聆听教宗方济各
我们将通过这一博客,在一周之内发表教宗方济各讲话 的中文版、教宗每主日的三钟经祈祷讲话、周三例行公开接 见要理、每天清晨在圣女玛尔大之家的弥撒圣祭讲道。 教宗的讲话言简意赅、直入我们每个人的内心深处。他 的话不需要任何评论或者理论说教,只要认识了解、反思默 想足以

IN CAMMINO CON PAPA FRANCESCO
Con questo blog vorremmo mettere in circolazione, entro una settimana, anche in cinese,
le parole che Papa Francesco ci regala all’Angelus di ogni domenica, nella Udienza del Mercoledì, e nelle celebrazioni quotidiane di Santa Marta.
Papa Francesco parla in maniera chiara e diretta, parla al cuore di ognuno di noi. Le sue parole non hanno bisogno di commenti o teorie, ma di essere conosciute e meditate.
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在中国的讯息
Scritto da Gigi Di Sacco
il 08 04 2015 alle 23,45

UDIENZA GENERALE, 8 aprile 2015

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Dio ci giudica ascoltando quello che gli riferiscono gli angeli dei bambini.
Ogni bambino emarginato, abbandonato, che vive per strada mendicando e con ogni genere di espedienti, 
senza scuola, senza cure mediche, è un grido che sale a Dio e che accusa il sistema che noi, adulti, abbiamo costruito. 
I bambini pagano anche il prezzo di unioni immature e di separazioni irresponsabili, sono le prime vittime; 
subiscono gli esiti della cultura dei diritti soggettivi esasperati. 


Papa Francesco– “Ogni bambino emarginato, abbandonato, che vive per strada mendicando e con ogni genere di espedienti, senza scuola, senza cure mediche, è un grido che sale a Dio e che accusa il sistema che noi, adulti, abbiamo costruito” e “il Signore giudica la nostra vita ascoltando quello che gli riferiscono gli angeli dei bambini”.

Le “storie di passione” dei bambini e la conseguente responsabilità di “tutti gli adulti” sono state al centro della catechesi di papa Francesco per l’udienza generale di oggi, nella quale ha proseguito la sua riflessione sulla famiglia.

Alle 40mila persone presenti in piazza san Pietro, tra le quali, come di consueto, è lungamente passato con la jeep bianca, il Papa, nell’affermare che i bambini “sono il frutto più bello della benedizione che il Creatore ha dato all’uomo e alla donna”, ha ripetuto la critica a una “cultura dei diritti soggettivi esasperati” che finisce per far pagare ai più piccoli gli errori degli adulti.

“Tanti bambini – ha detto - fin dall’inizio sono rifiutati, abbandonati, derubati della loro infanzia e del loro futuro. Qualcuno osa dire, quasi per giustificarsi, che è stato un errore farli venire al mondo. Questo è vergognoso! Non scarichiamo sui bambini le nostre colpe, per favore! I bambini non sono mai ‘un errore’. La loro fame non è un errore, come non lo è la loro povertà, la loro fragilità, il loro abbandono – tanti bambini abbandonati per le strade; e non lo è neppure la loro ignoranza o la loro incapacità – tanti bambini che non sanno cosa è una scuola – e non lo è neppure tutto questo. Semmai, questi sono motivi per amarli di più, con maggiore generosità. Che ne facciamo delle solenni dichiarazioni dei diritti dell’uomo dei diritti del bambino, se poi puniamo i bambini per gli errori degli adulti?”.

“Coloro che hanno il compito di governare, di educare, ma direi tutti gli adulti, siamo responsabili dei bambini e di fare ciascuno ciò che può per cambiare questa situazione. Mi riferisco alla passione dei bambini. Ogni bambino emarginato, abbandonato, che vive per strada mendicando e con ogni genere di espedienti, senza scuola, senza cure mediche, è un grido che sale a Dio e che accusa il sistema che noi adulti abbiamo costruito. E purtroppo questi bambini sono preda dei delinquenti, che li sfruttano per indegni traffici o commerci, o addestrandoli alla guerra e alla violenza”. E “anche nei Paesi cosiddetti ricchi tanti bambini vivono drammi che li segnano in modo pesante, a causa della crisi della famiglia, dei vuoti educativi e di condizioni di vita a volte disumane. In ogni caso sono infanzie violate nel corpo e nell’anima. Ma nessuno di questi bambini è dimenticato dal Padre che è nei cieli! Nessuna delle loro lacrime va perduta! Come neppure va perduta la nostra responsabilità, la responsabilità sociale delle persone, di ognuno di noi e dei Paesi”.

Ricordando il passo del Vangelo in cui Gesù rimproverò i suoi discepoli perché allontanavano i bambini di quei genitori che glieli portavano perché li benedicesse, il Papa ha aggiunto: “che bella questa fiducia dei genitori, e questa risposta di Gesù! Come vorrei che questa pagina diventasse la storia normale di tutti i bambini! E’ vero che grazie a Dio i bambini con gravi difficoltà trovano molto spesso genitori straordinari, pronti ad ogni sacrificio e ad ogni generosità. Ma questi genitori non dovrebbero essere lasciati soli! Dovremmo accompagnare la loro fatica, ma anche offrire loro momenti di gioia condivisa e di allegria spensierata, perché non siano presi solo dalla routine terapeutica”.

“Quando si tratta dei bambini, in ogni caso, non si dovrebbero sentire quelle formule da difesa legale d’ufficio, tipo: ‘dopo tutto, noi non siamo un ente di beneficenza’,  oppure: ‘nel proprio privato, ognuno è libero di fare ciò che vuole’, o ‘ci spiace, non possiamo farci nulla’. Queste parole non servono quando si tratta dei bambini, sui quali troppo spesso ricadono gli effetti di vite logorate da un lavoro precario e malpagato, da orari insostenibili, da trasporti inefficienti… Ma i bambini pagano anche il prezzo di unioni immature e di separazioni irresponsabili, sono le prime vittime; subiscono gli esiti della cultura dei diritti soggettivi esasperati, e ne diventano poi i figli più precoci. Spesso assorbono violenza che non sono in grado di ‘smaltire’, e sotto gli occhi dei grandi sono costretti ad assuefarsi al degrado”.

“Anche in questa nostra epoca, come in passato, la Chiesa mette la sua maternità al servizio dei bambini e delle loro famiglie. Ai genitori e ai figli di questo nostro mondo porta la benedizione di Dio, la tenerezza materna, il rimprovero fermo e la condanna decisa. Fratelli e sorelle, pensate bene: Con i bambini non si scherza!
Pensate che cosa sarebbe una società che decidesse, una volta per tutte, di stabilire questo principio. E’ vero che non siamo perfetti e che facciamo molti errori. Ma quando si tratta dei bambini che vengono al mondo, nessun sacrificio degli adulti sarà giudicato troppo costoso o troppo grande, pur di evitare che un bambino pensi di essere uno sbaglio, di non valere niente e di essere abbandonato alle ferite della vita e alla prepotenza degli uomini”. “Io dico che a questa società, molto sarebbe perdonato, dei suoi innumerevoli errori. Molto, davvero”.

“Il Signore – ha concluso il Papa - giudica la nostra vita ascoltando quello che gli riferiscono gli angeli dei bambini, angeli che ‘vedono sempre il volto del Padre che è nei cieli’. Domandiamoci sempre: che cosa racconteranno a Dio, di noi, questi angeli dei bambini?”.