聆听教宗方济各
我们将通过这一博客,在一周之内发表教宗方济各讲话 的中文版、教宗每主日的三钟经祈祷讲话、周三例行公开接 见要理、每天清晨在圣女玛尔大之家的弥撒圣祭讲道。 教宗的讲话言简意赅、直入我们每个人的内心深处。他 的话不需要任何评论或者理论说教,只要认识了解、反思默 想足以

IN CAMMINO CON PAPA FRANCESCO
Con questo blog vorremmo mettere in circolazione, entro una settimana, anche in cinese,
le parole che Papa Francesco ci regala all’Angelus di ogni domenica, nella Udienza del Mercoledì, e nelle celebrazioni quotidiane di Santa Marta.
Papa Francesco parla in maniera chiara e diretta, parla al cuore di ognuno di noi. Le sue parole non hanno bisogno di commenti o teorie, ma di essere conosciute e meditate.
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Scritto da Gigi Di Sacco
il 07 04 2014 alle 09,26

ANGELUS, 6 aprile 2014

Gv 11, 1-53

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Gv 11, 1-53

[1] Era allora malato un certo Lazzaro di Betània, il villaggio di Maria e di Marta sua sorella.


[2] Maria era quella che aveva cosparso di olio profumato il Signore e gli aveva asciugato i piedi con i suoi capelli; suo fratello Lazzaro era malato.

 
[3] Le sorelle mandarono dunque a dirgli: "Signore, ecco, il tuo amico è malato".

[4] All'udire questo, Gesù disse: "Questa malattia non è per la morte, ma per la gloria di Dio, perché per essa il Figlio di Dio venga glorificato".

 
[5] Gesù voleva molto bene a Marta, a sua sorella e a Lazzaro.

 
[6] Quand'ebbe dunque sentito che era malato, si trattenne due giorni nel luogo dove si trovava.

 
[7] Poi, disse ai discepoli: "Andiamo di nuovo in Giudea!".


[8] I discepoli gli dissero: "Rabbì, poco fa i Giudei cercavano di lapidarti e tu ci vai di nuovo?".


[9] Gesù rispose: "Non sono forse dodici le ore del giorno? Se uno cammina di giorno, non inciampa, perché vede la luce di questo mondo;


[10] ma se invece uno cammina di notte, inciampa, perché gli manca la luce".

[11] Così parlò e poi soggiunse loro: "Il nostro amico Lazzaro s'è addormentato; ma io vado a svegliarlo".

 
[12] Gli dissero allora i discepoli: "Signore, se s'è addormentato, guarirà".

 

[13] Gesù parlava della morte di lui, essi invece pensarono che si riferisse al riposo del sonno.

 
[14] Allora Gesù disse loro apertamente: "Lazzaro è morto

 
[15] e io sono contento per voi di non essere stato là, perché voi crediate. Orsù, andiamo da lui!".

 
[16] Allora Tommaso, chiamato Dìdimo, disse ai condiscepoli: "Andiamo anche noi a morire con lui!".

 
[17] Venne dunque Gesù e trovò Lazzaro che era già da quattro giorni nel sepolcro.

[18] Betània distava da Gerusalemme meno di due miglia

 
[19] e molti Giudei erano venuti da Marta e Maria per consolarle per il loro fratello.

 
[20] Marta dunque, come seppe che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa

.
[21] Marta disse a Gesù: "Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!

[22] Ma anche ora so che qualunque cosa chiederai a Dio, egli te la concederà".

 
[23] Gesù le disse: "Tuo fratello risusciterà".

 
[24] Gli rispose Marta: "So che risusciterà nell'ultimo giorno".

 

[25] Gesù le disse: "Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà;

 
[26] chiunque vive e crede in me, non morrà in eterno. Credi tu questo?".

 
[27] Gli rispose: "Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio che deve venire nel mondo".


[28] Dopo queste parole se ne andò a chiamare di nascosto Maria, sua sorella, dicendo: "Il Maestro è qui e ti chiama".

 
[29] Quella, udito ciò, si alzò in fretta e andò da lui.

 
[30] Gesù non era entrato nel villaggio, ma si trovava ancora là dove Marta gli era andata incontro.

 
[31] Allora i Giudei che erano in casa con lei a consolarla, quando videro Maria alzarsi in fretta e uscire, la seguirono pensando: "Va al sepolcro per piangere là".

 
[32] Maria, dunque, quando giunse dov'era Gesù, vistolo si gettò ai suoi piedi dicendo: "Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!".

 
[33] Gesù allora quando la vide piangere e piangere anche i Giudei che erano venuti con lei, si commosse profondamente, si turbò e disse:

 
[34] "Dove l'avete posto?". Gli dissero: "Signore, vieni a vedere!".

 
[35] Gesù scoppiò in pianto.

 
[36] Dissero allora i Giudei: "Vedi come lo amava!".

 

[37] Ma alcuni di loro dissero: "Costui che ha aperto gli occhi al cieco non poteva anche far sì che questi non morisse?".


[38] Intanto Gesù, ancora profondamente commosso, si recò al sepolcro; era una grotta e contro vi era posta una pietra.

 
[39] Disse Gesù: "Togliete la pietra!". Gli rispose Marta, la sorella del morto: "Signore, già manda cattivo odore, poiché è di quattro giorni".

 
[40] Le disse Gesù: "Non ti ho detto che, se credi, vedrai la gloria di Dio?".

 
[41] Tolsero dunque la pietra. Gesù allora alzò gli occhi e disse: "Padre, ti ringrazio che mi hai ascoltato.

 
[42] Io sapevo che sempre mi dai ascolto, ma l'ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato".

 
[43] E, detto questo, gridò a gran voce: "Lazzaro, vieni fuori!".

 
[44] Il morto uscì, con i piedi e le mani avvolti in bende, e il volto coperto da un sudario. Gesù disse loro: "Scioglietelo e lasciatelo andare".

 
[45] Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di quel che egli aveva compiuto, credettero in lui.

 
[46] Ma alcuni andarono dai farisei e riferirono loro quel che Gesù aveva fatto.

[47] Allora i sommi sacerdoti e i farisei riunirono il sinedrio e dicevano: "Che facciamo? Quest'uomo compie molti segni.

 
[48] Se lo lasciamo fare così, tutti crederanno in lui e verranno i Romani e distruggeranno il nostro luogo santo e la nostra nazione".

 
[49] Ma uno di loro, di nome Caifa, che era sommo sacerdote in quell'anno, disse loro: "Voi non capite nulla

 
[50] e non considerate come sia meglio che muoia un solo uomo per il popolo e non perisca la nazione intera".


[51] Questo però non lo disse da se stesso, ma essendo sommo sacerdote profetizzò che Gesù doveva morire per la nazione

 
[52] e non per la nazione soltanto, ma anche per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi.

 
[53] Da quel giorno dunque decisero di ucciderlo.

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Il Vangelo di questa quinta domenica di Quaresima ci narra la risurrezione di Lazzaro. E' il culmine dei "segni" prodigiosi compiuti da Gesù: è un gesto troppo grande, troppo chiaramente divino per essere tollerato dai sommi sacerdoti, i quali, saputo il fatto, presero la decisione di uccidere Gesù.


Papa FrancescoCari fratelli e sorelle, buongiorno!
Il Vangelo di questa quinta domenica di Quaresima ci narra la risurrezione di Lazzaro. E' il culmine dei "segni" prodigiosi compiuti da Gesù: è un gesto troppo grande, troppo chiaramente divino per essere tollerato dai sommi sacerdoti, i quali, saputo il fatto, presero la decisione di uccidere Gesù (cfr Gv 11,53).  Lazzaro era morto già da tre giorni, quando giunse Gesù; e alle sorelle Marta e Maria Egli disse parole che si sono impresse per sempre nella memoria della comunità cristiana. Dice così Gesù: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno» (Gv 11,25). Su questa Parola del Signore noi crediamo che la vita di chi crede in Gesù e segue il suo comandamento, dopo la morte sarà trasformata in una vita nuova, piena e immortale. Come Gesù è risorto con il proprio corpo, ma non è ritornato ad una vita terrena, così noi risorgeremo con i nostri corpi che saranno trasfigurati in corpi gloriosi. Lui ci aspetta presso il Padre, e la forza dello Spirito Santo, che ha risuscitato Lui, risusciterà anche chi è unito a Lui.
Dinanzi alla tomba sigillata dell'amico Lazzaro, Gesù «gridò a gran voce: "Lazzaro, vieni fuori!". E il morto uscì, i piedi e le mani legati con bende, e il viso avvolto da un sudario» (vv. 43-44). Questo grido perentorio è rivolto ad ogni uomo, perché tutti siamo segnati dalla morte, tutti noi; è la voce di Colui che è il padrone della vita e vuole che tutti «l'abbiano in abbondanza» (Gv 10,10). Cristo non si rassegna ai sepolcri che ci siamo costruiti con le nostre scelte di male e di morte, con i nostri sbagli, con i nostri peccati. Lui non si rassegna a questo! Lui ci invita, quasi ci ordina, di uscire dalla tomba in cui i nostri peccati ci hanno sprofondato. Ci chiama insistentemente ad uscire dal buio della prigione in cui ci siamo rinchiusi, accontentandoci di una vita falsa, egoistica, mediocre. «Vieni fuori!», ci dice, «Vieni fuori!». E' un bell'invito alla vera libertà, a lasciarci afferrare da queste parole di Gesù che oggi ripete a ciascuno di noi. Un invito a lasciarci liberare dalle "bende", dalle bende dell'orgoglio. Perché l'orgoglio ci fa schiavi, schiavi di noi stessi, schiavi di tanti idoli, di tante cose. La nostra risurrezione incomincia da qui: quando decidiamo di obbedire a questo comando di Gesù uscendo alla luce, alla vita; quando dalla nostra faccia cadono le maschere - tante volte noi siamo mascherati dal peccato, le maschere devono cadere! - e noi ritroviamo il coraggio del nostro volto originale, creato a immagine e somiglianza di Dio.
Il gesto di Gesù che risuscita Lazzaro mostra fin dove può arrivare la forza della Grazia di Dio, e dunque fin dove può arrivare la nostra conversione, il nostro cambiamento. Ma sentite bene: non c'è alcun limite alla misericordia divina offerta a tutti! Non c'è alcun limite alla misericordia divina offerta a tutti! ricordatevi bene questa frase. E possiamo dirla insieme tutti: "Non c'è alcun limite alla misericordia divina offerta a tutti". Diciamolo insieme: "Non c'è alcun limite alla misericordia divina offerta a tutti". Il Signore è sempre pronto a sollevare la pietra tombale dei nostri peccati, che ci separa da Lui, la luce dei viventi.
Dopo l'Angelus:   Cari fratelli e sorelle,
Ed ora vorrei fare un gesto semplice per voi. Nelle scorse domeniche ho suggerito a tutti voi di procurarsi un piccolo Vangelo, da portare con sé durante la giornata, per poterlo leggere spesso. Poi ho ripensato all'antica tradizione della Chiesa, durante la Quaresima, di consegnare il Vangelo ai catecumeni, a coloro che si preparano al Battesimo. Allora oggi voglio offrire a voi che siete in Piazza – ma come segno per tutti – un Vangelo tascabile [mostra il libretto]. Vi sarà distribuito gratuitamente. Ci sono i posti in piazza per questa distribuzione. Io li vedo lì, lì, lì,… Avvicinatevi ai posti e prendete il Vangelo. Prendetelo, portatelo con voi, e leggetelo ogni giorno: è proprio Gesù che vi parla lì! E' la Parola di Gesù: questa è la Parola di Gesù!
E come Lui vi dico: gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date, date il messaggio del Vangelo! Ma forse qualcuno di voi non crede che questo sia gratuito. "Ma quanto costa? Quanto devo pagare, Padre?". Facciamo una cosa: in cambio di questo dono, fate un atto di carità, un gesto di amore gratuito, una preghiera per i nemici, una riconciliazione, qualcosa…
Oggi si può leggere il Vangelo anche con tanti strumenti tecnologici. Si può portare con sé la Bibbia intera in un telefonino, in un tablet. L'importante è leggere la Parola di Dio, con tutti i mezzi, ma leggere la Parola di Dio: è Gesù che ci parli lì! E accoglierla con cuore aperto. Allora il buon seme porta frutto!
Vi auguro buona domenica e buon pranzo! Arrivederci!