聆听教宗方济各
我们将通过这一博客,在一周之内发表教宗方济各讲话 的中文版、教宗每主日的三钟经祈祷讲话、周三例行公开接 见要理、每天清晨在圣女玛尔大之家的弥撒圣祭讲道。 教宗的讲话言简意赅、直入我们每个人的内心深处。他 的话不需要任何评论或者理论说教,只要认识了解、反思默 想足以

IN CAMMINO CON PAPA FRANCESCO
Con questo blog vorremmo mettere in circolazione, entro una settimana, anche in cinese,
le parole che Papa Francesco ci regala all’Angelus di ogni domenica, nella Udienza del Mercoledì, e nelle celebrazioni quotidiane di Santa Marta.
Papa Francesco parla in maniera chiara e diretta, parla al cuore di ognuno di noi. Le sue parole non hanno bisogno di commenti o teorie, ma di essere conosciute e meditate.
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在中国的讯息
Scritto da Gigi Di Sacco
il 22 09 2015 alle 17,16

Omelia - CUBA 22/09/2015

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Sono le donne a proteggere “la lotta di tutti coloro che hanno sofferto per difendere i diritti dei loro figli.La nostra fede ci fa uscire di casa e andare incontro agli altri per condividere gioie e dolori, speranze e frustrazioni. 
La nostra fede ci porta fuori di casa per visitare il malato, il prigioniero, chi piange e chi sa anche ridere con chi ride, gioire con le gioie dei vicini”. L’anima del popolo cubano “è stata forgiata tra dolori, privazioni che non sono riusciti a spegnere la fede; quella fede che si è mantenuta viva grazie a tante nonne che hanno continuato a render possibile, nella quotidianità domestica, la presenza viva di Dio”. 


Papa Francesco– Come Maria, sono state le donne a “visitare e accompagnare nelle drammatiche gestazioni di molti dei nostri popoli”, a proteggere “la lotta di tutti coloro che hanno sofferto per difendere i diritti dei loro figli”, ad  invitarci a “vivere la rivoluzione della tenerezza”. E “come Maria, vogliamo essere una Chiesa che serve, che esce di casa, che esce dai suoi templi, dalle sue sacrestie, per accompagnare la vita, sostenere la speranza, essere segno di unità. Come Maria, Madre della Carità, vogliamo essere una Chiesa che esca di casa per gettare ponti, abbattere muri, seminare riconciliazione”.

Santuario nazionale “Virgen de la Caridad del Cobre”, patrona di Cuba, a Santiago de Cuba, ultima tappa della visita di papa Francesco all’isola caraibica. Francesco vi celebra messa alle 8 del mattino (ora locale): in chiesa poche centinaia di persone, compreso Raul Castro, fuori decime di migliaia confermano il calore col quale, ieri sera, il Papa è stato accolto.

Accanto all’altare la statuina di legno della Vergine col Bambino, trovata in mare nel 1606.

E Francesco commenta il passo del Vangelo nel quale Maria, “una giovane forse tra i 15 e i 17 anni”, “è stata visitata dal Signore che le annunciava che sarebbe diventata la madre del Salvatore. Lungi dal credersi chissà chi e dal pensare che tutti sarebbero venuti ad assisterla o servirla, lei esce di casa e va a servire. Va ad aiutare sua cugina Elisabetta. La gioia che scaturisce dal sapere che Dio è con noi, con la nostra gente, risveglia il cuore, mette in movimento le nostre gambe, ‘ci tira fuori’, ci porta a condividere la gioia ricevuta come un servizio, come dedizione in tutte quelle situazioni ‘imbarazzanti’ che i nostri vicini o parenti stanno vivendo. Il Vangelo ci dice che Maria uscì in fretta, passo lento ma costante, passi che sanno dove andare; passi che non corrono per ‘arrivare’ troppo rapidamente o vanno troppo lenti come per non ‘arrivare’ mai. Né agitata né addormentata, Maria va di fretta, per accompagnare sua cugina incinta in età avanzata. Maria, la prima discepola, visitata è uscita a visitare. E da quel primo giorno è sempre stata la sua caratteristica particolare. E’ stata la donna che ha visitato tanti uomini e donne, bambini e anziani, giovani. Ha saputo visitare e accompagnare nelle drammatiche gestazioni di molti dei nostri popoli; ha protetto la lotta di tutti coloro che hanno sofferto per difendere i diritti dei loro figli. E ora, Lei non cessa di portarci la Parola di vita, suo Figlio, nostro Signore”.

“Anche queste terre sono state visitate dalla sua presenza materna. La patria cubana è nata e cresciuta nel calore della devozione alla Vergine della Carità. ‘Ella ha dato una forma propria e speciale all’anima cubana – hanno scritto i Vescovi di questa terra – suscitando nel cuore dei cubani i migliori ideali di amore per Dio, per la famiglia e per la Patria’. Lo affermarono anche i vostri connazionali cent’anni fa, quando chiesero a Papa Benedetto XV di dichiarare la Vergine della Carità Patrona di Cuba, e scrissero: ‘Né le disgrazie e né le privazioni riuscirono a ‘spegnere’ la fede e l’amore che il nostro popolo cattolico professa a questa Vergine, ma anzi, nelle più grandi vicissitudini della vita, quando era più vicina la morte o prossima la disperazione, sempre è sorta come luce che dissipa ogni pericolo, come rugiada consolatrice ... la visione di questa Vergine benedetta, cubana per eccellenza …perché così l’hanno amata le nostre indimenticabili madri, così la benedicono le nostre spose’”.

“In questo Santuario, che conserva la memoria del santo Popolo fedele di Dio che cammina a Cuba, Maria è venerata come Madre della Carità. Da qui Lei custodisce le nostre radici, la nostra identità, perché non ci perdiamo sulle vie della disperazione. L’anima del popolo cubano, come abbiamo appena sentito, è stata forgiata tra dolori, privazioni che non sono riusciti a spegnere la fede; quella fede che si è mantenuta viva grazie a tante nonne che hanno continuato a render possibile, nella quotidianità domestica, la presenza viva di Dio; la presenza del Padre che libera, fortifica, risana, dà coraggio ed è rifugio sicuro e segno di nuova risurrezione. Nonne, madri, e tanti altri che con tenerezza e affetto sono stati segni di visitazione, di coraggio, di fede per i loro nipoti, nelle loro famiglie. Hanno tenuto aperta una fessura, piccola come un granello di senape, attraverso la quale lo Spirito Santo ha continuato ad accompagnare il palpitare di questo popolo”.

“E «ogni volta che guardiamo a Maria torniamo a credere nella forza rivoluzionaria della tenerezza e dell’affetto» (Esort. ap. Evangelii gaudium, 288). Generazione dopo generazione, giorno dopo giorno, siamo invitati a rinnovare la nostra fede. Siamo invitati a vivere la rivoluzione della tenerezza come Maria, Madre della Carità. Siamo invitati a ‘uscire di casa’, a tenere gli occhi e il cuore aperti agli altri. La nostra rivoluzione passa attraverso la tenerezza, attraverso la gioia che diventa sempre prossimità, che si fa sempre compassione e ci porta a coinvolgerci, per servire, nella vita degli altri. La nostra fede ci fa uscire di casa e andare incontro agli altri per condividere gioie e dolori, speranze e frustrazioni. La nostra fede ci porta fuori di casa per visitare il malato, il prigioniero, chi piange e chi sa anche ridere con chi ride, gioire con le gioie dei vicini. Come Maria, vogliamo essere una Chiesa che serve, che esce di casa, che esce dai suoi templi, dalle sue sacrestie, per accompagnare la vita, sostenere la speranza, essere segno di unità. Come Maria, Madre della Carità, vogliamo essere una Chiesa che esca di casa per gettare ponti, abbattere muri, seminare riconciliazione. Come Maria vogliamo essere una Chiesa che sappia accompagnare tutte le situazioni ‘imbarazzanti’ della nostra gente, impegnati nella vita, nella cultura, nella società, non nascondendoci ma camminando con i nostri fratelli”.

“Questo è il nostro ‘rame’ più prezioso, questa è la nostra più grande ricchezza e la migliore eredità che possiamo lasciare: come Maria, imparare ad uscire di casa sui sentieri della visitazione. E imparare a pregare con Maria, perché la sua preghiera è colma di memoria e di ringraziamento; è il cantico del Popolo di Dio che cammina nella storia. E’ la memoria viva che Dio è in mezzo a noi; è la memoria perenne che Dio ha guardato l’umiltà della sua gente, ha soccorso il suo servo come aveva promesso ai nostri padri e alla loro discendenza per sempre”.