聆听教宗方济各
我们将通过这一博客,在一周之内发表教宗方济各讲话 的中文版、教宗每主日的三钟经祈祷讲话、周三例行公开接 见要理、每天清晨在圣女玛尔大之家的弥撒圣祭讲道。 教宗的讲话言简意赅、直入我们每个人的内心深处。他 的话不需要任何评论或者理论说教,只要认识了解、反思默 想足以

IN CAMMINO CON PAPA FRANCESCO
Con questo blog vorremmo mettere in circolazione, entro una settimana, anche in cinese,
le parole che Papa Francesco ci regala all’Angelus di ogni domenica, nella Udienza del Mercoledì, e nelle celebrazioni quotidiane di Santa Marta.
Papa Francesco parla in maniera chiara e diretta, parla al cuore di ognuno di noi. Le sue parole non hanno bisogno di commenti o teorie, ma di essere conosciute e meditate.
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在中国的讯息
Scritto da Gigi Di Sacco
il 16 12 2015 alle 20,18

UDIENZA GENERALE,16/12/2015

Misericordia e il perdono non devono rimanere belle parole, ma realizzarsi nella vita quotidiana.
La salvezza non si compra! La porta è Gesù ed è gratis! La salvezza è gratis. 

È segno di una vera conversione del nostro cuore. Quando attraversiamo quella 
Porta è bene ricordare che dobbiamo tenere spalancata anche la porta del nostro cuore. 
Sparsa in tutto il mondo e articolata in tante Chiese particolari, è però sempre e solo l’unica Chiesa che Gesù Cristo ha voluto. 


Papa Francesco– “Misericordia e il perdono non devono rimanere belle parole, ma realizzarsi nella vita quotidiana”, perché “come si può chiedere a Dio di perdonare noi, se poi noi non siamo capaci di perdono?”. “Amare e perdonare sono il segno concreto e visibile che la fede ha trasformato i nostri cuori e ci consente di esprimere in noi la vita stessa di Dio”.

Le Porte sante aperte in tutto il mondo perché il Giubileo della Misericordia possa diventare un’esperienza condivisa da ogni persona come “segno dell’accoglienza che Dio stesso ci riserva” sono l’argomento del quale il Papa ha parlato alle 20mila persone presenti in piazza san Pietro per l’udienza generale, tra le quali è lungamente passato con la jeep.

Nella sua catechesi Francesco – che ha ricevuto auguri in tutte le lingue per i 79 anni che compie domani - ha evidenziato in particolare la necessità che “la nostra porta sia sempre spalancata per non escludere nessuno, neppure quello o quella che mi dà fastidio”.

“Domenica scorsa – ha ricordato - è stata aperta la Porta Santa nella Cattedrale di Roma, la Basilica di San Giovanni in Laterano, e si è aperta una Porta della Misericordia nella Cattedrale di ogni diocesi del mondo, anche nei santuari e nelle chiese che i vescovi hanno detto di farlo, il Giubileo è in tutto il mondo, non solo a Roma. Ho desiderato che questo segno della Porta Santa fosse presente in ogni Chiesa particolare, perché il Giubileo della Misericordia possa diventare un’esperienza condivisa da ogni persona. L’Anno Santo, in questo modo, ha preso il via in tutta la Chiesa e viene celebrato in ogni diocesi come a Roma, anche la prima porta santa è stata aperta proprio nel cuore dell'Africa e Roma è il segno visibile della comunione universale. Possa questa comunione ecclesiale diventare sempre più intensa, perché la Chiesa sia nel mondo il segno vivo dell’amore e della misericordia del Padre”.

“Anche la data dell’8 dicembre ha voluto sottolineare questa esigenza, collegando, a 50 anni di distanza, l’inizio del Giubileo con la conclusione del Concilio Ecumenico Vaticano II. In effetti, il Concilio ha contemplato e presentato la Chiesa alla luce del mistero della comunione. Sparsa in tutto il mondo e articolata in tante Chiese particolari, è però sempre e solo l’unica Chiesa che Gesù Cristo ha voluto e per la quale ha offerto Se stesso. La Chiesa ‘una’ che vive della comunione stessa di Dio.
Questo mistero di comunione, che rende la Chiesa segno dell’amore del Padre, cresce e matura nel nostro cuore, quando l’amore, che riconosciamo nella Croce di Cristo e in cui ci immergiamo, ci fa amare come noi stessi siamo amati da Lui. Si tratta di un Amore senza fine, che ha il volto del perdono e della misericordia. Però la misericordia e il perdono non devono rimanere belle parole, ma realizzarsi nella vita quotidiana. Amare e perdonare sono il segno concreto e visibile che la fede ha trasformato i nostri cuori e ci consente di esprimere in noi la vita stessa di Dio. Amare e perdonare come Dio ama e perdona. Questo è un programma di vita che non può conoscere interruzioni o eccezioni, ma ci spinge ad andare sempre oltre senza mai stancarci, con la certezza di essere sostenuti dalla presenza paterna di Dio”.

“Questo grande segno della vita cristiana si trasforma poi in tanti altri segni che sono caratteristici del Giubileo. Penso a quanti attraverseranno una delle Porte Sante, che in questo Anno sono vere Porte della Misericordia. La Porta indica Gesù stesso che ha detto: «Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo» (Gv 10,9). Attraversare la Porta Santa è il segno della nostra fiducia nel Signore Gesù che non è venuto per giudicare, ma per salvare (cfr Gv 12,47). State attenti, che non ci sia qualcuno un po’ furbo, che vi dica che si deve pagare, la salvezza non si compra! La porta è Gesù ed è gratis! La salvezza è gratis. È segno di una vera conversione del nostro cuore. Quando attraversiamo quella Porta è bene ricordare che dobbiamo tenere spalancata anche la porta del nostro cuore. Io sto davanti la Porta Santa e chiedo al Signore di aiutarmi a spalancare la porta del mio cuore. Non avrebbe molta efficacia l’Anno Santo se la porta del nostro cuore non lasciasse passare Cristo che ci spinge ad andare verso gli altri, per portare Lui e il suo amore. Dunque, come la Porta Santa rimane aperta, perché è il segno dell’accoglienza che Dio stesso ci riserva, così anche la nostra porta sia sempre spalancata per non escludere nessuno, neppure quello o quella che mi da fastidio”.

“Un segno importante del Giubileo è anche la Confessione. Accostarsi al Sacramento con il quale veniamo riconciliati con Dio equivale a fare esperienza diretta della sua misericordia. Dio ci comprende anche nei nostri limiti e contraddizioni. Non solo, Egli con il suo amore ci dice che proprio quando riconosciamo i nostri peccati ci è ancora più vicino e ci sprona a guardare avanti. Dice di più: che quanto riconosciamo i nostri peccati e chiediamo perdono c’è festa nel Cielo: Gesù fa festa. Eh, questa è la Sua misericordia: non scoraggiamoci. Avanti, avanti con questo!. Quando riconosciamo i nostri peccati c'è festa nel Cielo!”

“Quante volte mi sono sentito dire: ‘Padre, non riesco a perdonare’. Ma come si può chiedere a Dio di perdonare noi, se poi noi non siamo capaci di perdono? Perdonare è una cosa grande. Certo, perdonare non è facile, perché il nostro cuore è povero e con le sue sole forze non ce la può fare. Se però ci apriamo ad accogliere la misericordia di Dio per noi, a nostra volta diventiamo capaci di perdono. E anche tante volte io ho sentito dire: ‘Ma, a quella persona io non la potevo vedere: la odiavo. Ma un giorno, mi sono avvicinato al Signore e gli ho chiesto perdono dei miei peccati, e anche ho perdonato quella persona’. Queste sono cose di tutti i giorni. E abbiamo vicino a noi questa possibilità”.

“Pertanto, coraggio! Viviamo il Giubileo iniziando con questi segni che comportano una grande forza di amore. Il Signore ci accompagnerà per condurci a fare esperienza di altri segni importanti per la nostra vita. Coraggio e avanti!”.