聆听教宗方济各
我们将通过这一博客,在一周之内发表教宗方济各讲话 的中文版、教宗每主日的三钟经祈祷讲话、周三例行公开接 见要理、每天清晨在圣女玛尔大之家的弥撒圣祭讲道。 教宗的讲话言简意赅、直入我们每个人的内心深处。他 的话不需要任何评论或者理论说教,只要认识了解、反思默 想足以

IN CAMMINO CON PAPA FRANCESCO
Con questo blog vorremmo mettere in circolazione, entro una settimana, anche in cinese,
le parole che Papa Francesco ci regala all’Angelus di ogni domenica, nella Udienza del Mercoledì, e nelle celebrazioni quotidiane di Santa Marta.
Papa Francesco parla in maniera chiara e diretta, parla al cuore di ognuno di noi. Le sue parole non hanno bisogno di commenti o teorie, ma di essere conosciute e meditate.
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在中国的讯息
Scritto da Gigi Di Sacco
il 09 11 2015 alle 09,44

ANGELUS, 08/11/2015

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Documenti rubati, fatto deplorevole, ma non ci fermano nel lavoro di riforma.
All’Angelus papa Francesco condanna il furto e la pubblicazione dei documenti riservati 

come un reato, uno sbaglio, un atto deplorevole che non aiuta, anche perché quei documenti 
io e i miei collaboratori già li conoscevamo bene”. Applausi dalla folla quando egli chiede 
il sostegno di tutta la Chiesa” al “lavoro di riforma. La vedova del Vangelo, 
ideale esemplare di cristiano”: essa dà non “del superfluo”, ma “con tutto il cuore.


Papa Francesco- I documenti della Santa Sede “sottratti e pubblicati” nei giorni scorsi sono “un atto deplorevole”, ma non distolgono il papa dal “lavoro di riforma” che lui e i suoi collaboratori stanno “portando avanti”. Lo ha detto papa Francesco oggi alla fine della preghiera dell’Angelus con i pellegrini in piazza san Pietro.

I documenti “riservati” rubati riguardano la situazione economica del Vaticano e le spese di diverse personalità, contenuti in due libri, “Avarizia” di Emiliano Fittipaldi e “Via Crucis” di Gianluigi Nuzzi pubblicati nei giorni scorsi. La scoperta della sottrazione e pubblicazione dei documenti ha portato all’arresto di due persone, mons. Lucio Angel Vallejo Balda, e Francesca Chaouqui, che lavoravano nelle strutture economico-amministrative della Santa Sede

L’operazione altamente mediatica, giustificata dagli autori come un “aiutare il papa” nella sua opera di riforma della Chiesa e della Curia, è condannata dal pontefice come “un reato”, “uno sbaglio”, un “atto deplorevole che non aiuta”, anche perché “quei documenti io e i miei collaboratori già li conoscevamo bene”.

Scandendo ogni parola, sottolineata dal gesto della mano, Francesco ha aggiunto: “Ma voglio dirvi anche che questo triste fatto non mi distoglie certamente dal lavoro di riforma che stiamo portando avanti con i miei collaboratori e con il sostegno di tutti voi. Sì, con il sostegno di tutta la Chiesa, perché la Chiesa si rinnova con la preghiera e con la santità quotidiana di ogni battezzato. Perciò vi ringrazio e vi chiedo di continuare a pregare per il Papa e per la Chiesa, senza lasciarvi turbare ma andando avanti con fiducia e speranza”. La gente in piazza lo ha interrotto diverse volte con forza con applausi.

Prima della preghiera mariana, il pontefice si era soffermato a commentare il vangelo di oggi (Domenica 32ma per anno, B, Marco 12, 38-44), in cui Gesù mette a paragone l’atteggiamento degli scribi e quello della vedova che offre il suo obolo al tempio.

Nella “prima parte”, spiega Francesco, il Vangelo descrive “come non devono essere i seguaci di Cristo”. “Gesù addebita agli scribi, maestri della legge, tre difetti che si manifestano nel loro stile di vita: superbia, avidità e ipocrisia… Anche oggi esiste il rischio di assumere questi atteggiamenti. Ad esempio, quando si separa la preghiera dalla giustizia, perché non si può rendere culto a Dio e causare danno ai poveri. O quando si dice di amare Dio, e invece si antepone a Lui la propria vanagloria, il proprio tornaconto”.

La seconda parte propone “un ideale esemplare di cristiano”. “La scena – spiega il papa - è ambientata nel tempio di Gerusalemme, precisamente nel luogo dove la gente gettava le monete come offerta. Ci sono molti ricchi che versano tante monete, e c’è una povera donna, vedova, che mette appena due spiccioli, due monetine. Gesù osserva attentamente quella donna e richiama l’attenzione dei discepoli sul contrasto netto della scena. I ricchi hanno dato, con grande ostentazione, ciò che per loro era superfluo, mentre la vedova, con discrezione e umiltà, ha dato «tutto quanto aveva per vivere» (v. 44); per questo – dice Gesù – lei ha dato più di tutti. A motivo della sua estrema povertà, avrebbe potuto offrire una sola moneta per il tempio e tenere l’altra per sé. Ma lei non vuole fare a metà con Dio: si priva di tutto. Nella sua povertà ha compreso che, avendo Dio, ha tutto; si sente amata totalmente da Lui e a sua volta Lo ama totalmente. Gesù, oggi, dice anche a noi che il metro di giudizio non è la quantità, ma la pienezza; non è questione di portafoglio, ma di cuore. Amare Dio ‘con tutto il cuore’ significa fidarsi di Lui, della sua provvidenza, e servirlo nei fratelli più poveri senza attenderci nulla in cambio”.

A braccio il pontefice racconta un episodio avvenuto mentre era vescovo, di una madre che spinge i figli ad aiutare i mendicanti giunti alla loro porta non “con il superfluo”, che “era in frigo”, ma rinunciando a parte della bistecca che avevano nel piatto che stavano per mangiare.

 “Di fronte ai bisogni del prossimo – ha aggiunto - siamo chiamati a privarci di qualcosa di indispensabile, non solo del superfluo; siamo chiamati a dare il tempo necessario, non solo quello che ci avanza; siamo chiamati a dare subito e senza riserve qualche nostro talento, non dopo averlo utilizzato per i nostri scopi personali o di gruppo”.

Fra i saluti finali, Francesco ha ricordato che il 10 novembre egli sarà a Firenze dove da domani avrà inizio il 5° Convegno Ecclesiale Nazionale, con la presenza dei Vescovi e dei delegati di tutte le diocesi italiane. Il tema scelto è “In Gesù Cristo il nuovo umanesimo”. Dando l’annuncio, papa Francesco ha anche detto che si recherà “brevemente” anche a Prato, dove si trova la comunità cinese più numerosa d’Italia.

Il pontefice ha anche salutato un gruppo di giovani giapponesi presenti nella piazza.