聆听教宗方济各
我们将通过这一博客,在一周之内发表教宗方济各讲话 的中文版、教宗每主日的三钟经祈祷讲话、周三例行公开接 见要理、每天清晨在圣女玛尔大之家的弥撒圣祭讲道。 教宗的讲话言简意赅、直入我们每个人的内心深处。他 的话不需要任何评论或者理论说教,只要认识了解、反思默 想足以

IN CAMMINO CON PAPA FRANCESCO
Con questo blog vorremmo mettere in circolazione, entro una settimana, anche in cinese,
le parole che Papa Francesco ci regala all’Angelus di ogni domenica, nella Udienza del Mercoledì, e nelle celebrazioni quotidiane di Santa Marta.
Papa Francesco parla in maniera chiara e diretta, parla al cuore di ognuno di noi. Le sue parole non hanno bisogno di commenti o teorie, ma di essere conosciute e meditate.
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在中国的讯息
Scritto da Gigi Di Sacco
il 20 11 2014 alle 18,36

Discorso alla Fao, 20 novembre 2014

È doloroso vedere la lotta contro la fame ostacolata dalle priorità del mercato». Se manca la solidarietà rivolte contro le istituzioni. La guerra sull’acqua.

 

Papa Francesco- È “doloroso” constatare che “la lotta contro la fame e la denutrizione viene ostacolata dalla ‘priorità del mercato’, e dalla ‘preminenza del guadagno’, che hanno ridotto il cibo a una merce qualsiasi, soggetta a speculazione, anche finanziaria”. Lo ha detto papa Francesco in un discorso in spagnolo alla Fao, l’organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e la nutrizione con sede a Roma che, insieme all’Oms (Organizzazione mondiale della Salute) ha organizzato, da ieri a domani, la seconda conferenza internazionale sulla nutrizione dopo la prima del 1992. L’affamato “ci chiede dignità, non elemosina”, ha detto Jorge Mario Bergoglio tra gli applausi dei delegati di tutto il mondo. Il Papa argentino ha poi salutato i dipendenti dell’organizzazione Onu con un breve saluto in italiano nel quale ha messo in guardia dal rischio di una nuova “guerra” globale per l’acqua. 
Jorge Mario Bergoglio è giunto all’organizzazione internazionale di viale Aventino poco prima delle 11 a bordo della consueta berlina su cui si muove quando esce dal Vaticano, una Ford Focus blu. Ad accogliere il Pontefice argentino, sull’ingresso della Fao, il brasiliano José Graziano da Silva, direttore generale della Fao. Il Papa è stato introdotto nella sala plenaria dal ministro italiano delle Politiche agricole Maurizio Martina tra gli applausi dei delegati, tutti in piedi per l’occasione. La prima persona che Bergoglio è andato a salutare, in prima fila, è la giovane regina spagnola Letizia Ortiz che aveva appena terminato il suo intervento. Il Papa ha lasciato la Fao poco più di mezz’ora dopo, alle 11,30.
 “I destini di ogni nazione sono più che mai collegati tra loro, come i membri di una stessa famiglia, che dipendono gli uni dagli altri”, ha detto il Papa. “Ma viviamo in un’epoca in cui i rapporti tra le nazioni sono troppo spesso rovinati dal sospetto reciproco, che a volte si tramuta in forme di aggressione bellica ed economica, mina l’amicizia tra fratelli e rifiuta o scarta chi già è escluso. Lo sa bene chi manca del pane quotidiano e di un lavoro dignitoso. Questo è il quadro del mondo, in cui si devono riconoscere i limiti di impostazioni basate sulla sovranità di ognuno degli Stati, intesa come assoluta, e sugli interessi nazionali, condizionati spesso da ridotti gruppi di potere”. In questo quadro, “il diritto all’alimentazione sarà garantito solo se ci preoccupiamo del suo soggetto reale, vale a dire la persona che patisce gli effetti della fame e della denutrizione”. Sempre in spagnolo, papa Francesco ha proseguito: “Oggi si parla molto di diritti, dimenticando spesso i doveri; forse ci siamo preoccupati troppo poco di quanti soffrono la fame. È inoltre doloroso constatare che la lotta contro la fame e la denutrizione viene ostacolata dalla ‘priorità del mercato’, e dalla ‘preminenza del guadagno’, che hanno ridotto il cibo a una merce qualsiasi, soggetta a speculazione, anche finanziaria. E mentre si parla di nuovi diritti, l’affamato è lì, all’angolo della strada, e chiede diritto di cittadinanza, di essere considerato nella sua condizione, di ricevere una sana alimentazione di base. Ci chiede dignità, non elemosina”, ha detto Bergoglio tra gli applausi dei delegati.
Il Papa argentino ha ricordato quando Giovanni Paolo II nella stessa sala, alla prima conferenza sulla nutrizione del 1992, mise in guardia la comunità internazionale dal “paradosso dell’abbondanza”: “C’è cibo per tutti, ma non tutti possono mangiare, mentre lo spreco, lo scarto, il consumo eccessivo e l’uso di alimenti per altri fini sono davanti ai nostri occhi”. In questo senso, ha chiosato il Papa indicando questa come la prima sfida da affrontare, “ci sono pochi temi sui quali si sfoderano tanti sofismi come su quello della fame; e pochi argomenti tanto suscettibili di essere manipolati dai dati, dalle statistiche, dalle esigenze di sicurezza nazionale, dalla corruzione o da un richiamo doloroso alla crisi economica”. La seconda sfida, per Bergoglio, è “la mancanza di solidarietà”, parola che, ha detto a braccio tra gli applausi, a volte viene “eliminata dal vocabolario”: “Le nostre società sono caratterizzate da un crescente individualismo e dalla divisione; ciò finisce col privare i più deboli di una vita degna e con il provocare rivolte contro le istituzioni. Quando manca la solidarietà in un paese, ne risentono tutti”.
 Jorge Mario Bergoglio, affiancato dal cardinale segretario di Stato Pietro Parolin e dal sostituto della Segreteria di Stato Angelo Becciu, ha poi citato la “legge naturale, iscritta nel cuore umano, che parla un linguaggio che tutti possono capire: amore, giustizia, pace, elementi inseparabili tra loro” per ricordare l’interesse della Chiesa e l’impegno della Santa Sede per “contribuire a identificare e adottare i criteri che devono realizzare lo sviluppo di un sistema internazionale equo”. In particolare “nessun sistema di discriminazione, di fatto o di diritto, vincolato alla capacità di accesso al mercato degli alimenti, deve essere preso come modello delle azioni internazionali che si propongono di eliminare la fame”, ha detto il Papa prima di benedire i delegati e spostarsi in una sala attigua per salutare in italiano i dipendenti della Fao e ringraziarli per il loro “lavoro nascosto”. “So che sapete andare oltre ogni carata e vedere i volti spenti e provati dalla fame e dalla sete”, ha detto tra l’altro Bergoglio. “L’acqua – ha aggiunto a braccio – non è gratis come tante volte pensiamo: è il grave problema che può portarci a una guerra”. Il Papa ha concluso il discorso tra applausi e grida "viva il Papa" dei dipendenti dell’organizzazione Onu.
Il Papa ha parlato anche della necessità di proteggere l'ambiente: "Penso - ha detto a braccio - alla nostra sorella e madre terra, al pianeta", "ricordo una frase di un anziano: dio sempre perdona, la sofferenza il maltrattamento, gli uomini perdoniamo a volte, la terra non perdona mai. Rispettiamo la terra perché non risponda con la distruzione".