聆听教宗方济各
我们将通过这一博客,在一周之内发表教宗方济各讲话 的中文版、教宗每主日的三钟经祈祷讲话、周三例行公开接 见要理、每天清晨在圣女玛尔大之家的弥撒圣祭讲道。 教宗的讲话言简意赅、直入我们每个人的内心深处。他 的话不需要任何评论或者理论说教,只要认识了解、反思默 想足以

IN CAMMINO CON PAPA FRANCESCO
Con questo blog vorremmo mettere in circolazione, entro una settimana, anche in cinese,
le parole che Papa Francesco ci regala all’Angelus di ogni domenica, nella Udienza del Mercoledì, e nelle celebrazioni quotidiane di Santa Marta.
Papa Francesco parla in maniera chiara e diretta, parla al cuore di ognuno di noi. Le sue parole non hanno bisogno di commenti o teorie, ma di essere conosciute e meditate.
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在中国的讯息
Scritto da Gigi Di Sacco
il 23 02 2016 alle 20,31

Omelia, 23/02/2016

Il cristianesimo è concreto, non è una religione del dire, ma del fare. Dio dice: Soccorrete l’oppresso, rendete giustizia all’orfano, difendete la causa della vedova. Questa è la vita cristiana. Invece il solo dire ci porta alla vanità, a quel fare finta di essere cristiano. Ma no, non si è cristiani così.


Papa Francesco – Il cristianesimo è una religione concreta, che agisce facendo il bene, non una “religione del dire”, fatta di ipocrisia e vanità. L’ha detto oggi papa Francesco durante la messa celebrata stamattina a Casa santa Marta, commentando il brano del profeta Isaia e il passo del Vangelo di Matteo della liturgia del giorno per spiegare una volta ancora la “dialettica evangelica fra il dire e il fare”.

Francesco ha sottolineato le parole di Gesù, che smaschera l’ipocrisia di scribi e farisei invitando discepoli e folla a osservare ciò che loro insegnano ma a non comportarsi come loro agiscono. “Il Signore ci insegna la strada del fare. E quante volte troviamo gente – anche noi, eh! – tante volte nella Chiesa: “O sono molto cattolico!”. ‘Ma cosa fai?’ Quanti genitori si dicono cattolici, ma mai hanno tempo per parlare ai propri figli, per giocare con i propri figli, per ascoltare i propri figli. Forse hanno i loro genitori in casa di riposo, ma sempre sono occupati e non possono andare a trovarli e li lasciano abbandonati. ‘Ma sono molto cattolico, eh! Io appartengo a quella associazione’. Questa è la religione del dire: io dico che sono così, ma faccio la mondanità”.

Quello del “dire e non fare” è “un inganno”. Le parole di Isaia indicano cosa Dio preferisca: “Cessate di fare il male, imparate a fare il bene”. “Soccorrete l’oppresso, rendete giustizia all’orfano, difendete la causa della vedova”. E dimostrano anche altro, l’infinita misericordia di Dio, che dice all’umanità: “Su, venite e discutiamo. Anche se i vostri peccati fossero come scarlatto, diventeranno bianchi come neve”. “La misericordia del Signore va all’incontro di quelli che hanno il coraggio di discutere con Lui, ma discutere sulla verità, sulle cose che io faccio o quelle che non faccio, per correggermi. E questo è il grande amore del Signore, in questa dialettica fra il dire e il fare. Essere cristiano significa fare: fare la volontà di Dio. E l’ultimo giorno – perché tutti noi ne avremo uno, eh! – quel giorno cosa ci domanderà il Signore? Ci dirà: “Cosa avete detto su di me?”. No! ci domanderà delle cose che abbiamo fatto”.

E qui il Papa ha ricordato il capitolo del Vangelo di Matteo sul giudizio finale, quando Dio chiederà conto all’uomo di ciò che avrà fatto ad affamati, assetati, carcerati, stranieri. “Questa è la vita cristiana. Invece il solo dire ci porta alla vanità, a quel fare finta di essere cristiano. Ma no, non si è cristiani così”. “Che il Signore – la conclusione di Francesco - ci dia questa saggezza di capire bene dov’è la differenza fra il dire e il fare e ci insegni la strada del fare e ci aiuti ad andare su quella strada, perché la strada del dire ci porta al posto dove erano questi dottori della legge, questi chierici, ai quali piaceva vestirsi ed essere proprio come se fossero una maestà, no? E questo non è la realtà del Vangelo! Che il Signore ci insegni questa strada”.