聆听教宗方济各
我们将通过这一博客,在一周之内发表教宗方济各讲话 的中文版、教宗每主日的三钟经祈祷讲话、周三例行公开接 见要理、每天清晨在圣女玛尔大之家的弥撒圣祭讲道。 教宗的讲话言简意赅、直入我们每个人的内心深处。他 的话不需要任何评论或者理论说教,只要认识了解、反思默 想足以

IN CAMMINO CON PAPA FRANCESCO
Con questo blog vorremmo mettere in circolazione, entro una settimana, anche in cinese,
le parole che Papa Francesco ci regala all’Angelus di ogni domenica, nella Udienza del Mercoledì, e nelle celebrazioni quotidiane di Santa Marta.
Papa Francesco parla in maniera chiara e diretta, parla al cuore di ognuno di noi. Le sue parole non hanno bisogno di commenti o teorie, ma di essere conosciute e meditate.
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在中国的讯息
Scritto da Gigi Di Sacco
il 16 12 2014 alle 18,17

Omelia, Parrocchia di S. Giuseppe all’Aurelio, 14 dicembre 2014

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Preghiera, rendimento di grazie per i doni ricevuti e aiuto al prossimo che è nel bisogno. 
Sono le tre vie per vivere la gioia del Natale che sta arrivando. 


Papa Francesco-E’ la grande parrocchia di San Giuseppe all’Aurelio, con le realtà che segnano il quartiere popolare di Primavalle dove sorge, ad ospitare il Papa nella terza domenica di Avvento. Una presenza che significa vicinanza. Francesco infatti, come consuetudine, prima della Messa, si intrattiene con vari gruppi. Parla con i ragazzi del catechismo, di quando incontrò Gesù 70 anni fa nella prima comunione:

“Ma sempre, voi che farete la Prima Comunione, ricordate sempre, tutta la vita, quella giornata: il primo giorno che Gesù è venuto da noi. Lui viene, si fa uno con noi, si fa nostro cibo, nostro pasto per darci forza. E anche, non dimenticate le catechiste. Ma, voi sapete che io non ho dimenticato nella mia vita, e quando la suora che mi ha preparato è morta, il 17 ottobre dell’anno ’87, io sono andato lì e sono stato con la sua salma e ho pregato tanto, perché quella suora mi ha avvicinato a Gesù”.

Poi la preghiera con i rappresentanti della comunita' rom e delle famiglie disagiate, seguite dalla parrocchia, che incoraggia a non perdere la “speranza che”dice” è il Signore, che non delude mai”:

“Vi auguro il meglio. Che sempre sia pace nelle vostre famiglie, e ci sia lavoro, che ci sia gioia. La gioia di Gesù, la pace di Gesù, e così andare avanti. Ma, non perdere la speranza nei momenti difficili, perché la speranza non delude: la dà il Signore. E il Signore presto o tardi ci aspetta sempre: sempre. E’ vicino a noi. Forse noi non lo vediamo, ma Lui è vicino e ci vuole tanto bene”

Quindi Francesco incontra gli ammalati ribadendo che sono la “forza della Chiesa”:

“La Chiesa senza i malati non andrebbe avanti. Eh, voi siete forza nella Chiesa, voi siete vera forza. Ma, il Signore ha voluto che vi visitasse questa malattia, ma andate avanti: andate avanti, con pazienza, anche con gioia”

Ultimo incontro del Papa è con i bimbi battezzati nell’ultimo anno, quindi la confessione di 5 fedeli. Infine, nell’omelia della Messa, interamente a braccio, Francesco si rivolge alla comunità raccolta in Chiesa, ricordando il senso profondo della gioia del Natale cristiano, anticipata in questa domenica:

“E la gioia del Natale è una gioia speciale: ma, è una gioia che non è solo per il giorno di Natale, è per tutta la vita del cristiano. E’ una gioia serena, tranquilla; una gioia che sempre accompagna il cristiano. Anche nei momenti difficili, nei momenti di difficoltà, questa gioia diventa pace”

La gioia cristiana non è quella del consumismo, ma è un dono del Signore, spiega  Francesco, ed è la Chiesa, con San Paolo innanzitutto, ad insegnarci da dove deriva:

“L’Apostolo San Paolo ai Tessalonicesi dice: “Fratelli, siate sempre lieti”. Eh, e come posso essere lieto? E lui dice: “Pregate. Ininterrottamente, in ogni cosa rendete grazie”. La gioia cristiana la troviamo nella preghiera, viene dalla preghiera e anche dare grazie a Dio: “Grazie, Signore, per tante cose belle!”. Ma ci sono persone che non sanno ringraziare Dio: sempre cercano qualcosa per lamentarsi”

Non è del cristiano, come dimostrano i Santi, vivere lamentandosi, con “la faccia amareggiata” che dice l’assenza della pace, aggiunge Francesco:

“Mai, mai un santo o una santa ha avuto faccia funebre: mai! Sempre i santi hanno la faccia della gioia. O almeno, nelle sofferenze, la faccia della pace. La sofferenza massima, il martirio di Gesù: Lui aveva quella faccia di pace e si preoccupava degli altri. Della mamma, di Giovanni, del ladrone … si preoccupava degli altri.”

Dunque, ribadisce il Papa più volte, la via della gioia consiste nel pregare, nel rendere grazia per i doni ricevuti a partire dalla fede e poi nel pensare a come poter portare sollievo e pace ai bisognosi, essenza stessa del cristianesimo, spiega in conclusione Francesco:

“Noi siamo cristiani. “Cristiani” viene da “Cristo”, e “Cristo” significa “unto”. E noi siamo “unti”: lo Spirito del Signore è su di me, perché il Signore mi ha consacrato con l’unzione. Noi siamo unti: cristiani vuol dire “unti”. E perché, siamo unti? Per fare quale cosa? Mi ha mandato a portare il lieto annuncio a chi? Ai miseri; a fasciare le piaghe dei cuori spezzati, a proclamare la libertà degli schiavi, la scarcerazione dei prigionieri, a promulgare l’anno di grazia del Signore. Questa è la vocazione di Cristo e anche la vocazione dei cristiani. Andare agli altri, a quelli che hanno bisogno. Siano con bisogni materiali, siano spirituali … tanta gente che soffre angoscia per problemi familiari … portare la pace lì, portare l’unzione di Gesù, quell’olio di Gesù che fa tanto bene e consola le anime”.