聆听教宗方济各
我们将通过这一博客,在一周之内发表教宗方济各讲话 的中文版、教宗每主日的三钟经祈祷讲话、周三例行公开接 见要理、每天清晨在圣女玛尔大之家的弥撒圣祭讲道。 教宗的讲话言简意赅、直入我们每个人的内心深处。他 的话不需要任何评论或者理论说教,只要认识了解、反思默 想足以

IN CAMMINO CON PAPA FRANCESCO
Con questo blog vorremmo mettere in circolazione, entro una settimana, anche in cinese,
le parole che Papa Francesco ci regala all’Angelus di ogni domenica, nella Udienza del Mercoledì, e nelle celebrazioni quotidiane di Santa Marta.
Papa Francesco parla in maniera chiara e diretta, parla al cuore di ognuno di noi. Le sue parole non hanno bisogno di commenti o teorie, ma di essere conosciute e meditate.
HOME - 主页     FOTO - 照片     RICERCA - 搜索     MOBILE - 移动

博客归档 - Archivio blog

Angelus
三钟经


Regina Coeli
天皇后喜乐经


Biografia
生平简历


Costituzioni Apostoliche
宗座宪章


Discorsi
讲话


Encicliche
通谕


Esortazioni Apostoliche
宗座劝谕


Interviste
采访


Lettere
书信


Lettere Apostoliche
宗座书函


Messaggi
文告


Motu Proprio
自动诏书


Omelie
弥撒讲道


Preghiere
祈祷


Santa Marta
圣女玛尔大之家


Udienze
周三公开接见


Viaggi
出访


Servizi
服务


SPECIALE TERRA SANTA
圣地专题报道


在中国的讯息
Scritto da Gigi Di Sacco
il 04 02 2015 alle 20,53

UDIENZA GENERALE, 4 febbraio 2015

0

Un buon padre sa correggere senza avvilire, sa perdonare e sa proteggere senza risparmiarsi
Nuovo appello per l'Ucraina, "guerra fratricida", "scandalo" perché combattuta "fra cristiani”. 
Preghiamo tutti, perché la preghiera è la nostra protesa davanti a Dio in tempo di guerra". 
Dire presente non è lo stesso di dire controllore, eh! Perché i padri troppo controllori annullano i figli, non li lasciano crescere!”. 
Una volta ho sentito in una riunione di matrimonio un papà dire: 'Io alcune volte devo picchiare un po' i figli ... 
ma mai in faccia per non avvilirli' ... Ha senso della dignità ... '". 


Papa Francesco- "Un buon padre sa attendere e sa perdonare, dal profondo del cuore. Certo, sa anche correggere con fermezza: non è un padre debole, arrendevole, sentimentale. Il padre che sa correggere senza avvilire è lo stesso che sa proteggere senza risparmiarsi". "L'aspetto positivo" della figura del padre è stato al centro della catechesi di papa Francesco  per l'udienza generale di oggi, dopo che, mercoledì scorso, aveva parlato del "pericolo" dei padri "assenti". 

Ma l'udienza è stata occasione per il Papa di tornare a lanciare un appello per l'Ucraina, "guerra fratricida", "scandalo" perché combattuta "fra cristiani". "Ancora una volta - ha detto - il mio pensiero va all'amato popolo ucraino. Purtroppo la situazione sta peggiorando e si aggrava la contrapposizione tra le parti. Preghiamo anzitutto per le vittime, tra cui moltissimi civili, e per le loro famiglie, e chiediamo al Signore che cessi al più presto questa orribile violenza fratricida. Rinnovo l'accorato appello affinché si faccia ogni sforzo - anche a livello internazionale - per la ripresa del dialogo, unica via possibile per riportare la pace e la concordia in quella martoriata terra. Quando io sento le parole vittoria o sconfitta sento un grande dolore e una grande tristezza. non sono parole giuste, l'unica parola giusta è pace. Questa è l'unica parola giusta. Questa è una guerra fra cristiani: voi tutti avete lo stesso battesimo e state lottando tra cristiani. Pensate a questo a questo scandalo. Preghiamo tutti, perché la preghiera è la nostra protesa davanti a Dio in tempo di guerra".

Prima dell'appello, nel suo discorso alle ottomila persone presenti nell'aula Paolo VI, in Vaticano,, il Papa ha ricordato san Giuseppe, che dall'angelo conobbe "il disegno di Dio" e "divenne il padre della famiglia di Nazaret" e "l'esemplarità del Padre che sta nei cieli - il solo, dice Gesù, che può essere chiamato veramente Padre buono", per affermare che "i padri nelle famiglie non possono essere sostituiti". "Non si potrebbe esprimere meglio l'orgoglio e la commozione di un padre che riconosce di avere trasmesso al figlio quel che conta davvero nella vita, ossia un cuore saggio."

"Ogni famiglia - ha aggiunto -  ha bisogno del padre. Oggi ci soffermiamo sul valore del suo ruolo, e vorrei partire da alcune espressioni che si trovano nel Libro dei Proverbi, parole che un padre rivolge al proprio figlio, e dice così: «Figlio mio, se il tuo cuore sarà saggio, anche il mio sarà colmo di gioia. Esulterò dentro di me, quando le tue labbra diranno parole rette» (Pr 23,15-16). Non si potrebbe esprimere meglio l'orgoglio e la commozione di un padre che riconosce di avere trasmesso al figlio quel che conta davvero nella vita, ossia un cuore saggio. Questo padre non dice: 'Sono fiero di te perché sei proprio uguale a me, perché ripeti le cose che dico e che faccio io'. No, non gli dice qualcosa'. 'Gli dice qualcosa di ben più importante, che potremmo interpretare così: 'Sarò felice ogni volta che ti vedrò agire con saggezza, e sarò commosso ogni volta che ti sentirò parlare con rettitudine. Questo è ciò che ho voluto lasciarti, perché diventasse una cosa tua: l'attitudine a sentire e agire, a parlare e giudicare con saggezza e rettitudine. E perché tu potessi essere così, ti ho insegnato cose che non sapevi, ho corretto errori che non vedevi. Ti ho fatto sentire un affetto profondo e insieme discreto, che forse non hai riconosciuto pienamente quando eri giovane e incerto. Ti ho dato una testimonianza di rigore e di fermezza che forse non capivi, quando avresti voluto soltanto complicità e protezione. Ho dovuto io stesso, per primo, mettermi alla prova della saggezza del cuore, e vigilare sugli eccessi del sentimento e del risentimento, per portare il peso delle inevitabili incomprensioni e trovare le parole giuste per farmi capire. Adesso - continua il padre -, quando vedo che tu cerchi di essere così con i tuoi figli, e con tutti, mi commuovo. Sono felice di essere tuo padre'. È così quello che dice un padre saggio, un padre maturo". 

"Un padre sa bene quanto costa trasmettere questa eredità: quanta vicinanza, quanta dolcezza e quanta fermezza. Però, quale consolazione e quale ricompensa si riceve, quando i figli rendono onore a questa eredità! E' una gioia che riscatta ogni fatica, che supera ogni incomprensione e guarisce ogni ferita. La prima necessità, dunque, è proprio questa: che il padre sia presente nella famiglia. Che sia vicino alla moglie, per condividere tutto, gioie e dolori, fatiche e speranze. E che sia vicino ai figli nella loro crescita: quando giocano e quando si impegnano, quando sono spensierati e quando sono angosciati, quando si esprimono e quando sono taciturni, quando osano e quando hanno paura, quando fanno un passo sbagliato e quando ritrovano la strada; padre presente, sempre. Dire presente non è lo stesso di dire controllore, eh! Perché i padri troppo controllori annullano i figli, non li lasciano crescere!".

"Il Vangelo ci parla dell'esemplarità del Padre che sta nei cieli - il solo, dice Gesù, che può essere chiamato veramente 'Padre buono' (cfr Mc 10,18). Tutti conoscono quella straordinaria parabola chiamata del 'figlio prodigo', o meglio del 'padre misericordioso', che si trova nel Vangelo di Luca al capitolo 15 (cfr 15,11-32). Quanta dignità e quanta tenerezza nell'attesa di quel padre che sta sulla porta di casa aspettando che il figlio ritorni! I padri devono essere pazienti. Tante volte non c'è altra cosa da fare che aspettare; pregare e aspettare con pazienza, dolcezza, magnanimità, misericordia. Un buon padre sa attendere e sa perdonare, dal profondo del cuore. Certo, sa anche correggere con fermezza: non è un padre debole, arrendevole, sentimentale. Il padre sa correggere senza avvilire è lo stesso che sa proteggere senza risparmiarsi. Una volta ho sentito in una riunione di matrimonio un papà dire: 'Io alcune volte devo picchiare un po' i figli ... ma mai in faccia per non avvilirli' ... Ha senso della dignità ...  '".
"Se dunque c'è qualcuno che può spiegare fino in fondo la preghiera del 'Padre nostro', insegnata da Gesù, questi è proprio chi vive in prima persona la paternità. Senza la grazia che viene dal Padre che sta nei cieli, i padri perdono coraggio, e abbandonano il campo. Ma i figli hanno bisogno di trovare un padre che li aspetta quando ritornano dai loro fallimenti. Faranno di tutto per non ammetterlo, per non darlo a vedere, ma ne hanno bisogno; e il non trovarlo apre in loro ferite difficili da rimarginare. La Chiesa, nostra madre - ha concluso il Papa - è impegnata a sostenere con tutte le sue forze la presenza buona e generosa dei padri nelle famiglie, perché essi sono per le nuove generazioni custodi e mediatori insostituibili della fede nella bontà, della fede nella giustizia e nella protezione di Dio, come san Giuseppe".