聆听教宗方济各
我们将通过这一博客,在一周之内发表教宗方济各讲话 的中文版、教宗每主日的三钟经祈祷讲话、周三例行公开接 见要理、每天清晨在圣女玛尔大之家的弥撒圣祭讲道。 教宗的讲话言简意赅、直入我们每个人的内心深处。他 的话不需要任何评论或者理论说教,只要认识了解、反思默 想足以

IN CAMMINO CON PAPA FRANCESCO
Con questo blog vorremmo mettere in circolazione, entro una settimana, anche in cinese,
le parole che Papa Francesco ci regala all’Angelus di ogni domenica, nella Udienza del Mercoledì, e nelle celebrazioni quotidiane di Santa Marta.
Papa Francesco parla in maniera chiara e diretta, parla al cuore di ognuno di noi. Le sue parole non hanno bisogno di commenti o teorie, ma di essere conosciute e meditate.
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在中国的讯息
Scritto da Gigi Di Sacco
il 25 03 2015 alle 22,11

UDIENZA GENERALE, 25 marzo 2015

Tutti dobbiamo pregare per il Sinodo sulla famiglia, grembo della vita umana.

Il legame tra Chiesa e famiglia è sacro ed inviolabile. La Chiesa, come madre, 
non abbandona mai la famiglia, anche quando essa è avvilita, ferita e in tanti modi mortificata. 
Neppure quando cade nel peccato, oppure si allontana. 
Venti anni fa la Evangelium Vitae. Quando non si guadagna il pane si perde la dignità! 
Questo è il dramma del nostro tempo. 


 Papa Francesco– “Il prossimo Sinodo dei Vescovi possa ridestare in tutti la consapevolezza del carattere sacro e inviolabile della famiglia” e “mai più nelle famiglie si faccia esperienza di violenza, chiusura e divisione”. Sono due passi della preghiera per il Sinodo per il quale papa Francesco chiede “a tutti” di pregare da ora a ottobre, quando il Sinodo sarà celebrato, e che oggi egli stesso ha recitato insieme con le oltre 20mila persone presenti all’udienza generale. Al termine della quale il Papa ha lanciato un nuovo appello “affinché non prevalga la logica del profitto, ma quella della solidarietà e della giustizia”. “Quando non si guadagna il pane – ha aggiunto - si perde la dignità! Questo è il dramma del nostro tempo”.

L’udienza di oggi, come ha ricordato lo stesso Francesco, si è svolta in due parti, “come facciamo quando piove”, in aula Paolo VI per i malati e in piazza san Pietro per gli altri e che si è caratterizzata come “una sosta di preghiera” nel “cammino di catechesi sulla famiglia”.

Il Papa ha infatti sottolineato che oggi, 25 marzo, la Chiesa celebra l’Annunciazione – e Francesco ha invitato i presenti a recitare con lui l’Ave Maria - giorno nel quale, 20 anni fa, Giovanni Paolo II firmò l’enciclica Evangelium vitae, nella quale “la famiglia occupa un posto centrale, in quanto è il grembo della vita umana”. “Per ricordare tale anniversario – ha aggiunto - oggi sono presenti in Piazza molti aderenti al Movimento per la vita”.

“La parola del mio venerato Predecessore ci ricorda che la coppia umana è stata benedetta da Dio fin dal principio per formare una comunità di amore e di vita, a cui è affidata la missione della procreazione. Gli sposi cristiani, celebrando il sacramento del matrimonio, si rendono disponibili ad onorare questa benedizione, con la grazia di Cristo, per tutta la vita. La Chiesa, da parte sua, si impegna solennemente a prendersi cura della famiglia che ne nasce, come dono di Dio per la sua stessa vita, nella buona e nella cattiva sorte: il legame tra Chiesa e famiglia è sacro ed inviolabile. La Chiesa, come madre, non abbandona mai la famiglia, anche quando essa è avvilita, ferita e in tanti modi mortificata. Neppure quando cade nel peccato, oppure si allontana dalla Chiesa; sempre farà di tutto per cercare di curarla e di guarirla, di invitarla a conversione e di riconciliarla con il Signore. Ebbene, se questo è il compito, appare chiaro di quanta preghiera abbia bisogno la Chiesa per essere in grado, in ogni tempo, di compiere questa missione! Una preghiera piena di amore per la famiglia e per la vita. Una preghiera che sa gioire con chi gioisce e soffrire con chi soffre”.

“Ecco allora quello che, insieme con i miei collaboratori, abbiamo pensato di proporre oggi: rinnovare la preghiera per il Sinodo dei Vescovi sulla famiglia. Rilanciamo questo impegno fino al prossimo ottobre, quando avrà luogo l’Assemblea sinodale ordinaria dedicata alla famiglia. Vorrei che questa preghiera, come tutto il cammino sinodale, sia animata dalla compassione del Buon Pastore per il suo gregge, specialmente per le persone e le famiglie che per diversi motivi sono «stanche e sfinite, come pecore che non hanno pastore» (Mt 9,36). Così, sostenuta e animata dalla grazia di Dio, la Chiesa potrà essere ancora più impegnata, e ancora più unita, nella testimonianza della verità dell’amore di Dio e della sua misericordia per le famiglie del mondo, nessuna esclusa, sia dentro che fuori l’ovile”.

“Vi chiedo per favore di non far mancare la vostra preghiera. Tutti – papa, cardinali, vescovi, sacerdoti, religiosi e religiose, fedeli laici – tutti siamo chiamati a pregare per il Sinodo. Di questo c’è bisogno, non di chiacchiere! Invito a pregare anche quanti si sentono lontani, o che non sono più abituati a farlo. Questa preghiera per il Sinodo sulla famiglia è per il bene di tutti. So che stamattina vi è stata data su un’immaginetta, e che l’avete tra le mani. Forse sarà un po’ bagnata. Vi invito a conservarla e a portarla con voi, così che nei prossimi mesi possiate recitarla spesso, con santa insistenza, come ci ha chiesto Gesù. Ora la recitiamo insieme:
Gesù, Maria e Giuseppe,
in voi contempliamo
lo splendore dell’amore vero,
a voi con fiducia ci rivolgiamo.
Santa Famiglia di Nazareth,
rendi anche le nostre famiglie
luoghi di comunione e cenacoli di preghiera,
autentiche scuole del Vangelo
e piccole Chiese domestiche.
Santa Famiglia di Nazareth,
mai più nelle famiglie si faccia esperienza
di violenza, chiusura e divisione:
chiunque è stato ferito o scandalizzato
conosca presto consolazione e guarigione.
Santa Famiglia di Nazareth,
il prossimo Sinodo dei Vescovi
possa ridestare in tutti la consapevolezza
del carattere sacro e inviolabile della famiglia,
la sua bellezza nel progetto di Dio.
Gesù, Maria e Giuseppe,
ascoltate, esaudite la nostra supplica. Amen”.

E’ nei saluti agli italiani, infine, che rivolgendosi a un gruppo di lavoratori della provincia di Vibo Valentia, “che stanno vivendo una grave situazione economica”, il Papa ha rivolto “un accorato appello, affinché non prevalga la logica del profitto, ma quella della solidarietà e della giustizia. No alla logica del profitto, sì alla logica della solidarietà e della giustizia! Al centro di ogni questione, specialmente di quella lavorativa, va sempre posta la persona e la sua dignità e per questo avere lavoro è una questione di giustizia, è una ingiustizia non avere lavoro. Quando non si guadagna il pane, si perde la dignità! Questo è il dramma del nostro tempo, specialmente per i giovani, i quali, senza il lavoro, non hanno prospettive per il futuro e possono diventare facile preda delle organizzazioni malavitose. Per favore, lottiamo su questo: la giustizia del lavoro. Dobbiamo lottare su questo”.