聆听教宗方济各
我们将通过这一博客,在一周之内发表教宗方济各讲话 的中文版、教宗每主日的三钟经祈祷讲话、周三例行公开接 见要理、每天清晨在圣女玛尔大之家的弥撒圣祭讲道。 教宗的讲话言简意赅、直入我们每个人的内心深处。他 的话不需要任何评论或者理论说教,只要认识了解、反思默 想足以

IN CAMMINO CON PAPA FRANCESCO
Con questo blog vorremmo mettere in circolazione, entro una settimana, anche in cinese,
le parole che Papa Francesco ci regala all’Angelus di ogni domenica, nella Udienza del Mercoledì, e nelle celebrazioni quotidiane di Santa Marta.
Papa Francesco parla in maniera chiara e diretta, parla al cuore di ognuno di noi. Le sue parole non hanno bisogno di commenti o teorie, ma di essere conosciute e meditate.
HOME - 主页     FOTO - 照片     RICERCA - 搜索     MOBILE - 移动

博客归档 - Archivio blog

Angelus
三钟经


Regina Coeli
天皇后喜乐经


Biografia
生平简历


Costituzioni Apostoliche
宗座宪章


Discorsi
讲话


Encicliche
通谕


Esortazioni Apostoliche
宗座劝谕


Interviste
采访


Lettere
书信


Lettere Apostoliche
宗座书函


Messaggi
文告


Motu Proprio
自动诏书


Omelie
弥撒讲道


Preghiere
祈祷


Santa Marta
圣女玛尔大之家


Udienze
周三公开接见


Viaggi
出访


Servizi
服务


SPECIALE TERRA SANTA
圣地专题报道


在中国的讯息
Scritto da Gigi Di Sacco
il 02 11 2015 alle 12,14

Omelia , Al Verano, 01/11/2015

Ap 7,2-4.9-14; 1Gv 3,1-3 ; Mt 5,1-12;

chiudi

Ap 7,2-4.9-14; 1Gv 3,1-3 ; Mt 5,1-12;

Ap 7,2-4.9-14

[2] Vidi poi un altro angelo che saliva dall'oriente e aveva il sigillo del Dio vivente. E gridò a gran voce ai quattro angeli ai quali era stato concesso il potere di devastare la terra e il mare: 

[3] "Non devastate né la terra, né il mare, né le piante, finché non abbiamo impresso il sigillo del nostro Dio sulla fronte dei suoi servi". 

[4] Poi udii il numero di coloro che furon segnati con il sigillo: centoquarantaquattromila, segnati da ogni tribù dei figli d'Israele: 

[9] Dopo ciò, apparve una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, razza, popolo e lingua. Tutti stavano in piedi davanti al trono e davanti all'Agnello, avvolti in vesti candide, e portavano palme nelle mani. 

[10] E gridavano a gran voce: 
"La salvezza appartiene al nostro Dio seduto sul trono e all'Agnello". 

[11] Allora tutti gli angeli che stavano intorno al trono e i vegliardi e i quattro esseri viventi, si inchinarono profondamente con la faccia davanti al trono e adorarono Dio dicendo: 

[12] "Amen! Lode, gloria, sapienza, azione di grazie, onore, potenza e forza al nostro Dio nei secoli dei secoli. Amen". 

[13] Uno dei vegliardi allora si rivolse a me e disse: "Quelli che sono vestiti di bianco, chi sono e donde vengono?". 

[14] Gli risposi: "Signore mio, tu lo sai". E lui: "Essi sono coloro che sono passati attraverso la grande tribolazione e hanno lavato le loro vesti rendendole candide col sangue dell'Agnello. 

 

1Gv 3,1-3

[1] Quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente! La ragione per cui il mondo non ci conosce è perché non ha conosciuto lui. 

[2] Carissimi, noi fin d'ora siamo figli di Dio, ma ciò che saremo non è stato ancora rivelato. Sappiamo però che quando egli si sarà manifestato, noi saremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è. 

[3] Chiunque ha questa speranza in lui, purifica se stesso, come egli è puro. 

 

Mt 5,1-12

[1] Vedendo le folle, Gesù salì sulla montagna e, messosi a sedere, gli si avvicinarono i suoi discepoli. 

[2] Prendendo allora la parola, li ammaestrava dicendo: 

[3] "Beati i poveri in spirito, 
perché di essi è il regno dei cieli. 

[4] Beati gli afflitti, 
perché saranno consolati. 

[5] Beati i miti, 
perché erediteranno la terra. 

[6] Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, 
perché saranno saziati. 

[7] Beati i misericordiosi, 
perché troveranno misericordia. 

[8] Beati i puri di cuore, 
perché vedranno Dio. 

[9] Beati gli operatori di pace, 
perché saranno chiamati figli di Dio. 

[10] Beati i perseguitati per causa della giustizia, 
perché di essi è il regno dei cieli. 

[11] Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. 

[12] Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti hanno perseguitato i profeti prima di voi. 

 

chiudi

Le Beatitudini sono la via per la santità e per la felicità
Francesco celebra la messa nel cimitero Verano di Roma. 
Dal Discorso della montagna il pontefice traccia la rotta per la vita del buon cristiano:
 Chiediamo al Signore la grazia di essere persone semplici e umili, la grazia di saper piangere, 
la grazia di essere miti, la grazia di lavorare per la giustizia e la pace,
e soprattutto la grazia di lasciarci perdonare da Dio per diventare strumenti della sua misericordia.


Papa Francesco– Le Beatitudini insegnate da Gesù agli apostoli e alla folla radunata sulla collina presso il lago di Galilea “sono la via per la santità e per la felicità”. Attraverso queste indicazioni, infatti, hanno camminato i santi che ci hanno preceduto nella patria celeste; e noi, riconoscendoci prima di tutto peccatori, dobbiamo sforzarci di seguirle. Lo ha detto papa Francesco durante l’omelia della messa che ha celebrato nel cimitero del Verano, a Roma. Insieme a lui concelebrano il cardinale vicario per la capitale italiana, Agostino Vallini; l’arcivescovo Iannone, vicegerente della diocesi; il parroco di san Lorenzo fuori le Mura p. Armando Ambrosi. Dopo la celebrazione eucaristica, il pontefice prega per i defunti e benedice le tombe.

La strada per raggiungere la vera beatitudine, la strada che conduce al Cielo, dice Francesco, “è un cammino difficile da comprendere perché va controcorrente, ma il Signore ci dice che chi che va per questa strada è felice, prima o poi diventa felice. «Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli». Possiamo domandarci come può essere felice una persona povera di cuore, il cui unico tesoro è il Regno dei cieli. Ma la ragione è proprio questa: che avendo il cuore spogliato e libero da tante cose mondane, questa persona è ‘attesa’ nel Regno dei Cieli”.

Ma beati sono anche coloro che piangono e che saranno consolati: “Come possono essere felici quelli che piangono? Eppure, chi nella vita non ha mai provato la tristezza, l’angustia, il dolore, non conoscerà mai la forza della consolazione. Felici invece possono essere quanti hanno la capacità di commuoversi, la capacità di sentire nel cuore il dolore che c’è nella loro vita e nella vita degli altri. Questi saranno felici! Perché la tenera mano di Dio Padre li consolerà e li accarezzerà”.

Subito dopo è la volta dei miti: “E noi al contrario quante volte siamo impazienti, nervosi, sempre pronti a lamentarci! Verso gli altri abbiamo tante pretese, ma quando toccano noi, reagiamo alzando la voce, come se fossimo i padroni del mondo, mentre in realtà siamo tutti figli di Dio. Pensiamo piuttosto a quelle mamme e quei papà che sono tanto pazienti con i figli, che ‘li fanno impazzire’. Questa è la strada del Signore: la strada della mitezza e della pazienza”.

Coloro che hanno fame e sete di giustizia, “che hanno un forte senso della giustizia, e non solo verso gli altri, ma prima di tutto verso sé stessi, questi saranno saziati, perché sono pronti ad accogliere la giustizia più grande, quella che solo Dio può dare”.

E poi “«beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia». Felici quelli che sanno perdonare, che hanno misericordia per gli altri, che non giudicano tutto e tutti, ma cercano di mettersi nei panni degli altri. Il perdono è la cosa di cui tutti abbiamo bisogno, nessuno escluso. Per questo all’inizio della Messa ci riconosciamo per quello che siamo, cioè peccatori, tutti. E non è un modo di dire, una formalità: è un atto di verità. «Signore, eccomi qua, abbi pietà di me». E se sappiamo dare agli altri il perdono che chiediamo per noi, siamo beati. Come diciamo nel Padre nostro: «Rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori»”.

Beati infine gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio: “Guardiamo la faccia di quelli che vanno in giro a seminare zizzania: sono felici? Quelli che cercano sempre le occasioni per imbrogliare, per approfittare degli altri, sono felici? No, non possono essere felici. Invece quelli che ogni giorno, con pazienza, cercano di seminare pace, sono artigiani di pace, di riconciliazione, questi sì sono beati, perché sono veri figli del nostro Padre del Cielo, che semina sempre e solo pace, al punto che ha mandato nel mondo il suo Figlio come seme di pace per l’umanità”.

Cari fratelli e sorelle, conclude Francesco, “questa è la via della santità, ed è la stessa via della felicità. È la via che ha percorso Gesù, anzi, è Lui stesso questa Via: chi cammina con Lui e passa attraverso di Lui entra nella vita, nella vita eterna. Chiediamo al Signore la grazia di essere persone semplici e umili, la grazia di saper piangere, la grazia di essere miti, la grazia di lavorare per la giustizia e la pace, e soprattutto la grazia di lasciarci perdonare da Dio per diventare strumenti della sua misericordia. Così hanno fatto i Santi, che ci hanno preceduto nella patria celeste. Essi ci accompagnano nel nostro pellegrinaggio terreno, ci incoraggiano ad andare avanti. La loro intercessione ci aiuti a camminare nella via di Gesù, e ottenga la felicità eterna per i nostri fratelli e sorelle defunti, per i quali offriamo questa Messa”.