聆听教宗方济各
我们将通过这一博客,在一周之内发表教宗方济各讲话 的中文版、教宗每主日的三钟经祈祷讲话、周三例行公开接 见要理、每天清晨在圣女玛尔大之家的弥撒圣祭讲道。 教宗的讲话言简意赅、直入我们每个人的内心深处。他 的话不需要任何评论或者理论说教,只要认识了解、反思默 想足以

IN CAMMINO CON PAPA FRANCESCO
Con questo blog vorremmo mettere in circolazione, entro una settimana, anche in cinese,
le parole che Papa Francesco ci regala all’Angelus di ogni domenica, nella Udienza del Mercoledì, e nelle celebrazioni quotidiane di Santa Marta.
Papa Francesco parla in maniera chiara e diretta, parla al cuore di ognuno di noi. Le sue parole non hanno bisogno di commenti o teorie, ma di essere conosciute e meditate.
HOME - 主页     FOTO - 照片     RICERCA - 搜索     MOBILE - 移动

博客归档 - Archivio blog

Angelus
三钟经


Regina Coeli
天皇后喜乐经


Biografia
生平简历


Costituzioni Apostoliche
宗座宪章


Discorsi
讲话


Encicliche
通谕


Esortazioni Apostoliche
宗座劝谕


Interviste
采访


Lettere
书信


Lettere Apostoliche
宗座书函


Messaggi
文告


Motu Proprio
自动诏书


Omelie
弥撒讲道


Preghiere
祈祷


Santa Marta
圣女玛尔大之家


Udienze
周三公开接见


Viaggi
出访


Servizi
服务


SPECIALE TERRA SANTA
圣地专题报道


在中国的讯息
Scritto da Gigi Di Sacco
il 25 06 2015 alle 19,01

Santa Marta, 25 giugno 2015

1

Gen 16,1-12.15-16; Mt 7,21-29;

chiudi

Gen 16,1-12.15-16; Mt 7,21-29;

Gen 16,1-12.15-16

[1] Sarai, moglie di Abram, non gli aveva dato figli. Avendo però una schiava egiziana chiamata Agar,  
[2] Sarai disse ad Abram: "Ecco, il Signore mi ha impedito di aver prole; unisciti alla mia schiava: forse da lei potrò avere figli". Abram ascoltò la voce di Sarai. 

[3] Così, al termine di dieci anni da quando Abram abitava nel paese di Cànaan, Sarai, moglie di Abram, prese Agar l'egiziana, sua schiava e la diede in moglie ad Abram, suo marito. 

[4] Egli si unì ad Agar, che restò incinta. Ma, quando essa si accorse di essere incinta, la sua padrona non contò più nulla per lei. 

[5] Allora Sarai disse ad Abram: "L'offesa a me fatta ricada su di te! Io ti ho dato in braccio la mia schiava, ma da quando si è accorta d'essere incinta, io non conto più niente per lei. Il Signore sia giudice tra me e te!". 

[6] Abram disse a Sarai: "Ecco, la tua schiava è in tuo potere: falle ciò che ti pare". Sarai allora la maltrattò tanto che quella si allontanò. 

[7] La trovò l'angelo del Signore presso una sorgente d'acqua nel deserto, la sorgente sulla strada di Sur, 

[8] e le disse: "Agar, schiava di Sarai, da dove vieni e dove vai?". Rispose: "Vado lontano dalla mia padrona Sarai". 

[9] Le disse l'angelo del Signore: "Ritorna dalla tua padrona e restale sottomessa". 

[10] Le disse ancora l'angelo del Signore: "Moltiplicherò la tua discendenza e non si potrà contarla per la sua moltitudine". 

[11] Soggiunse poi l'angelo del Signore: 
"Ecco, sei incinta: 
partorirai un figlio 
e lo chiamerai Ismaele, 
perché il Signore ha ascoltato la tua afflizione. 

[12] Egli sarà come un ònagro; 
la sua mano sarà contro tutti 
e la mano di tutti contro di lui 
e abiterà di fronte a tutti i suoi fratelli". 

[15] Agar partorì ad Abram un figlio e Abram chiamò Ismaele il figlio che Agar gli aveva partorito. 

[16] Abram aveva ottantasei anni quando Agar gli partorì Ismaele. 


Mt 7,21-29

[21] Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli.  
[22] Molti mi diranno in quel giorno: Signore, Signore, non abbiamo noi profetato nel tuo nome e cacciato demòni nel tuo nome e compiuto molti miracoli nel tuo nome? 

[23] Io però dichiarerò loro: Non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, voi operatori di iniquità. 

[24] Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, è simile a un uomo saggio che ha costruito la sua casa sulla roccia. 

[25] Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa non cadde, perché era fondata sopra la roccia. 

[26] Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, è simile a un uomo stolto che ha costruito la sua casa sulla sabbia. 

[27] Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde, e la sua rovina fu grande". 

[28] Quando Gesù ebbe finito questi discorsi, le folle restarono stupite del suo insegnamento: 

[29] egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità e non come i loro scribi. 

 

chiudi

Il vero pastore, come il vero profeta, sa parlare, fare, e ascoltare.
Guardarsi dagli pseudocristiani. da gli pseudopastori. “E’ vero, fanno cose buone, è vero, ma gli manca la roccia. 

Gli manca la roccia dell’amore di Dio, la roccia della Parola di Dio. E senza questa roccia non possono profetizzare, 
non possono costruire: fanno finta, perché alla fine tutto crolla. 
Un esempio dei nostri giorni è Madre Teresa di Calcutta che non parlava, e nel silenzio ha saputo ascoltare e ha fatto tanto!. 


Papa Francesco– “Parlare, fare, e ascoltare” sono le tre parole che fanno distinguere i veri dai falsi profeti. E la gente percepisce, sa “quando un sacerdote, un vescovo, un catechista, un cristiano ha quella coerenza che gli dà autorità”, come è stata Madre Teresa di Calcutta. L’ha detto papa Francesco nell’omelia della messa celebrata questa mattina a Casa santa Marta, prendendo spunto dal passo del Vangelo odierno nel quale il popolo segue stupito Gesù perché Lui insegna come uno che ha autorità e non come gli scribi

Gesù, ha detto Francesco, “ammonisce i suoi discepoli” a guardarsi “dai falsi profeti”. E poi spiega come discernere “dove sono i veri profeti e dove sono gli pesudoprofeti”, “dove sono i veri predicatori del Vangelo e dove sono quelli che predicano un Vangelo che non è Vangelo”.

Ci sono tre parole chiave per capire questo, ha affermato il Papa: “Parlare, fare, e ascoltare”. Innanzitutto, secondo il monito di Gesù, “Non chiunque mi dice: ‘Signore, Signore’, entrerà nel Regno dei Cieli”. “Questi parlano, fanno, ma gli manca un altro atteggiamento, che è proprio la base, che è proprio il fondamento del parlare, del fare: gli manca l’ascoltare. Perciò continua Gesù: ‘Chi ascolta queste mie parole e le mette in pratica’: il binomio parlare-fare non è sufficiente… ci inganna, tante volte ci inganna. E Gesù cambia e dice: il binomio è l’altro, ascoltare e fare, mettere in pratica: ‘Chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica sarà simile a un uomo saggio che ha costruito la sua casa sulla roccia’”.

Invece “quello che ascolta le parole ma non le fa sue, le lascia passare, cioè non ascolta sul serio e non le mette in pratica, sarà come quello che edifica la sua casa sulla sabbia”. E “sappiamo il risultato”. “Quando Gesù ammonisce la gente dal guardarsi dagli ‘pseudoprofeti’, dice: ‘Dai loro frutti li conoscerete’. E qui, dal loro atteggiamento: tante parole, parlano, fanno prodigi, fanno cose grandi ma non hanno il cuore aperto per ascoltare la Parola di Dio, hanno paura del silenzio della parola di Dio e questi sono gli ‘pesudocristiani’, gli ‘pseudopastori’. E’ vero, fanno cose buone, è vero, ma gli manca la roccia”. Gli manca “la roccia dell’amore di Dio, la roccia della Parola di Dio”. E senza questa roccia “non possono profetizzare, non possono costruire: fanno finta, perché alla fine tutto crolla”. “Sono gli ‘pseudopastori’, i pastori mondani, i pastori o i cristiani anche che parlano troppo, hanno paura del silenzio, fanno forse troppo. Ma non sono capaci di fare dall’ascolto, fanno da quello che parlano, fanno dal proprio, non da Dio”.

“Ricordiamo queste tre parole, sono un segno: fare, ascoltare, parlare. Uno che parla e fa, solamente, non è un vero profeta, non è un vero cristiano, e alla fine crollerà tutto: non è sulla roccia dell’amore di Dio non è saldo come la roccia. Uno che sa ascoltare e dall’ascolto fa, con la forza della parola di un altro, non della propria, quello rimane saldo. Benché sia una persona umile, che non sembra importante, ma quanti di questi grandi ci sono nella Chiesa! Quanti vescovi grandi, quanti sacerdoti grandi, quanti fedeli grandi che sanno ascoltare e dall’ascolto fanno!”

Un esempio dei nostri giorni, ha detto ancora il Papa, è Madre Teresa di Calcutta che “non parlava, e nel silenzio ha saputo ascoltare” e “ha fatto tanto! Non è crollata né lei né la sua opera”. “I grandi sanno ascoltare e dall’ascolto fanno perché la loro fiducia e la loro forza è sulla roccia dell’amore di Gesù Cristo”. “La debolezza di Gesù che da forte si è fatto debole per farci noi forti – ha concluso – ci accompagni in questa celebrazione e ci insegni ad ascoltare e a fare dall’ascolto, non dalle nostre parole”.