聆听教宗方济各
我们将通过这一博客,在一周之内发表教宗方济各讲话 的中文版、教宗每主日的三钟经祈祷讲话、周三例行公开接 见要理、每天清晨在圣女玛尔大之家的弥撒圣祭讲道。 教宗的讲话言简意赅、直入我们每个人的内心深处。他 的话不需要任何评论或者理论说教,只要认识了解、反思默 想足以

IN CAMMINO CON PAPA FRANCESCO
Con questo blog vorremmo mettere in circolazione, entro una settimana, anche in cinese,
le parole che Papa Francesco ci regala all’Angelus di ogni domenica, nella Udienza del Mercoledì, e nelle celebrazioni quotidiane di Santa Marta.
Papa Francesco parla in maniera chiara e diretta, parla al cuore di ognuno di noi. Le sue parole non hanno bisogno di commenti o teorie, ma di essere conosciute e meditate.
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在中国的讯息
Scritto da Gigi Di Sacco
il 08 10 2014 alle 17,38

UDIENZA GENERALE, 8 ottobre 2014

Gv 17, 6-11

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Gv 17, 6-11

Gv 17, 6-11

[6] Ho fatto conoscere il tuo nome agli uomini che mi hai dato dal mondo. Erano tuoi e li hai dati a me ed essi hanno osservato la tua parola. 

[7] Ora essi sanno che tutte le cose che mi hai dato vengono da te, 

[8] perché le parole che hai dato a me io le ho date a loro; essi le hanno accolte e sanno veramente che sono uscito da te e hanno creduto che tu mi hai mandato. 

[9] Io prego per loro; non prego per il mondo, ma per coloro che mi hai dato, perché sono tuoi. 

[10] Tutte le cose mie sono tue e tutte le cose tue sono mie, e io sono glorificato in loro. 

[11] Io non sono più nel mondo; essi invece sono nel mondo, e io vengo a te. Padre santo, custodisci nel tuo nome coloro che mi hai dato, perché siano una cosa sola, come noi. 

 

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La storia ha separato i cristiani, ma siamo in cammino verso la riconciliazione e la comunione.
Durante il suo cammino nella storia, la Chiesa è tentata dal maligno, che cerca di dividerla, e purtroppo è stata segnata da separazioni gravi e dolorose. Dietro queste lacerazioni ci sono sempre la superbia 

e l'egoismo, che sono causa di ogni disaccordo e che ci rendono intolleranti, incapaci di ascoltare e di accettare chi ha una visione o una posizione diversa dalla nostra”. 


Papa Francesco - La storia ha separato i cristiani, "ma siamo in cammino verso la riconciliazione e la comunione!". Papa Francesco ha dedicato all'ecumenismo il discorso che ha rivolto alle 50mila persone presenti in piazza san Pietro per l'udienza generale, tra le quali, come sempre, è lungamente passato con la jeep bianca, sulla quale, a sorpresa, ha fatto salire anche due emozionati ragazzi.

"Durante il suo cammino nella storia - ha detto - la Chiesa è tentata dal maligno, che cerca di dividerla, e purtroppo è stata segnata da separazioni gravi e dolorose. Sono divisioni che a volte si sono protratte a lungo nel tempo, fino ad oggi, per cui risulta ormai difficile ricostruirne tutte le motivazioni e soprattutto trovare delle possibili soluzioni. Le ragioni che hanno portato alle fratture e alle separazioni possono essere le più diverse: dalle divergenze su principi dogmatici e morali e su concezioni teologiche e pastorali differenti, ai motivi politici e di convenienza, fino agli scontri dovuti ad antipatie e ambizioni personali... Quello che è certo è che, in un modo o nell'altro, dietro queste lacerazioni ci sono sempre la superbia e l'egoismo, che sono causa di ogni disaccordo e che ci rendono intolleranti, incapaci di ascoltare e di accettare chi ha una visione o una posizione diversa dalla nostra".

 " Molti si sono rassegnati a questa divisione - anche nella nostra Chiesa cattolica si sono rassegnati - che nel corso della storia è stata spesso causa di conflitti e di sofferenze, anche di guerre, eh! Questa è una vergogna! Anche oggi i rapporti non sono sempre improntati al rispetto e alla cordialità... Ma, mi domando: noi, come ci poniamo di fronte a tutto questo? Siamo anche noi rassegnati, se non addirittura indifferenti a questa divisione? Oppure crediamo fermamente che si possa e si debba camminare nella direzione della riconciliazione e della piena comunione? La piena comunione ... cioè poter partecipare tutti insieme al corpo e al sangue di Cristo".

"Le divisioni tra i cristiani mentre feriscono la Chiesa, feriscono Cristo, e noi divisi facciamo una ferita a Cristo: la Chiesa infatti è il corpo di cui Cristo è capo. Sappiamo bene quanto stesse a cuore a Gesù che i suoi discepoli rimanessero uniti nel suo amore. Basta pensare alle sue parole riportate nel capitolo diciassette del Vangelo di Giovanni, la preghiera rivolta al Padre nell'imminenza della passione: «Padre santo, custodiscili nel tuo nome, quello che mi hai dato, perché siano una sola cosa, come noi». Questa unità era già minacciata mentre Gesù era ancora tra i suoi: nel Vangelo, infatti, si ricorda che gli apostoli discutevano tra loro su chi fosse il più grande, il più importante. Il Signore, però, ha insistito tanto sull'unità nel nome del Padre, facendoci intendere che il nostro annuncio e la nostra testimonianza saranno tanto più credibili quanto più noi per primi saremo capaci di vivere in comunione e di volerci bene".

Di fronte alla realtà delle divisioni cge esistono ancora oggi, ha detto ancora il Papa, "c'è qualcosa che ognuno di noi, come membri della santa madre Chiesa, possiamo e dobbiamo fare? Senz'altro non deve mancare la preghiera, in continuità e in comunione con quella di Gesù, la preghiera per l'unità dei cristiani.  E insieme con la preghiera, il Signore ci chiede una rinnovata apertura: ci chiede di non chiuderci al dialogo e all'incontro, ma di cogliere tutto ciò che di valido e di positivo ci viene offerto anche da chi la pensa diversamente da noi o si pone su posizioni differenti. Ci chiede di non fissare lo sguardo su ciò che ci divide, ma piuttosto su quello che ci unisce, cercando di meglio conoscere e amare Gesù e di condividere la ricchezza del suo amore. E questo comporta concretamente l'adesione alla verità, insieme con la capacità di perdonarsi, di sentirsi parte della stessa famiglia cristiana, di considerarsi l'uno un dono per l'altro e fare insieme tante cose buone, tante opere di carità".

"È un dolore ma ci sono divisioni, ci sono cristiani divisi, ci siamo divisi fra noi. Ma tutti abbiamo qualcosa in comune: tutti crediamo in Gesù Cristo il Signore. Tutti crediamo nel Padre, nel Figlio e nello Spirito Santo, e terzo, tutti camminiamo insieme, siamo in cammino. Aiutiamoci l'un l'altro! Ma tu la pensi così, tu la pensi così ... Ma in tutte le comunità ci sono bravi teologi: che loro discutano, che loro cerchino la verità teologica perché è un dovere, ma noi camminiamo insieme, pregando l'uno per l'altro e facendo opere di carità. E così facciamo la comunione in cammino. Questo si chiama ecumenismo spirituale: camminare il cammino della vita tutti insieme nella nostra fede, in Gesù Cristo il Signore. Si dice che non si deve parlare di cose personali, ma non resisto alla tentazione. Stiamo parlando di comunione ... comunione tra noi. Ed oggi, io sono tanto grato al Signore perché oggi sono 70 anni che ho fatto la Prima Comunione. Ma fare la Prima Comunione tutti noi dobbiamo sapere che significa entrare in comunione con gli altri, in comunione con i fratelli della nostra Chiesa, ma anche in comunione con tutti quelli che appartengono a comunità diverse ma credono in Gesù. Ringraziamo il Signore per il nostro Battesimo, ringraziamo il Signore per la nostra comunione, e perché questa comunione finisca per essere di tutti, insieme".

: "Cari amici - ha concluso - andiamo avanti allora verso la piena unità! La storia ci ha separato, ma siamo in cammino verso la riconciliazione e la comunione! E questo è vero! E questo dobbiamo difenderlo! Tutti siamo in cammino verso la comunione. E quando la meta ci può sembrare troppo distante, quasi irraggiungibile, e ci sentiamo presi dallo sconforto, ci rincuori l'idea che Dio non può chiudere l'orecchio alla voce del proprio Figlio Gesù e non esaudire la sua e la nostra preghiera, affinché tutti i cristiani siano davvero una cosa sola”.