando tale servizio con la carità loro propria, i Pastori mantengono la Chiesa sempre ed ovunque in stato di missione, la quale è sempre in ultima analisi opera di Dio, ed è partecipata, grazie al Battesimo, alla Confermazione e all’Eucaristia, a tutti i credenti.

Cari Direttori Nazionali delle Pontificie Opere Missionarie, la missione fa la Chiesa e la mantiene fedele al volere salvifico di Dio. Per questo, pur essendo importante che vi preoccupiate della raccolta e della distribuzione degli aiuti economici che diligentemente amministrate in favore di tante chiese e tanti cristiani bisognosi, servizio per il quale vi ringrazio, vi esorto a non limitarvi soltanto a questo aspetto. Ci vuole “mistica”. Dobbiamo crescere in passione evangelizzatrice. Io ho paura – ve lo confesso – che la vostra opera rimanga molto organizzativa, perfettamente organizzativa, ma senza passione. Questo lo può fare anche una ONG, ma voi non siete una ONG! La vostra Unione senza passione non serve; senza “mistica” non serve. E se dobbiamo sacrificare qualcosa, sacrifichiamo l’organizzazione, andiamo avanti con la mistica dei Santi.

Oggi, la vostra Unione missionaria ha bisogno di questo: mistica dei Santi e dei Martiri. E questo è il generoso lavoro di formazione permanente alla missione che dovete fare; che non è soltanto un corso intellettuale, ma inserito in questa ondata di passione missionaria, di testimonianza martiriale. Le Chiese di recente fondazione, aiutate da voi per la loro formazione missionaria permanente, potranno trasmettere alle Chiese di antica fondazione, a volte appesantite dalla loro storia e un po’ stanche, l’ardore della fede giovane, la testimonianza della speranza cristiana, sostenuta dal coraggio ammirabile del martirio. Vi incoraggio a servire con grande amore le Chiese che, grazie ai martiri, ci testimoniano come il Vangelo ci renda partecipi della vita di Dio, e lo fanno per attrazione e non per proselitismo.

In questo Anno Santo della Misericordia, l’ardore missionario che consumava il beato Paolo Manna, e dal quale scaturì la Pontificia Unione Missionaria, continui ancora oggi a far ardere, appassionare, rinnovare, ripensare e riformare il servizio che questa Opera è chiamata ad offrire alla Chiesa intera. La vostra Unione non deve essere la stessa il prossimo anno come quest’anno: deve cambiare in questa direzione, deve convertirsi con questa passione missionaria.

Mentre ringraziamo il Signore per i suoi cento anni, auspico che la passione per Dio e per la missione della Chiesa porti la Pontificia Unione Missionaria anche a ripensarsi nella docilità allo Spirito Santo, in vista di una adeguata riforma delle sue modalità - adeguata riforma, cioè conversione e riforma - attuative e di un autentico rinnovamento per il bene della formazione permanente alla missione di tutte le Chiese. Alla Vergine Maria, Regina delle Missioni, ai santi Pietro e Paolo, a san Guido Maria Conforti e al beato Paolo Manna affidiamo con gratitudine il vostro servizio. Vi benedico di cuore e vi chiedo per favore di pregare per me, perché non scivoli nella “beata quiete”; perché anch’io abbia ardore missionario per andare avanti.

E vi invito a pregare insieme l’Angelus.