聆听教宗方济各
我们将通过这一博客,在一周之内发表教宗方济各讲话 的中文版、教宗每主日的三钟经祈祷讲话、周三例行公开接 见要理、每天清晨在圣女玛尔大之家的弥撒圣祭讲道。 教宗的讲话言简意赅、直入我们每个人的内心深处。他 的话不需要任何评论或者理论说教,只要认识了解、反思默 想足以

IN CAMMINO CON PAPA FRANCESCO
Con questo blog vorremmo mettere in circolazione, entro una settimana, anche in cinese,
le parole che Papa Francesco ci regala all’Angelus di ogni domenica, nella Udienza del Mercoledì, e nelle celebrazioni quotidiane di Santa Marta.
Papa Francesco parla in maniera chiara e diretta, parla al cuore di ognuno di noi. Le sue parole non hanno bisogno di commenti o teorie, ma di essere conosciute e meditate.
HOME - 主页     FOTO - 照片     RICERCA - 搜索     MOBILE - 移动

博客归档 - Archivio blog

Angelus
三钟经


Regina Coeli
天皇后喜乐经


Biografia
生平简历


Costituzioni Apostoliche
宗座宪章


Discorsi
讲话


Encicliche
通谕


Esortazioni Apostoliche
宗座劝谕


Interviste
采访


Lettere
书信


Lettere Apostoliche
宗座书函


Messaggi
文告


Motu Proprio
自动诏书


Omelie
弥撒讲道


Preghiere
祈祷


Santa Marta
圣女玛尔大之家


Udienze
周三公开接见


Viaggi
出访


Servizi
服务


SPECIALE TERRA SANTA
圣地专题报道


在中国的讯息
Scritto da Gigi Di Sacco
il 16 01 2015 alle 21,06

Omelia, Cattedrale di Manila,16 gennaio 2015

Preparare valide vie per il Vangelo in Asia all'alba di una nuova era
Insieme a vescovi, sacerdoti, religiose, religiosi, seminaristi, papa Francesco chiede alle persone consacrate di essere "ambasciatori in nome di Cristo”. 

Il Vangelo risana "il nostro mondo malato" e ispira "ordine sociale veramente giusto e redento”.
Convertirsi dall'orgoglio, l'autocompiacimento, il materialismo e vivere una preghiera continua. 
Sostenere i giovani "abbattuti e confusi"; proclamare "la bellezza e la verità del matrimonio cristiano 
ad una società che è tentata da modi confusi di vedere la sessualità, il matrimonio e la famiglia”. 
Forze potenti che minacciano di sfigurare il piano creativo di Dio e di tradire i veri valori che hanno 
ispirato e dato forma a quanto di bello c'è nella vostra cultura.


Papa Francesco- "Preparare valide vie per il Vangelo in Asia all'alba di una nuova era": è il compito che papa Francesco affida alla Chiesa delle Filippine e soprattutto a vescovi, sacerdoti, religiose, religiosi e giovani seminaristi che ha incontrato stamane nella cattedrale dell'Immacolata Concezione.

Il papa è giunto alle 11.15, salutato da due file di "quasi guardie svizzere": giovani che indossavano la livrea delle guardie svizzere romane, ma con un basco blu e senza colori rossi (v. foto). La cattedrale era gremita; ma la piazza e le vie antistanti lo erano ancora di più: centinaia di migliaia di giovani e adulti erano accalcati da ore per poter avere anche solo un contatto visivo col pontefice.

Per il compito assegnato dal papa a questa Chiesa, la più numerosa dell'Asia, occorrono persone consacrate che siano "«ambasciatori in nome di Cristo» (2 Cor 5,20)"; "segno dell'amore riconciliatore di Cristo", perché "il Vangelo è la promessa della grazia di Dio, che sola può portare pienezza e risanamento al nostro mondo malato. Il Vangelo può ispirare la costruzione di un ordine sociale veramente giusto e redento".

Tutto questo si declina in "esame di coscienza" e una "conversione" personale e sociale: "La Chiesa nelle Filippine è chiamata a riconoscere e combattere le cause della disuguaglianza e dell'ingiustizia, profondamente radicate, che macchiano il volto della società filippina, in palese contrasto con l'insegnamento di Cristo. Il Vangelo chiama ogni singolo cristiano a vivere una vita onesta, integra e impegnata per il bene comune. Ma chiama anche le comunità cristiane a creare "circoli di onestà", reti di solidarietà che possono estendersi nella società per trasformarla con la loro testimonianza profetica".

Vescovi, sacerdoti, religiose e religiosi sono i primi a sottoporsi all'esame di coscienza, accogliendo la  "grazia riconciliatrice [di Cristo] nei nostri cuori".

Il papa elenca alcune  deviazioni che possono  "compromettere la testimonianza che offriamo": "orgoglio",  "paura di cambiare", "meschini compromessi con la mentalità di questo mondo", "mondanità spirituale", "un certo materialismo".

Il rimedio a tutto ciò è "un quotidiano incontro col Signore nella preghiera";  "riflettere la povertà di Cristo, la cui intera vita era incentrata sul fare la volontà del Padre e servire gli altri"; diventare "noi stessi poveri, eliminando il nostro autocompiacimento". In tal modo "potremo rispondere con onestà e integrità alla sfida di annunciare la radicalità del Vangelo in una società abituata all'esclusione, alla polarizzazione e alla scandalosa disuguaglianza".

Francesco vede questa conversione di vescovi e personale consacrato come il vero modo per prepararsi a celebrare il quinto centenario dell'evangelizzazione delle Filippine, pieni di gratitudine "per l'eredità lasciata da tanti vescovi, sacerdoti e religiosi delle generazioni passate. Essi si sono sforzati non solo di predicare il Vangelo e di costruire la Chiesa in questo Paese, ma anche di forgiare una società ispirata al messaggio evangelico della carità, del perdono e della solidarietà al servizio del bene comune".

Il compito verso il futuro è affidato soprattutto "ai giovani sacerdoti e religiosi e ai seminaristi presenti", a cui il papa dedica "un pensiero speciale": "Vi chiedo di condividere la gioia e l'entusiasmo del vostro amore per Cristo e per la Chiesa con chiunque, ma soprattutto con i vostri coetanei. Siate presenti in mezzo ai giovani che possono essere confusi e abbattuti, e che tuttavia continuano a vedere la Chiesa come loro compagna di cammino e fonte di speranza".

"Siate vicini a quanti, vivendo in mezzo ad una società appesantita dalla povertà e dalla corruzione, sono scoraggiati, tentati di mollare tutto, di lasciare la scuola e di vivere per la strada. Proclamate la bellezza e la verità del matrimonio cristiano ad una società che è tentata da modi confusi di vedere la sessualità, il matrimonio e la famiglia. Come sapete queste realtà sono sempre più sotto l'attacco di forze potenti che minacciano di sfigurare il piano creativo di Dio e di tradire i veri valori che hanno ispirato e dato forma a quanto di bello c'è nella vostra cultura".

Francesco ricorda ancora una volta la "cultura filippina, ... plasmata dalla creatività della fede", fatta di "amore a Dio", "fervente pietà", "calorosa e cordiale devozione alla Madonna e al suo Rosario".  "Questa grande eredità - afferma - contiene un forte potenziale missionario".

E conclude l'omelia con la preghiera che  "Maria, Madre della Chiesa",  susciti "in tutti voi una tale abbondanza di zelo, che possiate spendervi con abnegazione al servizio dei fratelli e delle sorelle. In tal modo, possa l'amore riconciliatore di Cristo penetrare ancora più interamente nel tessuto della società filippina e, attraverso di voi, nei più lontani angoli del mondo".