聆听教宗方济各
我们将通过这一博客,在一周之内发表教宗方济各讲话 的中文版、教宗每主日的三钟经祈祷讲话、周三例行公开接 见要理、每天清晨在圣女玛尔大之家的弥撒圣祭讲道。 教宗的讲话言简意赅、直入我们每个人的内心深处。他 的话不需要任何评论或者理论说教,只要认识了解、反思默 想足以

IN CAMMINO CON PAPA FRANCESCO
Con questo blog vorremmo mettere in circolazione, entro una settimana, anche in cinese,
le parole che Papa Francesco ci regala all’Angelus di ogni domenica, nella Udienza del Mercoledì, e nelle celebrazioni quotidiane di Santa Marta.
Papa Francesco parla in maniera chiara e diretta, parla al cuore di ognuno di noi. Le sue parole non hanno bisogno di commenti o teorie, ma di essere conosciute e meditate.
HOME - 主页     FOTO - 照片     RICERCA - 搜索     MOBILE - 移动

博客归档 - Archivio blog

Angelus
三钟经


Regina Coeli
天皇后喜乐经


Biografia
生平简历


Costituzioni Apostoliche
宗座宪章


Discorsi
讲话


Encicliche
通谕


Esortazioni Apostoliche
宗座劝谕


Interviste
采访


Lettere
书信


Lettere Apostoliche
宗座书函


Messaggi
文告


Motu Proprio
自动诏书


Omelie
弥撒讲道


Preghiere
祈祷


Santa Marta
圣女玛尔大之家


Udienze
周三公开接见


Viaggi
出访


Servizi
服务


SPECIALE TERRA SANTA
圣地专题报道


在中国的讯息
Scritto da Gigi Di Sacco
il 23 11 2015 alle 00,00

ANGELUS - 22/11/2015

0

La logica del Vangelo si esprime nell’umiltà e nella gratuità
Nella solennità di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo, il papa sottolinea: 
La logica mondana poggia sull’ambizione e sulla competizione, combatte con le armi della paura, 
del ricatto e della manipolazione delle coscienze”. Francesco affida all’intercessione dei nuovi 
beati proclamati in Spagna “i tanti cristiani che ancora oggi, purtroppo, sono perseguitati”. 
Un'Ave Maria per il viaggio in Africa. 


Papa Francesco– La logica evangelica, quella di Gesù, “si esprime nell’umiltà e nella gratuità, si afferma silenziosamente ma efficacemente con la forza della verità. I regni di questo mondo a volte si reggono su prepotenze, rivalità, oppressioni; il regno di Cristo è un «regno di giustizia, di amore e di pace». Lo ha detto oggi papa Francesco, nell’Angelus pronunciato nella solennità di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo. Questa logica è in contrapposizione con quella mondana, che invece “poggia sull’ambizione e sulla competizione, combatte con le armi della paura, del ricatto e della manipolazione delle coscienze”.

Gesù, dice il pontefice, “si è rivelato re quando? Nell’evento della Croce! Chi guarda la Croce di Cristo non può non vedere la sorprendente gratuità dell’amore. Qualcuno di voi dice: ‘Padre, questo è stato un fallimento’. Il peccato è un fallimento, nel fallimento delle ambizioni umane, lì c’è il trionfo della Croce. Nel fallimento della Croce si vede l’amore! L’amore gratuito che ci dà Gesù”.

Parlare di potenza e di forza, aggiunge, “significa per il cristiano fare riferimento alla potenza della Croce e alla forza dell’amore di Gesù: un amore che rimane saldo e integro, anche di fronte al rifiuto, e che appare come il compimento di una vita spesa nella totale offerta di sé in favore dell’umanità”. Sul Calvario, “i passanti e i capi deridono Gesù inchiodato alla croce, e gli lanciano la sfida: «Salva te stesso scendendo dalla croce!»”.

Ma paradossalmente “la verità di Gesù è proprio quella che in tono di scherno gli scagliano addosso i suoi avversari: «Non può salvare sé stesso!» (v. 31). Se Gesù fosse sceso dalla croce, avrebbe ceduto alla tentazione del principe di questo mondo; invece Lui non può salvare sé stesso proprio per poter salvare gli altri, proprio perché ha dato la sua vita per noi, per ognuno di noi. Gesù ha dato la sua vita per me! Questi in piazza, ognuno di noi dica nel suo cuore ‘ha dato la Sua vita per me’. Per poter salvare ognuno di noi dai nostri peccati”.

Questo, spiega il papa, “chi lo ha capito? Uno dei due malfattori che sono crocifissi con Lui, detto il “buon ladrone”, che Lo supplica: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno» (Lc 23,42). Ma questo era un malfattore, un corrotto: era lì condannato a morte… Ma ha guardato, nell’atteggiamento e nella mitezza di Gesù, l’amore. E questa è la forza del regno di Cristo, l’amore”.

Per questo “la regalità di Gesù non ci opprime, ma ci libera dalle nostre debolezze e miserie, incoraggiandoci a percorrere le strade del bene, della riconciliazione e del perdono. Guardiamo al buon ladrone, e diciamo tutti insieme quello che ha detto lui: ‘Gesù, ricordati di me quando sarai entrato nel tuo regno’. È chiedere a Gesù, quando ci vediamo deboli e peccatori e sconfitti, di guardarci. Non ti dimenticare di me”.

Di fronte alle tante lacerazioni nel mondo e alle troppe ferite nella carne degli uomini, chiediamo alla Vergine Maria di sostenerci nel nostro impegno di imitare Gesù, nostro re, rendendo presente il suo regno con gesti di tenerezza, di comprensione e di misericordia.

Dopo la preghiera mariana, Francesco ricorda la beatificazione di Federico da Berga e venticinque compagni martiri, uccisi in Spagna durante la feroce persecuzione contro la Chiesa nel secolo scorso: “Si tratta di sacerdoti, giovani professi in attesa di ordinazione e fratelli laici appartenenti all’Ordine dei Frati Minori Cappuccini. Affidiamo alla loro intercessione i tanti nostri fratelli e sorelle che purtroppo ancora oggi, in diverse parti del mondo, sono perseguitati a causa della fede in Cristo”. 

Mercoledì prossimo, conclude il papa, "inizio il viaggio in Africa, visitando Kenya, Uganda e la Repubblica Centrafricana. Chiedo a tutti voi di pregare per questo viaggio, affinché sia per tutti questi cari fratelli e anche per me, un segno di vicinanza e amore. Chiediamo insieme alla Madonna di vegliare su queste care terre, affinché ci sia la pace e la prosperità".