聆听教宗方济各
我们将通过这一博客,在一周之内发表教宗方济各讲话 的中文版、教宗每主日的三钟经祈祷讲话、周三例行公开接 见要理、每天清晨在圣女玛尔大之家的弥撒圣祭讲道。 教宗的讲话言简意赅、直入我们每个人的内心深处。他 的话不需要任何评论或者理论说教,只要认识了解、反思默 想足以

IN CAMMINO CON PAPA FRANCESCO
Con questo blog vorremmo mettere in circolazione, entro una settimana, anche in cinese,
le parole che Papa Francesco ci regala all’Angelus di ogni domenica, nella Udienza del Mercoledì, e nelle celebrazioni quotidiane di Santa Marta.
Papa Francesco parla in maniera chiara e diretta, parla al cuore di ognuno di noi. Le sue parole non hanno bisogno di commenti o teorie, ma di essere conosciute e meditate.
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在中国的讯息
Scritto da Gigi Di Sacco
il 26 10 2015 alle 12,29

Omelia, Chiusura del Sinodo, 25/10/2015

1

Ger 31,7-9; Eb 5,1-6; Mc 10,46-52;

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Ger 31,7-9; Eb 5,1-6; Mc 10,46-52;

Ger 31,7-9

[7] Poiché dice il Signore: 
"Innalzate canti di gioia per Giacobbe, 
esultate per la prima delle nazioni, 
fate udire la vostra lode e dite: 
Il Signore ha salvato il suo popolo, 
un resto di Israele". 

[8] Ecco li riconduco dal paese del settentrione 
e li raduno all'estremità della terra; 
fra di essi sono il cieco e lo zoppo, 
la donna incinta e la partoriente; 
ritorneranno qui in gran folla. 

[9] Essi erano partiti nel pianto, 
io li riporterò tra le consolazioni; 
li condurrò a fiumi d'acqua 
per una strada dritta in cui non inciamperanno; 
perchè io sono un padre per Israele, 
Efraim è il mio primogenito. 

 

Eb 5,1-6

[1] Ogni sommo sacerdote, preso fra gli uomini, viene costituito per il bene degli uomini nelle cose che riguardano Dio, per offrire doni e sacrifici per i peccati. 

[2] In tal modo egli è in grado di sentire giusta compassione per quelli che sono nell'ignoranza e nell'errore, essendo anch'egli rivestito di debolezza; 

[3] proprio a causa di questa anche per se stesso deve offrire sacrifici per i peccati, come lo fa per il popolo. 

[4] Nessuno può attribuire a se stesso questo onore, se non chi è chiamato da Dio, come Aronne. 

[5] Nello stesso modo Cristo non si attribuì la gloria di sommo sacerdote, ma gliela conferì colui che gli disse: 
Mio figlio sei tu, oggi ti ho generato. 

[6] Come in un altro passo dice: 
Tu sei sacerdote per sempre, alla maniera di Melchìsedek. 

 

Mc 10,46-52

[46] E giunsero a Gerico. E mentre partiva da Gerico insieme ai discepoli e a molta folla, il figlio di Timèo, Bartimèo, cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. 

[47] Costui, al sentire che c'era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: "Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!". 

[48] Molti lo sgridavano per farlo tacere, ma egli gridava più forte: "Figlio di Davide, abbi pietà di me!". 

[49] Allora Gesù si fermò e disse: "Chiamatelo!". E chiamarono il cieco dicendogli: "Coraggio! Alzati, ti chiama!". 

[50] Egli, gettato via il mantello, balzò in piedi e venne da Gesù. 

[51] Allora Gesù gli disse: "Che vuoi che io ti faccia?". E il cieco a lui: "Rabbunì, che io riabbia la vista!". 

[52] E Gesù gli disse: "Và, la tua fede ti ha salvato". E subito riacquistò la vista e prese a seguirlo per la strada. 

 

 

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Porre l’uomo di oggi “a contatto con la Misericordia compassionevole che salva.
“A questo sono chiamati i discepoli di Gesù, anche oggi, specialmente oggi”, sfuggendo 
alle tentazioni di “camminare attraverso i deserti dell’umanità senza vedere quello che realmente c’è, 
bensì quello che vorremmo vedere noi” e di cadere in una “fede da tabella”: “
tutto rientra: sappiamo dove andare e quanto tempo metterci;
tutti devono rispettare i nostri ritmi e ogni inconveniente ci disturba”. 


Papa Francesco–  “Porre l’uomo a contatto con la Misericordia compassionevole che salva”, “a questo sono chiamati i discepoli di Gesù, anche oggi, specialmente oggi”, sfuggendo alle tentazioni di “camminare attraverso i deserti dell’umanità senza vedere quello che realmente c’è, bensì quello che vorremmo vedere noi” e di cadere in una “fede da tabella”: “tutto rientra: sappiamo dove andare e quanto tempo metterci; tutti devono rispettare i nostri ritmi e ogni inconveniente ci disturba”.

E’ il monito che papa Francesco ha lanciato nel corso della messa per la chiusura della XIV Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, concelebrata nella basilica di san Pietro con i membri del Sinodo. Il Papa li ha ringraziati “per la strada che abbiamo condiviso con lo sguardo rivolto al Signore e ai fratelli, nella ricerca dei sentieri che il Vangelo indica al nostro tempo per annunciare il mistero di amore della famiglia. Proseguiamo il cammino che il Signore desidera. Chiediamo a Lui uno sguardo guarito e salvato, che sa diffondere luce, perché ricorda lo splendore che lo ha illuminato. Senza farci mai offuscare dal pessimismo e dal peccato, cerchiamo e vediamo la gloria di Dio, che risplende nell’uomo vivente”.

Francesco ha preso spunto dalle letture di questa domenica che “ci presentano la compassione di Dio, la sua paternità, che si rivela definitivamente in Gesù”. In particolare, commentando il Vangelo del giorno, in cui al cieco Bartimeo Gesù dona la vista, Il Papa ha detto che “le situazioni di miseria e di conflitto sono per Dio occasioni di misericordia. Oggi è tempo di misericordia”.

“Gesù è appena uscito da Gerico. Nonostante abbia appena iniziato il cammino più importante, quello verso Gerusalemme, si ferma ancora per rispondere al grido di Bartimeo. Si lascia toccare dalla sua richiesta, si fa coinvolgere dalla sua situazione. Non si accontenta di fargli l’elemosina, ma vuole incontrarlo di persona. Non gli dà né indicazioni né risposte, ma pone una domanda: «Che cosa vuoi che io faccia per te?» (Mc 10,51). Potrebbe sembrare una richiesta inutile: che cosa potrebbe desiderare un cieco se non la vista? Eppure, con questo interrogativo fatto ‘a tu per tu’, diretto ma rispettoso, Gesù mostra di voler ascoltare le nostre necessità. Desidera con ciascuno di noi un colloquio fatto di vita, di situazioni reali, che nulla escluda davanti a Dio. Dopo la guarigione il Signore dice a quell’uomo: «La tua fede ti ha salvato» (v. 52). È bello vedere come Cristo ammira la fede di Bartimeo, fidandosi di lui. Lui crede in noi, più di quanto noi crediamo in noi stessi”.

“C’è un particolare interessante. Gesù chiede ai suoi discepoli di andare a chiamare Bartimeo. Essi si rivolgono al cieco usando due espressioni, che solo Gesù utilizza nel resto del Vangelo. In primo luogo gli dicono: ‘Coraggio!’, con una parola che letteralmente significa ‘abbi fiducia, fatti animo!’. In effetti, solo l’incontro con Gesù dà all’uomo la forza per affrontare le situazioni più gravi. La seconda espressione è ‘Alzati!’, come Gesù aveva detto a tanti malati, prendendoli per mano e risanandoli. I suoi non fanno altro che ripetere le parole incoraggianti e liberatorie di Gesù, conducendo direttamente a Lui, senza prediche. A questo sono chiamati i discepoli di Gesù, anche oggi, specialmente oggi: a porre l’uomo a contatto con la Misericordia compassionevole che salva. Quando il grido dell’umanità diventa, come in Bartimeo, ancora più forte, non c’è altra risposta che fare nostre le parole di Gesù e soprattutto imitare il suo cuore. Le situazioni di miseria e di conflitto sono per Dio occasioni di misericordia. Oggi è tempo di misericordia!”.

“Ci sono però alcune tentazioni per chi segue Gesù. Il Vangelo ne evidenzia almeno due. Nessuno dei discepoli si ferma, come fa Gesù. Continuano a camminare, vanno avanti come se nulla fosse. Se Bartimeo è cieco, essi sono sordi: il suo problema non è il loro problema. Può essere il nostro rischio: di fronte ai continui problemi, meglio andare avanti, senza lasciarci disturbare. In questo modo, come quei discepoli, stiamo con Gesù, ma non pensiamo come Gesù. Si sta nel suo gruppo, ma si smarrisce l’apertura del cuore, si perdono la meraviglia, la gratitudine e l’entusiasmo e si rischia di diventare ‘abitudinari della grazia’. Possiamo parlare di Lui e lavorare per Lui, ma vivere lontani dal suo cuore, che è proteso verso chi è ferito. Questa è la tentazione: una ‘spiritualità del miraggio’: possiamo camminare attraverso i deserti dell’umanità senza vedere quello che realmente c’è, bensì quello che vorremmo vedere noi; siamo capaci di costruire visioni del mondo, ma non accettiamo quello che il Signore ci mette davanti agli occhi. Una fede che non sa radicarsi nella vita della gente rimane arida e, anziché oasi, crea altri deserti”.

“C’è una seconda tentazione, quella di cadere in una ‘fede da tabella’. Possiamo camminare con il popolo di Dio, ma abbiamo già la nostra tabella di marcia, dove tutto rientra: sappiamo dove andare e quanto tempo metterci; tutti devono rispettare i nostri ritmi e ogni inconveniente ci disturba. Rischiamo di diventare come quei ‘molti’ del Vangelo che perdono la pazienza e rimproverano Bartimeo. Poco prima avevano rimproverato i bambini (cfr 10,13), ora il mendicante cieco: chi dà fastidio o non è all’altezza è da escludere. Gesù invece vuole includere, soprattutto chi è tenuto ai margini e grida a Lui. Costoro, come Bartimeo, hanno fede, perché sapersi bisognosi di salvezza è il miglior modo per incontrare Cristo. E alla fine Bartimeo si mette a seguire Gesù lungo la strada (cfr v. 52). Non solo riacquista la vista, ma si unisce alla comunità di coloro che camminano con Gesù”.