聆听教宗方济各
我们将通过这一博客,在一周之内发表教宗方济各讲话 的中文版、教宗每主日的三钟经祈祷讲话、周三例行公开接 见要理、每天清晨在圣女玛尔大之家的弥撒圣祭讲道。 教宗的讲话言简意赅、直入我们每个人的内心深处。他 的话不需要任何评论或者理论说教,只要认识了解、反思默 想足以

IN CAMMINO CON PAPA FRANCESCO
Con questo blog vorremmo mettere in circolazione, entro una settimana, anche in cinese,
le parole che Papa Francesco ci regala all’Angelus di ogni domenica, nella Udienza del Mercoledì, e nelle celebrazioni quotidiane di Santa Marta.
Papa Francesco parla in maniera chiara e diretta, parla al cuore di ognuno di noi. Le sue parole non hanno bisogno di commenti o teorie, ma di essere conosciute e meditate.
HOME - 主页     FOTO - 照片     RICERCA - 搜索     MOBILE - 移动

博客归档 - Archivio blog

Angelus
三钟经


Regina Coeli
天皇后喜乐经


Biografia
生平简历


Costituzioni Apostoliche
宗座宪章


Discorsi
讲话


Encicliche
通谕


Esortazioni Apostoliche
宗座劝谕


Interviste
采访


Lettere
书信


Lettere Apostoliche
宗座书函


Messaggi
文告


Motu Proprio
自动诏书


Omelie
弥撒讲道


Preghiere
祈祷


Santa Marta
圣女玛尔大之家


Udienze
周三公开接见


Viaggi
出访


Servizi
服务


SPECIALE TERRA SANTA
圣地专题报道


在中国的讯息
Scritto da Gigi Di Sacco
il 02 11 2014 alle 17,15

ANGELUS, 2 novembre 2014

Ricordiamo i defunti ignorati, vittime di guerre, fame e persecuzioni.
Papa Francesco sottolinea che la morte non è l’ultima parola sulla sorte umana, 
poiché l’uomo è destinato ad una vita senza limiti, che ha la sua radice e il suo compimento in Dio. 
Maria, Porta del Cielo, ci sostenga nel quotidiano pellegrinaggio sulla terra e 
ci aiuti a non perdere mai di vista la meta ultima della vita che è il Paradiso.


 Papa Francesco- Nel giorno in cui la Chiesa e tutto il mondo cristiano commemorano i fedeli defunti, i cattolici sono chiamati in maniera particolare a ricordare quei morti "che nessuno ricorda. Ricordiamo le vittime delle guerre e delle violenze; tanti "piccoli" del mondo schiacciati dalla fame e della miseria. Ricordiamo i fratelli e le sorelle uccisi perché cristiani; e quanti hanno sacrificato la vita per servire gli altri". Lo ha detto papa Francesco nel corso dell'Angelus, recitato in occasione della Solennità dei defunti.

Dopo aver celebrato tutti i Santi, ricorda Francesco, è il momento dei morti: "Queste due ricorrenze sono intimamente legate fra di loro, così come la gioia e le lacrime trovano in Gesù Cristo una sintesi che è fondamento della nostra fede e della nostra speranza. Da una parte, infatti, la Chiesa, pellegrina nella storia, si rallegra per l'intercessione dei Santi e dei Beati che la sostengono nella missione di annunciare il Vangelo; dall'altra, essa, come Gesù, condivide il pianto di chi soffre il distacco dalle persone care, e come Lui e grazie a Lui fa risuonare il ringraziamento al Padre che ci ha liberato dal dominio del peccato e della morte".

Il cimitero, "luogo del riposo" dove tanti oggi vanno in visita, è un simbolo plastico dell'attesa del risveglio finale : "Gesù stesso ha rivelato che la morte del corpo è come un sonno dal quale Lui ci risveglia. Con questa fede sostiamo - anche spiritualmente - presso le tombe dei nostri cari, di quanti ci hanno voluto bene e ci hanno fatto del bene". Ma oggi, riprende Francesco, "siamo chiamati a ricordare tutti, anche quelli che nessuno ricorda. Ricordiamo le vittime delle guerre e delle violenze; tanti 'piccoli' del mondo schiacciati dalla fame e della miseria. Ricordiamo i fratelli e le sorelle uccisi perché cristiani; e quanti hanno sacrificato la vita per servire gli altri. Affidiamo al Signore specialmente quanti ci hanno lasciato nel corso di quest'ultimo anno".

La tradizione della Chiesa, ricorda il Papa, "ha sempre esortato a pregare per i defunti, in particolare offrendo per essi la Celebrazione eucaristica: essa è il miglior aiuto spirituale che noi possiamo dare alle loro anime, particolarmente a quelle più abbandonate. Il fondamento della preghiera di suffragio si trova nella comunione del Corpo Mistico". Per questo "il ricordo dei defunti, la cura dei sepolcri e i suffragi sono testimonianza di fiduciosa speranza, radicata nella certezza che la morte non è l'ultima parola sulla sorte umana, poiché l'uomo è destinato ad una vita senza limiti, che ha la sua radice e il suo compimento in Dio". 

Qui il Papa inserisce a braccio una preghiera a Dio misericordioso, affinché "non abbandoni nessuno al fuoco eterno, dove non c'è possibilità di pentimento", e ricorda i defunti, "anche coloro che sono morti senza il conforto sacramentale e senza la possibilità di pentimento". Con questa fede nel destino supremo dell'uomo, conclude il pontefice, "ci rivolgiamo ora alla Madonna, che ha patito sotto la Croce il dramma della morte di Cristo ed ha partecipato poi alla gioia della sua risurrezione. Ci aiuti Lei, Porta del cielo, a comprendere sempre più il valore della preghiera di suffragio per i defunti. Ci sostenga nel quotidiano pellegrinaggio sulla terra e ci aiuti a non perdere mai di vista la meta ultima della vita che è il Paradiso. E noi con questa speranza, che non delude mai, andiamo avanti".