聆听教宗方济各
我们将通过这一博客,在一周之内发表教宗方济各讲话 的中文版、教宗每主日的三钟经祈祷讲话、周三例行公开接 见要理、每天清晨在圣女玛尔大之家的弥撒圣祭讲道。 教宗的讲话言简意赅、直入我们每个人的内心深处。他 的话不需要任何评论或者理论说教,只要认识了解、反思默 想足以

IN CAMMINO CON PAPA FRANCESCO
Con questo blog vorremmo mettere in circolazione, entro una settimana, anche in cinese,
le parole che Papa Francesco ci regala all’Angelus di ogni domenica, nella Udienza del Mercoledì, e nelle celebrazioni quotidiane di Santa Marta.
Papa Francesco parla in maniera chiara e diretta, parla al cuore di ognuno di noi. Le sue parole non hanno bisogno di commenti o teorie, ma di essere conosciute e meditate.
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在中国的讯息
Scritto da Gigi Di Sacco
il 12 10 2014 alle 22,05

ANGELUS,12 ottobre 2014

1

Mat 22, 1-14;

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Mat 22, 1-14;

Mat 22, 1-14

[1] Gesù riprese a parlar loro in parabole e disse: 

[2] "Il regno dei cieli è simile a un re che fece un banchetto di nozze per suo figlio. 

[3] Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non vollero venire. 

[4] Di nuovo mandò altri servi a dire: Ecco ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e i miei animali ingrassati sono già macellati e tutto è pronto; venite alle nozze. 

[5] Ma costoro non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari; 

[6] altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero. 

[7] Allora il re si indignò e, mandate le sue truppe, uccise quegli assassini e diede alle fiamme la loro città. 

[8] Poi disse ai suoi servi: Il banchetto nuziale è pronto, ma gli invitati non ne erano degni; 

[9] andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze. 

[10] Usciti nelle strade, quei servi raccolsero quanti ne trovarono, buoni e cattivi, e la sala si riempì di commensali. 

[11] Il re entrò per vedere i commensali e, scorto un tale che non indossava l'abito nuziale, 

[12] gli disse: Amico, come hai potuto entrare qui senz'abito nuziale? Ed egli ammutolì. 

[13] Allora il re ordinò ai servi: Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti. 

[14] Perché molti sono chiamati, ma pochi eletti”. 

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Il Regno di Dio non va ridotto a una "chiesetta", il Vangelo è per tutti
Prima dell'Angelus, Francesco commenta il brano di Matteo sull'invito del re a partecipare a un banchetto di nozze: un invito gratuito, largo e universale. Il Vangelo, respinto da qualcuno, trova un'accoglienza inaspettata in tanti altri cuori. La bontà di Dio non ha confini e non discrimina nessuno. 

L'intercessione di Maria per i cristiani perseguitati e per i lavori del Sinodo.
 La preghiera di Francesco per Genova: La Madonna della Guardia aiuterà la città a superare questa disgrazia.


Papa Francesco - La bontà di Dio "non ha confini e non discrimina nessuno, a tutti è data la possibilità di rispondere al suo invito, alla sua chiamata; nessuno ha il diritto di sentirsi privilegiato o di rivendicare un'esclusiva. Dobbiamo vincere l'abitudine di collocarci comodamente al centro, come facevano i capi dei sacerdoti e i farisei, per aprirci alle periferie, riconoscendo che anche chi sta ai margini è oggetto della generosità di Dio. Tutti siamo chiamati a non ridurre il Regno di Dio nei confini della 'chiesetta piccolina', che non serve, ma a dilatare la Chiesa alle dimensioni del Regno di Dio". Lo ha detto papa Francesco prima dell'Angelus.

Il pontefice commenta il testo evangelico, ovvero l'invito a un banchetto di nozze da parte di un re: "L'invito ha tre caratteristiche: la gratuità, la larghezza, l'universalità. Gli invitati sono tanti, ma avviene qualcosa di sorprendente: nessuno dei prescelti accetta di prendere parte alla festa, dicono che hanno altro da fare; anzi alcuni mostrano indifferenza, estraneità, perfino fastidio. Dio è buono verso di noi, ci offre gratuitamente la sua amicizia, la sua gioia, la salvezza, ma tante volte non accogliamo i suoi doni".

Tuttavia, di fronte al rifiuto dei primi invitati, "Egli non si scoraggia, non sospende la festa, ma ripropone l'invito allargandolo oltre ogni ragionevole limite e manda i suoi servi nelle piazze e ai crocicchi delle strade a radunare tutti quelli che trovano. Si tratta di gente qualunque, poveri, abbandonati e diseredati, addirittura buoni e cattivi, anche i cattivi sono invitati, senza distinzione. E la sala si riempie di 'esclusi'. Il Vangelo, respinto da qualcuno, trova un'accoglienza inaspettata in tanti altri cuori".

La bontà di Dio, infatti, non ha confini e non discrimina nessuno: a  tutti è data la possibilità di rispondere al suo invito, alla sua chiamata, e "nessuno ha il diritto di sentirsi privilegiato o di rivendicare un'esclusiva. Tutto questo ci induce a vincere l'abitudine di collocarci comodamente al centro, come facevano i capi dei sacerdoti e i farisei: questo non si deve fare. Noi dobbiamo per aprirci alle periferie, riconoscendo che anche chi sta ai margini, addirittura colui che è rigettato e disprezzato dalla società, è oggetto della generosità di Dio. Tutti siamo chiamati a non ridurre il Regno di Dio nei confini della "chiesetta", la nostra chiesetta piccoletta, non serve; ma a dilatare la Chiesa alle dimensioni del Regno di Dio".

Prima della preghiera mariana, il Papa affida all'intercessione di Maria Santissima "i drammi e le speranze di tanti nostri fratelli e sorelle che sono perseguitati a motivo della fede, e invochiamo la sua protezione anche sui lavori del Sinodo dei Vescovi riunito in questi giorni in Vaticano".

Subito dopo la recita dell'Angelus, Francesco ricorda la beatificazione di p. Francesco Zirano, morto per non aver voluto rinnegare la fede: "Rendiamo grazie a Dio per questo sacerdote e martire, eroico testimone del Vangelo. La sua coraggiosa fedeltà a Cristo è un atto di grande eloquenza, specialmente nell'attuale contesto di spietate persecuzioni contro i cristiani". Infine, un pensiero per le tremende alluvioni che hanno colpito Genova: "In questo momento, il nostro pensiero va alla città di Genova, un'altra volta duramente colpita dall'alluvione. Assicuro la mia preghiera per la vittima e per quanti hanno subito gravi danni. La Madonna della Guardia sostenga la cara popolazione genovese nell'impegno solidale per superare la dura prova [il Papa recita con la piazza un'Ave Maria].