聆听教宗方济各
我们将通过这一博客,在一周之内发表教宗方济各讲话 的中文版、教宗每主日的三钟经祈祷讲话、周三例行公开接 见要理、每天清晨在圣女玛尔大之家的弥撒圣祭讲道。 教宗的讲话言简意赅、直入我们每个人的内心深处。他 的话不需要任何评论或者理论说教,只要认识了解、反思默 想足以

IN CAMMINO CON PAPA FRANCESCO
Con questo blog vorremmo mettere in circolazione, entro una settimana, anche in cinese,
le parole che Papa Francesco ci regala all’Angelus di ogni domenica, nella Udienza del Mercoledì, e nelle celebrazioni quotidiane di Santa Marta.
Papa Francesco parla in maniera chiara e diretta, parla al cuore di ognuno di noi. Le sue parole non hanno bisogno di commenti o teorie, ma di essere conosciute e meditate.
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在中国的讯息
Scritto da Gigi Di Sacco
il 14 09 2015 alle 10,04

ANGELUS, 13/09/2015

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Seguire Gesù è scegliere un cammino scomodo che non è quello del successo o della gloria terrena
La sequela di Cristo “conduce alla vera libertà, la libertà dall’egoismo e dal peccato”.
 In Pietro, come negli altri discepoli – e in ciascuno di noi! – alla grazia del Padre si oppone la tentazione del Maligno, 
che vuole distoglierci dalla volontà di Dio. 


Papa Francesco – “Mettersi alla sequela di Gesù significa prendere la propria croce per accompagnarlo nel suo cammino, un cammino scomodo che non è quello del successo o della gloria terrena, ma quello che conduce alla vera libertà, la libertà dall’egoismo e dal peccato”, respingendo “la tentazione del Maligno, che vuole distoglierci dalla volontà di Dio”.

Papa Francesco ha spiegato così alle 50mila persone presenti in piazza san Pietro per la recita dell’Angelus il passo del Vangelo di oggi, nel quale Gesù, “in cammino verso Cesarea di Filippo, interroga  i discepoli: «La gente, chi dice che io sia?» (Mc 8,27). Essi rispondono che alcuni lo ritengono Giovanni Battista redivivo, altri Elia o uno dei grandi Profeti. La gente apprezzava Gesù, lo considerava un ‘mandato da Dio’, ma non riusciva ancora a riconoscerlo come il Messia preannunciato ed atteso. «Ma voi, chi dite che io sia?» (v. 29). Ecco la domanda più importante, con cui Gesù si rivolge direttamente a quelli che lo hanno seguito, per verificare la loro fede. Pietro, a nome di tutti, esclama con schiettezza: «Tu sei il Cristo» (v. 29). Gesù rimane colpito dalla fede di Pietro, riconosce che essa è frutto di una grazia speciale di Dio Padre. E allora rivela apertamente ai discepoli quello che lo attende a Gerusalemme, cioè che «il Figlio dell’uomo doveva soffrire molto … venire ucciso e, dopo tre giorni, risorgere» (v. 31)”.

“Lo stesso Pietro, che ha appena professato la sua fede in Gesù come Messia, è scandalizzato da queste parole. Prende in disparte il Maestro e lo rimprovera. E come reagisce Gesù? A sua volta  rimprovera Pietro, con parole molto severe: «Va’ dietro a me, Satana! Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini» (v. 33). Gesù si accorge che in Pietro, come negli altri discepoli – e in ciascuno di noi! – alla grazia del Padre si oppone la tentazione del Maligno, che vuole distoglierci dalla volontà di Dio. Annunciando che dovrà soffrire ed essere messo a morte per poi risorgere, Gesù vuol far comprendere a coloro che lo seguono che Lui è un Messia umile e servitore. È il Servo obbediente alla volontà del Padre, fino al sacrificio completo della propria vita. Per questo, rivolgendosi a tutta la folla, dichiara che chi vuole essere suo discepolo deve accettare di essere servo, come Lui si è fatto servo, e avverte: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi sé stesso, prenda la sua croce e mi segua» (v. 35)".

"Mettersi alla sequela di Gesù significa prendere la propria croce per accompagnarlo nel suo cammino, un cammino scomodo che non è quello del successo o della gloria terrena, ma quello che conduce alla vera libertà, la libertà dall’egoismo e dal peccato. Si tratta di operare un netto rifiuto di quella mentalità mondana che pone il proprio ‘io’ e i propri interessi al centro dell’esistenza, e di perdere la propria vita per Cristo e il Vangelo, per riceverla rinnovata e autentica. Siamo certi, grazie a Gesù, che questa strada conduce alla risurrezione, alla vita piena e definitiva con Dio. Decidere di seguire Lui, il nostro Maestro e Signore che si è fatto Servo di tutti, esige  un’unione forte con Lui, l’ascolto attento e assiduo della sua Parola, la grazia dei Sacramenti. La Vergine Maria, che ha seguito Gesù fino al Calvario, ci aiuti a purificare sempre la nostra fede da false immagini di Dio, per aderire pienamente a Cristo e al suo Vangelo”.

Dopo la recita della preghiera mariana, Francesco ha ricordato che oggi, in Sudafrica, viene proclamato il primo beato del Paese. E' Samuel Benedict Daswa, catechista, "padre di famiglia, ucciso nel 1990 per la sua fedeltà al Vangelo. Nella sua vita dimostrò sempre grande coerenza, assumendo coraggiosamente atteggiamenti cristiani e rifiutando abitudini mondane e pagane. La sua testimonianza aiuti specialmente le famiglie a diffondere la verità e la carità di Cristo”.