聆听教宗方济各
我们将通过这一博客,在一周之内发表教宗方济各讲话 的中文版、教宗每主日的三钟经祈祷讲话、周三例行公开接 见要理、每天清晨在圣女玛尔大之家的弥撒圣祭讲道。 教宗的讲话言简意赅、直入我们每个人的内心深处。他 的话不需要任何评论或者理论说教,只要认识了解、反思默 想足以

IN CAMMINO CON PAPA FRANCESCO
Con questo blog vorremmo mettere in circolazione, entro una settimana, anche in cinese,
le parole che Papa Francesco ci regala all’Angelus di ogni domenica, nella Udienza del Mercoledì, e nelle celebrazioni quotidiane di Santa Marta.
Papa Francesco parla in maniera chiara e diretta, parla al cuore di ognuno di noi. Le sue parole non hanno bisogno di commenti o teorie, ma di essere conosciute e meditate.
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Scritto da Gigi Di Sacco
il 02 11 2014 alle 00,18

Omelia, al cimitero romano del Verano, 1 novembre 2014

1

Ap 7,2-4.9-14;1Gv 3,1; Mt 5,1-12;

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Ap 7,2-4.9-14;1Gv 3,1; Mt 5,1-12;

Ap 7,2-4.9-14

[2] Vidi poi un altro angelo che saliva dall'oriente e aveva il sigillo del Dio vivente. E gridò a gran voce ai quattro angeli ai quali era stato concesso il potere di devastare la terra e il mare: 

[3] "Non devastate né la terra, né il mare, né le piante, finché non abbiamo impresso il sigillo del nostro Dio sulla fronte dei suoi servi". 

[4] Poi udii il numero di coloro che furon segnati con il sigillo: centoquarantaquattromila, segnati da ogni tribù dei figli d’Israele:

[9] Dopo ciò, apparve una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, razza, popolo e lingua. Tutti stavano in piedi davanti al trono e davanti all'Agnello, avvolti in vesti candide, e portavano palme nelle mani. 

[10] E gridavano a gran voce: 
"La salvezza appartiene al nostro Dio seduto sul trono e all'Agnello". 

[11] Allora tutti gli angeli che stavano intorno al trono e i vegliardi e i quattro esseri viventi, si inchinarono profondamente con la faccia davanti al trono e adorarono Dio dicendo: 

[12] "Amen! Lode, gloria, sapienza, azione di grazie, onore, potenza e forza al nostro Dio nei secoli dei secoli. Amen". 

[13] Uno dei vegliardi allora si rivolse a me e disse: "Quelli che sono vestiti di bianco, chi sono e donde vengono?". 

[14] Gli risposi: "Signore mio, tu lo sai". E lui: "Essi sono coloro che sono passati attraverso la grande tribolazione e hanno lavato le loro vesti rendendole candide col sangue dell'Agnello. 

1Gv 3,1

[1] Quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente! La ragione per cui il mondo non ci conosce è perché non ha conosciuto lui. 

[2] Carissimi, noi fin d'ora siamo figli di Dio, ma ciò che saremo non è stato ancora rivelato. Sappiamo però che quando egli si sarà manifestato, noi saremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è. 

[3] Chiunque ha questa speranza in lui, purifica se stesso, come egli è puro. 

Mt 5,1-12

[1] Vedendo le folle, Gesù salì sulla montagna e, messosi a sedere, gli si avvicinarono i suoi discepoli. 

[2] Prendendo allora la parola, li ammaestrava dicendo: 

[3] "Beati i poveri in spirito, 
perché di essi è il regno dei cieli. 

[4] Beati gli afflitti, 
perché saranno consolati. 

[5] Beati i miti, 
perché erediteranno la terra. 

[6] Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, 
perché saranno saziati. 

[7] Beati i misericordiosi, 
perché troveranno misericordia. 

[8] Beati i puri di cuore, 
perché vedranno Dio. 

[9] Beati gli operatori di pace, 
perché saranno chiamati figli di Dio. 

[10] Beati i perseguitati per causa della giustizia, 
perché di essi è il regno dei cieli. 

[11] Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. 

[12] Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti hanno perseguitato i profeti prima di voi. 

 

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Solo il cammino delle Beatitudini salverà dalla devastazione del Creato, della morale, della storia, della famiglia, di tutto
Papa Francesco commenta tre "immagini" di un brano dell'Apocalisse: 

la prima, la devastazione; la seconda, le vittime; la terza, Dio. 
Il Signore ci aiuti e ci dia la grazia di questa speranza, ma anche la grazia del coraggio di uscire da tutto quello che è distruzione, 
devastazione, relativismo di vita, esclusione degli altri, esclusione dei valori, esclusione di tutto quello che il Signore ci ha dato: esclusione di pace. 


Papa Francesco- Solo il cammino delle Beatitudini "ci salverà dalla devastazione della Terra, del Creato, della morale, della storia, della famiglia, di tutto", perché ci farà abbandonare quell'atteggiamento per il quale l'uomo di crede Dio e ha portato a "scartare" non solo le persone, ma anche i popoli. Cimitero monumentale del Verano, a Roma, papa Francesco celebra la messa per i defunti e all'omelia commenta, a braccio, la prima lettura dell'Apocalisse, nella quale l'angelo ordina di distruggere. 

"A me - dice il Papa - è venuta in mente una frase" che "è nel cuore di tutti noi: 'gli uomini sono capaci di farlo, meglio di voi'. Noi siamo capaci di devastare la Terra meglio degli angeli. E questo lo stiamo facendo, questo lo facciamo: devastare il Creato, devastare la vita, devastare le culture, devastare i valori, devastare la speranza. E quanto bisogno abbiamo della forza del Signore perché ci sigilli con il suo amore e con la sua forza, per fermare questa pazza" distruzione. "Distruzione di quello che Lui ci ha dato, delle cose più belle che Lui ha fatto per noi, perché noi le portassimo avanti, le facessimo crescere, dare frutti ... Quando in sagrestia guardavo le fotografie di 71 anni fa Il bombardamento del quartiere san Lorenzo, n.d.r.) ho pensato: 'Questo è stato tanto grave, tanto doloroso. Questo è niente in comparazione di quello che oggi accade'. L'uomo si impadronisce di tutto, si crede Dio, si crede il Re. E le guerre, le guerre che continuano, non precisamente per seminare grano di vita. Per distruggere. Ma è l'industria della distruzione. E' un sistema, anche, di vita che quando le cose non si possono sistemare, si scartano: si scartano i bambini, si scartano gli anziani, si scartano i giovani senza lavoro ... Questa devastazione che ha fatto la cultura dello scarto. Si scartano popoli".

Il Papa commenta poi una seconda immagine, della stessa prima Lettura dell'Apocalisse: "questa moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, tribù, popolo e lingua ... I popoli, la gente ... Adesso incomincia il freddo: questi poveri, che devono fuggire per salvare la vita, dalle loro case, dai loro popoli, dai loro villaggi, nel deserto ... e vivono in tende, sentono il freddo, senza medicine, affamati ... perché il dio-uomo si è impadronito del Creato, di tutto quel bello che Dio ha fatto per noi. Ma chi paga la festa? Loro! I piccoli, i poveri, quelli che da persona sono finiti in scarto. E questo non è storia antica: succede oggi. 'Ma Padre, è lontano ...' - Anche qui! In tutte le parti. Succede oggi. Dirò di più: sembra che questa gente, questi bambini affamati, ammalati, sembra che non contino, che siano di un'altra specie, non siano umani. E questa moltitudine è davanti a Dio e chiede: 'Per favore, salvezza! Per favore, pace! Per favore, pane! Per favore, lavoro! Per favore, figli e nonni! Per favore, giovani con la dignità di poter lavorare!'".

Tra loro anche quelli "vestiti di bianco". "'Sono quelli che vengono dalla grande tribolazione e che hanno le loro vesti rendendole candide nel sangue dell'Agnello'". "E oggi, senza esagerare, oggi nel giorno di Tutti i santi vorrei che noi pensassimo a tutti questi, i santi sconosciuti. Peccatori come noi, peggio di noi, ma distrutti. A questa tanta gente che viene dalla grande tribolazione: la maggior parte del mondo è in tribolazione. E il Signore santifica questo popolo, peccatore come noi, ma lo santifica con la tribolazione".

La terza immagine è "Dio. La prima, la devastazione; la seconda, le vittime; la terza, Dio. Dio: 'Noi fin d'ora siamo figli di Dio', abbiamo sentito nella seconda Lettura. 'Ma ciò che saremo non è stato ancora rivelato. Sappiamo però che quando egli si sarà manifestato noi saremo simili a Lui, perché lo vedremo come Egli è', cioè: la speranza. E questa è la benedizione del Signore che ancora abbiamo: la speranza. La speranza che abbia pietà del suo popolo, che abbia pietà di questi che sono nella grande tribolazione. Anche, che abbia pietà dei distruttori e si convertano. E così, la santità della Chiesa va avanti: con questa gente, con noi che vedremo Dio come Lui è. E quale dev'essere il nostro atteggiamento, se vogliamo entrare in questo popolo e camminare verso il Padre, in questo mondo di devastazione, in questo mondo di guerre, in questo mondo di tribolazione? Il nostro atteggiamento, lo abbiamo sentito nel Vangelo: è l'atteggiamento delle Beatitudini. Soltanto quel cammino ci porterà all'incontro con Dio. Soltanto quel cammino ci salverà dalla distruzione, dalla devastazione della Terra, del Creato, della morale, della storia, della famiglia, di tutto. Soltanto quel cammino: ma ci farà passare cose brutte, eh? Ci porterà problemi. Persecuzione. Ma soltanto quel cammino ci porterà avanti. E così, questo popolo che tanto soffre oggi per l'egoismo dei devastatori, dei nostri fratelli devastatori, questo popolo va avanti con le Beatitudini, con la speranza di trovare Dio, di trovarci faccia a faccia col Signore con la speranza di diventare santi, in quel momento dell'incontro definitivo con Lui".

"Il Signore - conclude il Papa - ci aiuti e ci dia la grazia di questa speranza, ma anche la grazia del coraggio di uscire da tutto quello che è distruzione, devastazione, relativismo di vita, esclusione degli altri, esclusione dei valori, esclusione di tutto quello che il Signore ci ha dato: esclusione di pace. Ci liberi da questo, e ci dia la grazia di camminare con la speranza di trovarci un giorno a quattr'occhi con Lui. E questa speranza, fratelli e sorelle, non delude”.