聆听教宗方济各
我们将通过这一博客,在一周之内发表教宗方济各讲话 的中文版、教宗每主日的三钟经祈祷讲话、周三例行公开接 见要理、每天清晨在圣女玛尔大之家的弥撒圣祭讲道。 教宗的讲话言简意赅、直入我们每个人的内心深处。他 的话不需要任何评论或者理论说教,只要认识了解、反思默 想足以

IN CAMMINO CON PAPA FRANCESCO
Con questo blog vorremmo mettere in circolazione, entro una settimana, anche in cinese,
le parole che Papa Francesco ci regala all’Angelus di ogni domenica, nella Udienza del Mercoledì, e nelle celebrazioni quotidiane di Santa Marta.
Papa Francesco parla in maniera chiara e diretta, parla al cuore di ognuno di noi. Le sue parole non hanno bisogno di commenti o teorie, ma di essere conosciute e meditate.
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Scritto da Gigi Di Sacco
il 16 06 2015 alle 23,34

Santa Marta, 16 giugno 2015

1

2 Cor 8,1-9; Mt 5,43-48;

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2 Cor 8,1-9; Mt 5,43-48;

2 Cor 8,1-9

[1] Vogliamo poi farvi nota, fratelli, la grazia di Dio concessa alle Chiese della Macedonia: 

[2] nonostante la lunga prova della tribolazione, la loro grande gioia e la loro estrema povertà si sono tramutate nella ricchezza della loro generosità. 

[3] Posso testimoniare infatti che hanno dato secondo i loro mezzi e anche al di là dei loro mezzi, spontaneamente, 

[4] domandandoci con insistenza la grazia di prendere parte a questo servizio a favore dei santi. 

[5] Superando anzi le nostre stesse speranze, si sono offerti prima di tutto al Signore e poi a noi, secondo la volontà di Dio; 

[6] cosicché abbiamo pregato Tito di portare a compimento fra voi quest'opera generosa, dato che lui stesso l'aveva incominciata. 

[7] E come vi segnalate in ogni cosa, nella fede, nella parola, nella scienza, in ogni zelo e nella carità che vi abbiamo insegnato, così distinguetevi anche in quest'opera generosa. 

[8] Non dico questo per farvene un comando, ma solo per mettere alla prova la sincerità del vostro amore con la premura verso gli altri. 

[9] Conoscete infatti la grazia del Signore nostro Gesù Cristo: da ricco che era, si è fatto povero per voi, perché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà. 

Mt 5,43-48

[43] Avete inteso che fu detto: Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico; 

[44] ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori, 

[45] perché siate figli del Padre vostro celeste, che fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti. 

[46] Infatti se amate quelli che vi amano, quale merito ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? 

[47] E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? 

[48] Siate voi dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste. 

 

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La povertà è al centro del Vangelo, non è un’ideologia.
Papa Francesco parla della teologia della povertà che non è essere comunisti. 

Povertà cristiana è dare al povero del necessario perché “ui mi arricchisce. 
Al centro vi è il mistero di Gesù che si è abbassato, si è umiliato, si è impoverito per arricchirci.


Papa Francesco– “La povertà è al centro del Vangelo; non è un’ideologia”; non va scambiata con la semplice “beneficenza”; è un seguire “il mistero di Cristo che si è abbassato, si è umiliato, si è impoverito per arricchirci”. Sono alcune delle affermazioni che papa Francesco ha fatto stamane durante l’omelia alla messa in casa santa Marta. Egli ha ribadito – l’aveva fatto anche altre volte – che se un vescovo, un cristiano, una suora parlano di povertà, non possono essere tacciati di comunismo perché la povertà cristiana ha una qualità specifica, per cui se “io do del mio … al povero, … lui mi arricchisce”.

Il pontefice ha preso spunto dalla prima lettura della messa di oggi (2 Cor 8, 1-9), in cui san Paolo esorta i cristiani di Corinto a partecipare alla colletta per i poveri di Gerusalemme.

San Paolo, ha spiegato, parlando alla Chiesa di Corinto mette in luce la loro vera ricchezza: “Siete ricchi in ogni cosa, nella fede, nella parola, nella conoscenza, in ogni zelo e nella carità che vi abbiamo insegnato”. Così, “come siete ricchi, siate larghi anche in questa opera generosa” in “questa colletta”.

“Se avete tanta ricchezza nel cuore, questa ricchezza tanto grande – lo zelo, la carità, la Parola di Dio, la conoscenza di Dio – fate che questa ricchezza arrivi alle tasche. E questa è una regola d’oro. Quando la fede non arriva alle tasche, non è una fede genuina. E’ una regola d’oro che Paolo qui dice: Voi siete ricchi in tante cose, adesso, così, siate larghi in questa opera generosa”.

Il papa evidenzia poi il legame fra povertà e ricchezza, di “contrapposizione”, ma anche di comunicazione: ” La Chiesa di Gerusalemme è povera, è in difficoltà economica, ma è ricca, perché ha il tesoro dell’annuncio evangelico. E questa Chiesa di Gerusalemme, povera, ha arricchito la Chiesa di Corinto con l’annuncio evangelico; gli ha dato la ricchezza del Vangelo”.

Allo stesso tempo, “voi…che siete ricchi economicamente e che siete ricchi, con tante cose, eravate poveri senza l’annuncio del Vangelo, ma avete arricchito la Chiesa di Gerusalemme, allargando il popolo di Dio… Dalla povertà viene la ricchezza: è uno scambio mutuo”.

Per papa Francesco, il fondamento della “teologia della povertà” sta in questo: “Gesù Cristo da ricco che era – dalla ricchezza di Dio – si è fatto povero…. essere povero è lasciarsi arricchire dalla povertà di Cristo e non volere essere ricco con altre ricchezze che non siano quelle di Cristo”.

“Quando noi diamo aiuto ai poveri – ha aggiunto - non facciamo cristianamente opere di beneficienza. Questo è buono, è umano - le opere di beneficienza sono cose buone e umane – ma questa non è la povertà cristiana, che vuole Paolo, che predica Paolo. La povertà cristiana è che io do del mio e non del superfluo, anche del necessario, al povero, perché so che lui mi arricchisce. E perché mi arricchisce il povero? Perché Gesù ha detto che Lui stesso è nel povero… Gesù agisce in me quando faccio questo e Gesù agisce in lui, per arricchirmi quando faccio questo”.

“Questa – ha concluso - è la teologia della povertà; questo è perché la povertà è al centro del Vangelo; non è un’ideologia. E’ proprio questo mistero, il mistero di Cristo che si è abbassato, si è umiliato, si è impoverito per arricchirci. Così si capisce perché la prima delle Beatitudini sia ‘Beati i poveri di spirito’. Essere povero di spirito è andare su questa strada del Signore: la povertà del Signore che, anche, si abbassa tanto che adesso si fa ‘pane’ per noi, in questo sacrificio. Continua ad abbassarsi nella storia della Chiesa, nel memoriale della sua passione, nel memoriale della sua umiliazione, nel memoriale del suo abbassamento, nel memoriale della sua povertà, e di questo ‘pane’ Lui ci arricchisce”.