聆听教宗方济各
我们将通过这一博客,在一周之内发表教宗方济各讲话 的中文版、教宗每主日的三钟经祈祷讲话、周三例行公开接 见要理、每天清晨在圣女玛尔大之家的弥撒圣祭讲道。 教宗的讲话言简意赅、直入我们每个人的内心深处。他 的话不需要任何评论或者理论说教,只要认识了解、反思默 想足以

IN CAMMINO CON PAPA FRANCESCO
Con questo blog vorremmo mettere in circolazione, entro una settimana, anche in cinese,
le parole che Papa Francesco ci regala all’Angelus di ogni domenica, nella Udienza del Mercoledì, e nelle celebrazioni quotidiane di Santa Marta.
Papa Francesco parla in maniera chiara e diretta, parla al cuore di ognuno di noi. Le sue parole non hanno bisogno di commenti o teorie, ma di essere conosciute e meditate.
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Scritto da Gigi Di Sacco
il 17 02 2016 alle 18,24

DISCORSO, GIOVANI MESSICO - 17/02/2016

Giovani siete la speranza e la ricchezza del MessicoLa festa dell’incontro con 50mila giovani a Moreila. La parola di speranza si chiama Gesù e la principale minaccia alla speranza è farti credere che cominci a valere quando ti mascheri di vestiti, marche, dell’ultimo grido della moda, o quando diventi prestigioso, importante perché hai denaro, ma in fondo il tuo cuore non crede che tu sia degno di affetto, degno di amore.
 


 Papa Francesco– La parola di speranza si chiama Gesù e Gesù vuole discepoli come lo è stato Juan Diego e tutto in Lui è “un invito alla vita” e “mai inviterà a essere assassini”. Ma “la principale minaccia alla speranza è farti credere che cominci a valere quando ti mascheri di vestiti, marche, dell’ultimo grido della moda, o quando diventi prestigioso, importante perché hai denaro, ma in fondo il tuo cuore non crede che tu sia degno di affetto, degno di amore”. Il boato dei 50mila giovani radunati nello stadio di Morelia ha risposto alle parole di Francesco.

L’incontro con i giovani del Messico, alle 16.30 (ora locale) è stato una festa fatta di cori, danze, costumi tradizionali, decine di migliaia di fazzoletti multicolori e un lunghissimo striscione con l’immagine di una colomba. E il Papa è apparso sorridente e divertito, con i ragazzi ha anche cantato “Vive Jesus, el Senor”.

“Voi – ha detto lor - siete la ricchezza del Messico”. Ma la ricchezza deve essere trasformata in speranza e “la principale minaccia alla speranza sono i discorsi che ti svalutano, che ti fanno sentire di seconda categoria, di seconda o di quarta categoria. E' doloroso quando ti fanno sapere che non importi a nessuno, e questo ci uccide”. Ed ancora: “E’ difficile sentirsi la ricchezza di una nazione quando non si hanno opportunità di lavoro dignitoso, possibilità di studio e di preparazione, quando non si vedono riconosciuti i diritti e questo finisce per spingere a situazioni limite”.

Il Papa ha anche ricordato che "nella famiglia si impara la vicinanza, si impara la solidarietà  si impara a condividere, a discernere, a portare avanti i problemi gli uni degli altri, a litigarsi e a discutere, ma a riavvicinarsi, abbracciarsi e baciarsi. La famiglia è la prima scuola della nazione. La famiglia è la pietra di base della costruzione di una grande nazione”.

Ed “è falso che l'unica possibilità di vita è la povertà. La parola di speranza si chiama Gesù Cristo, abbracciate la sua croce e non staccatevi mai dalla sua mano.  Il trionfo non sta nel non cadere ma nel non rimanere caduti. Non permettevi di rimanere caduti e offrite la mano con dignità a un amico che è caduto. L'ascolto terapia è la medicina, non lasciate mai là mano di Gesù, con la mano di Gesù è possibile vivere a fondo”.

“Oggi il Signore continua a chiamarvi, continua a convocarvi, come fece con l’indio Juan Diego. Vi invita a costruire un santuario. Un santuario che non è un luogo fisico, bensì una comunità, un santuario chiamato parrocchia, un santuario chiamato nazione. Gesù mai ci inviterebbe ad essere sicari, ma ci chiama discepoli. Egli mai ci manderebbe a morire, ma tutto in Lui è invito alla vita. Una vita in famiglia, una vita in comunità; una famiglia e una comunità a favore della società”.

Poi ai giovani ha ricordato il “Siate furbi come serpenti e umili come colombe”.  Attenzione però anche alle lusinghe del mondo: “la principale minaccia alla speranza è farti credere che cominci a valere quando ti mascheri di vestiti, marche, dell’ultimo grido della moda, o quando diventi prestigioso, importante perché hai denaro, ma in fondo il tuo cuore non crede che tu sia degno di affetto, degno di amore”.

Oggi, ultimo giorno della visita in Messico, il Papa si recherà a Ciudad Juarez, al confine con gli Stati Uniti. In programma una visita al carcere CeReSo n.3, l’incontro con il mondo del lavoro e l’ultima messa di questa visita. Da Ciudad Juarez alle 19 Francesco ripartirà per Roma, dove è previsto arrivi domani alle 14.45.