聆听教宗方济各
我们将通过这一博客,在一周之内发表教宗方济各讲话 的中文版、教宗每主日的三钟经祈祷讲话、周三例行公开接 见要理、每天清晨在圣女玛尔大之家的弥撒圣祭讲道。 教宗的讲话言简意赅、直入我们每个人的内心深处。他 的话不需要任何评论或者理论说教,只要认识了解、反思默 想足以

IN CAMMINO CON PAPA FRANCESCO
Con questo blog vorremmo mettere in circolazione, entro una settimana, anche in cinese,
le parole che Papa Francesco ci regala all’Angelus di ogni domenica, nella Udienza del Mercoledì, e nelle celebrazioni quotidiane di Santa Marta.
Papa Francesco parla in maniera chiara e diretta, parla al cuore di ognuno di noi. Le sue parole non hanno bisogno di commenti o teorie, ma di essere conosciute e meditate.
HOME - 主页     FOTO - 照片     RICERCA - 搜索     MOBILE - 移动

博客归档 - Archivio blog

Angelus
三钟经


Regina Coeli
天皇后喜乐经


Biografia
生平简历


Costituzioni Apostoliche
宗座宪章


Discorsi
讲话


Encicliche
通谕


Esortazioni Apostoliche
宗座劝谕


Interviste
采访


Lettere
书信


Lettere Apostoliche
宗座书函


Messaggi
文告


Motu Proprio
自动诏书


Omelie
弥撒讲道


Preghiere
祈祷


Santa Marta
圣女玛尔大之家


Udienze
周三公开接见


Viaggi
出访


Servizi
服务


SPECIALE TERRA SANTA
圣地专题报道


在中国的讯息
Scritto da Gigi Di Sacco
il 26 11 2015 alle 17,46

Omelia. Kenya - 26/11/2015

Is 44,1-8; Mt 28,16-20;

chiudi

Is 44,1-8; Mt 28,16-20;

Is 44,1-8

[1] Ora ascolta, Giacobbe mio servo, 
Israele da me eletto. 

[2] Così dice il Signore che ti ha fatto, 
che ti ha formato dal seno materno e ti aiuta: 
"Non temere, Giacobbe mio servo, 
Iesurùn da me eletto, 

[3] poiché io farò scorrere acqua sul suolo assetato, 
torrenti sul terreno arido. 
Spanderò il mio spirito sulla tua discendenza, 
la mia benedizione sui tuoi posteri; 

[4] cresceranno come erba in mezzo all'acqua, 
come salici lungo acque correnti. 

[5] Questi dirà: Io appartengo al Signore, 
quegli si chiamerà Giacobbe; 
altri scriverà sulla mano: Del Signore, 
e verrà designato con il nome di Israele". 

[6] Così dice il re di Israele, 
il suo redentore, il Signore degli eserciti: 
"Io sono il primo e io l'ultimo; 
fuori di me non vi sono dei. 

[7] Chi è come me? Si faccia avanti e lo proclami, 
lo riveli di presenza e me lo esponga. 
Chi ha reso noto il futuro dal tempo antico? 
Ci annunzi ciò che succederà. 

[8] Non siate ansiosi e non temete: 
non forse già da molto tempo 
te l'ho fatto intendere e rivelato? 
Voi siete miei testimoni: C'è forse un dio fuori di me 
o una roccia che io non conosca?”. 

 

Mt 28,16-20

[16] Gli undici discepoli, intanto, andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro fissato. 

[17] Quando lo videro, gli si prostrarono innanzi; alcuni però dubitavano. 

[18] E Gesù, avvicinatosi, disse loro: "Mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra. 

[19] Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo, 

[20] insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo".

 

chiudi

Mai la violenza nel nome di Dio, che chiama alla missione e a creare una società giusta
Nel secondo giorno in Africa, Francesco incontra leader religiosi e celebra messa. “La salute di qualsiasi società dipende dalla salute delle famiglie”. “Sstenere le famiglie nella loro missione all’interno della società, ad accogliere i bambini come una benedizione per il nostro mondo e a difendere la dignità di ogni uomo e di ogni donna, poiché tutti noi siamo fratelli e sorelle nell’unica famiglia umana”. “Comprensione interreligiosa, dell’amicizia e della collaborazione nel difendere la dignità conferita da Dio ai singoli individui e ai popoli”. 


Papa Francesco – Dio, il nome del quale “non deve mai essere usato per giustificare l’odio e la violenza”, chiama ogni credente a essere missionario, per portare ovunque il Vangelo , “che cambia la vita” e rende capaci di costruire anche una società nella quale regnano la concordia civile e la solidarietà e nella quale i cristiani sono chiamati a “opporre resistenza alle pratiche che favoriscono l’arroganza negli uomini, feriscono o disprezzano le donne e minacciano la vita degli innocenti non ancora nati”.

La seconda giornata di Francesco in Kenya si è aperta con un incontro con i leader delle diverse confessioni cristiane e di altre tradizioni religiose presenti nel Paese e con la prima messa da lui celebrata in terra d’Africa (nella foto). Francesco l’ha celebrato nei pressi dell’Università di Nairobi. In auto aperta, sotto una fitta pioggia, ha compiuto un giro tra centinaia di migliaia di fedeli radunati nel Central Park, sui quali fino a poco prima volava un elicottero della polizia, mentre altre decine di migliaia hanno seguito la celebrazione sui megaschermi installati anche nel vicino Uhuru Park, dove 30 anni fa la celebrò Giovanni Paolo II, primo papa a visitare il Kenya.

In un rito per l’evangelizzazione dei popoli, ricco, secondo la tradizione africana, di danze e canti, Francesco ha sottolineato non solo il “compito” missionario affidato a ogni fedele, ma anche l’importanza della famiglia, centrale nella cultura africana, e dei giovani, futuro di ogni Paese. Dei giovani aveva parlato anche nell’incontro con i leader religiosi quando, parlando dell’estremismo religioso aveva detto che “troppo spesso dei giovani vengono resi estremisti in nome della religione per seminare discordia e paura e lacerare il tessuto stesso delle nostre società; quanto è importante che siamo riconosciuti come profeti di pace, operatori di pace, che invitano gli altri a vivere in pace, armonia, e rispetto reciproco”.

“La parola di Dio – ha detto, in italiano, durante la messa - parla alle profondità del nostro cuore. Oggi Dio ci dice che gli apparteniamo. Egli ci ha fatti, noi siamo la sua famiglia e per noi Lui sarà sempre presente. ‘Non temete – Egli ci dice –: io vi ho scelti e prometto di darvi la mia benedizione’ (cfr Is 44,2-3). Abbiamo ascoltato questa promessa nella prima Lettura. Il Signore ci dice che farà sgorgare acqua nel deserto, in una terra assetata; Egli farà sì che i figli del suo popolo fioriscano come erba e come salici lussureggianti”.

L'importanza delle famiglie nel piano di Dio

“La profezia di Isaia ci invita a guardare alle nostre famiglie e a renderci conto di quanto siano importanti nel piano di Dio. La società del Kenya è stata a lungo benedetta con una solida vita familiare, con un profondo rispetto per la saggezza degli anziani e con l’amore verso i bambini. La salute di qualsiasi società dipende dalla salute delle famiglie. Per il bene loro e della comunità, la fede nella Parola di Dio ci chiama a sostenere le famiglie nella loro missione all’interno della società, ad accogliere i bambini come una benedizione per il nostro mondo e a difendere la dignità di ogni uomo e di ogni donna, poiché tutti noi siamo fratelli e sorelle nell’unica famiglia umana. In obbedienza alla Parola di Dio, siamo anche chiamati ad opporre resistenza alle pratiche che favoriscono l’arroganza negli uomini, feriscono o disprezzano le donne e minacciano la vita degli innocenti non ancora nati. Siamo chiamati a rispettarci e incoraggiarci a vicenda e a raggiungere tutti coloro che si trovano nel bisogno. Le famiglie cristiane hanno questa missione speciale: irradiare l’amore di Dio e riversare l’acqua vivificante del suo Spirito. Questo è particolarmente importante oggi, perché assistiamo all’avanzata di nuovi deserti, creati da una cultura del materialismo e dell’indifferenza verso gli altri”.

“Il Signore ci fa un’altra promessa nelle Letture di oggi. Come Buon Pastore che ci guida sui sentieri della vita, Egli ci promette di farci abitare nella sua casa per la distesa dei giorni (cfr Sal 23,6). Anche qui, vediamo adempiuta la sua promessa nella vita della Chiesa. Nel Battesimo, Egli ci conduce ad acque tranquille e fa rivivere la nostra anima; nella Confermazione ci unge con olio di gioia spirituale e di fortezza; nell’Eucaristia ci prepara una mensa, la mensa del suo stesso Corpo e del suo Sangue, per la salvezza del mondo. Abbiamo bisogno di questi doni di grazia! Il mondo ha bisogno di questi doni! Il Kenya ha bisogno di questi doni! Essi ci rafforzano nella fedeltà in mezzo alle avversità, quando sembriamo camminare ‘nella valle dell’ombra della morte’ (cfr Sal 23,4). Ma essi cambiano anche i nostri cuori. Ci rendono discepoli più fedeli del Maestro divino, vasi di misericordia e di amorevole gentilezza in un mondo ferito dall’egoismo, dal peccato e dalla divisione. Questi sono i doni con i quali Dio, nella sua provvidenza, vi rende capaci di contribuire, quali uomini e donne di fede, alla costruzione del vostro Paese nella concordia civile e nella solidarietà fraterna. In modo particolare, sono doni che devono essere condivisi con i giovani, che qui, come altrove in questo grande continente, sono il futuro della società”.

I giovani costruiscano una società più giusta

“Qui, nel cuore di questa Università, dove le menti e i cuori delle nuove generazioni vengono formati, faccio appello in modo speciale ai giovani della nazione. I grandi valori della tradizione africana, la saggezza e la verità della Parola di Dio e il generoso idealismo della vostra giovinezza vi guidino nell’impegno di formare una società che sia sempre più giusta, inclusiva e rispettosa della dignità umana. Vi stiano sempre a cuore le necessità dei poveri; rigettate tutto ciò che conduce al pregiudizio e alla discriminazione, perché queste cose – lo sappiamo – non sono di Dio. Tutti conosciamo bene la parabola di Gesù a proposito dell’uomo che costruì la sua casa sulla sabbia invece che sulla roccia. Quando soffiarono i venti, essa cadde e la sua rovina fu grande (cfr Mt 7,24-27). Dio è la roccia sulla quale siamo chiamati a costruire. Egli ce lo dice nella prima Lettura e ci chiede: «C’è forse un dio fuori di me?» (Is 44,8)”.

“Quando Gesù Risorto afferma, nel Vangelo di oggi: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra» (Mt 28,18), ci dice che Lui stesso, il Figlio di Dio, è la roccia. Non c’è nessuno oltre a Lui. Unico Salvatore dell’umanità, desidera attirare uomini e donne di ogni epoca e luogo a Sé, così da poterli portare al Padre. Egli vuole che tutti noi costruiamo la nostra vita sul saldo fondamento della sua parola. Questo è il compito che il Signore assegna a ciascuno di noi. Ci chiede di essere discepoli missionari, uomini e donne che irradino la verità, la bellezza e la potenza del Vangelo che trasforma la vita. Uomini e donne che siano canali della grazia di Dio, che permettano alla sua misericordia, benevolenza e verità di diventare gli elementi per costruire una casa che rimanga salda. Una casa che sia un focolare, dove fratelli e sorelle vivano finalmente in armonia e reciproco rispetto, in obbedienza alla volontà del vero Dio, che ci ha mostrato, in Gesù, la via verso quella libertà e quella pace a cui tutti i cuori aspirano. Gesù, il Buon Pastore, la roccia sulla quale costruiamo le nostre vite, guidi voi e le vostre famiglie sulla via del bene e della misericordia per tutti i giorni della vostra vita. Egli benedica tutti gli abitanti del Kenya con la sua pace. «Siate forti nella fede! Non abbiate paura!». Perchè voi appartenete al Signore. Mungu awabariki! [Dio vi benedica!]  Mungu abariki Kenya! [Dio benedica il Kenya!] .

Il dialogo ecumenico e interreligioso “è essenziale”

Del ruolo e dei compiti delle religioni per la costruzione di una società aperta e riconciliata Francesco aveva parlato nell’incontro con i leader religiosi ai quali aveva detto che “il dialogo ecumenico e interreligioso non è un lusso. Non è qualcosa di aggiuntivo o di opzionale, ma è essenziale, è qualcosa di cui il nostro mondo, ferito da conflitti e divisioni, ha sempre più  bisogno”.

“Le credenze religiose e la maniera di praticarle – aveva aggiunto - influenzano ciò che siamo e la comprensione del mondo circostante. Esse sono per noi fonte di illuminazione, saggezza e solidarietà e in tal modo arricchiscono le società in cui viviamo. Prendendoci cura della crescita spirituale delle nostre comunità, formando le menti e i cuori alla verità e ai valori insegnati dalle nostre tradizioni religiose, diventiamo una benedizione per le comunità nelle quali vive le nostra gente. In una società democratica e pluralistica come questa, la cooperazione tra i leader religiosi e le loro comunità diviene un importante servizio al bene comune”.

“In questa luce, e in un mondo sempre più interdipendente, si avverte con crescente chiarezza la necessità della comprensione interreligiosa, dell’amicizia e della collaborazione nel difendere la dignità conferita da Dio ai singoli individui e ai popoli, e il loro diritto di vivere in libertà e felicità. Promuovendo il rispetto di tale dignità e di tali diritti, le religioni interpretano un ruolo essenziale nel formare le coscienze, nell’instillare nei giovani i profondi valori spirituali delle rispettive tradizioni e nel preparare buoni cittadini, capaci di infondere nella società civile onestà, integrità e una visione del mondo che valorizzi la persona umana rispetto al potere e al guadagno materiale”.

“Penso qui all’importanza della nostra comune convinzione secondo la quale il Dio che noi cerchiamo di servire è un Dio di pace. Il suo santo Nome non deve mai essere usato per giustificare l’odio e la violenza. So che è vivo in voi il ricordo lasciato dai barbari attacchi al Westgate Mall, al Garissa University College e a Mandera. Troppo spesso dei giovani vengono resi estremisti in nome della religione per seminare discordia e paura e per lacerare il tessuto stesso delle nostre società. Quant’è importante che siamo riconosciuti come profeti di pace, operatori di pace che invitano gli altri a vivere in pace, armonia e rispetto reciproco! Possa l’Onnipotente toccare i cuori di coloro che perpetrano questa violenza e concedere la sua pace alle nostre famiglie e alle nostre comunità”.