聆听教宗方济各
我们将通过这一博客,在一周之内发表教宗方济各讲话 的中文版、教宗每主日的三钟经祈祷讲话、周三例行公开接 见要理、每天清晨在圣女玛尔大之家的弥撒圣祭讲道。 教宗的讲话言简意赅、直入我们每个人的内心深处。他 的话不需要任何评论或者理论说教,只要认识了解、反思默 想足以

IN CAMMINO CON PAPA FRANCESCO
Con questo blog vorremmo mettere in circolazione, entro una settimana, anche in cinese,
le parole che Papa Francesco ci regala all’Angelus di ogni domenica, nella Udienza del Mercoledì, e nelle celebrazioni quotidiane di Santa Marta.
Papa Francesco parla in maniera chiara e diretta, parla al cuore di ognuno di noi. Le sue parole non hanno bisogno di commenti o teorie, ma di essere conosciute e meditate.
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在中国的讯息
Scritto da Gigi Di Sacco
il 06 10 2014 alle 20,48

Sinodo, 6 ottobre 2014

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Gv 17, 6-11

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Gv 17, 6-11

Gv 17, 6-11

[6] Ho fatto conoscere il tuo nome agli uomini che mi hai dato dal mondo. Erano tuoi e li hai dati a me ed essi hanno osservato la tua parola. 

[7] Ora essi sanno che tutte le cose che mi hai dato vengono da te, 

[8] perché le parole che hai dato a me io le ho date a loro; essi le hanno accolte e sanno veramente che sono uscito da te e hanno creduto che tu mi hai mandato. 

[9] Io prego per loro; non prego per il mondo, ma per coloro che mi hai dato, perché sono tuoi. 

[10] Tutte le cose mie sono tue e tutte le cose tue sono mie, e io sono glorificato in loro. 

[11] Io non sono più nel mondo; essi invece sono nel mondo, e io vengo a te. Padre santo, custodisci nel tuo nome coloro che mi hai dato, perché siano una cosa sola, come noi. 

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Papa Francesco: parlare chiaro, dire tutto, ascoltare con umiltà. 

Riproporre il messaggio cristiano sulla famiglia a un mondo che vuole solo "sentirsi bene"
Nella relazione di apertura dei lavori, il card. Erdo ha detto che in un mondo segnato dall'individualismo, 
la Chiesa non deve cedere al "catastrofismo o all'abdicazione", in quanto esiste "un patrimonio di fede ampio e condiviso". 
Non viene messa in questione la dottrina dell'indissolubilità del matrimonio" e il Sinodo non riguarda "le questioni dottrinali,
 ma le questioni pratiche", "di natura squisitamente pastorale".


 Papa Francesco- Proporre nuovamente al mondo "il fascino del messaggio cristiano" su matrimonio e famiglia, dando "risposte vere e piene di carità" e nell'ottica della misericordia a un mondo nel quale "molti percepiscono la loro vita non come un progetto, ma come una serie di momenti nei quali il valore supremo è di sentirsi bene, di stare bene. In tale visione ogni impegno stabile sembra temibile, l'avvenire appare come una minaccia, perché può accadere che nel futuro ci sentiremo peggio".

E' l'obiettivo che si propone l'Assemblea generale straordinaria del Sinodo dei vescovi, sul tema: Le sfide pastorali sulla famiglia nel contesto dell'evangelizzazione illustrato stamane dal relatore generale cardinale Péter Erdő, nella Relatio ante disceptationem, la relazione prima della discussione.

Prima del cardinale, aprendo i lavori papa Francesco in un breve discorso ha sottolineato che i padri sinodali portano "la voce delle Chiese particolari". "E' - ha aggiunto - una grande responsabilità: portare le realtà e le problematiche delle Chiese, per aiutarle a camminare su quella via che è il Vangelo della famiglia. Una condizione generale di base è questa: parlare chiaro. Nessuno dica: 'Questo non si può dire; penserà di me così o così...' Bisogna dire tutto ciò che si sente con parresia(libertà di dire tutto)e si deve "ascoltare con umiltà". Sono "le chiavi della sinodalità".

Da parte sua, il card. Erdo ha detto che in un mondo segnato dall'individualismo e da "una cultura dell'audio-visualità, dei sentimenti, delle esperienze emozionali, dei simboli", la Chiesa non deve cedere al "catastrofismo o all'abdicazione", in quanto esiste "un patrimonio di fede ampio e condiviso". Ad esempio: forme ideologiche come la teoria del gender o l'equiparazione delle unioni omosessuali al matrimonio tra uomo e donna non hanno consenso nella stragrande maggioranza dei cattolici, mentre pur "nella varietà dei contesti socio-culturali ci sia un consenso, più grande di quanto non appaia a prima vista, sul fatto che matrimonio e famiglia sono beni originari della cultura dell'umanità, patrimonio che deve essere custodito, promosso e, quando necessario, difeso". E "non viene messa in questione la dottrina dell'indissolubilità del matrimonio in quanto tale, essa è anzi incontestata e nella maggior parte osservata anche nella prassi pastorale della Chiesa con le persone che hanno fallito nel loro matrimonio e che cercano un nuovo inizio. Quindi, non le questioni dottrinali, ma le questioni pratiche - inseparabili d'altro canto dalle verità della fede - sono in discussione in questo Sinodo, di natura squisitamente pastorale".

Proprio l'accoglimento per i principi dottrinali e la dissociazione che se ne vede nella pratica evidenziano la necessità di una maggiore formazione, soprattutto per i fidanzati, affinché siano chiaramente consapevoli sia della dignità sacramentale del matrimonio, basato su "unicità, fedeltà e fecondità", sia del suo essere "un'istituzione della società". Pur minacciata da "fattori disgreganti", come il divorzio, l'aborto, le violenze, la povertà, gli abusi, "l'incubo" del precariato, lo squilibrio causato dalle migrazioni la famiglia resta sempre una "scuola di umanità": "D'altra parte, la famiglia è quasi l'ultima realtà umana accogliente in un mondo determinato pressoché esclusivamente dalla finanza e dalla tecnologia. Una nuova cultura della famiglia può essere il punto di partenza per una rinnovata civiltà umana".

E "va sottolineato che il Vangelo della famiglia è prima di tutto buona novella di una grazia donata dallo Spirito nel sacramento del matrimonio: è possibilità nuova offerta alla fragilità dell'uomo, da accogliere e celebrare con gioia e gratitudine, a livello sia personale, che comunitario. Gli obblighi derivanti dal matrimonio non vanno certamente dimenticati, ma evidenziati come esigenze del dono, che lo stesso dono rende possibili".

Quanto alle situazioni matrimoniali difficili la Chiesa è una "casa paterna" anche  nei loro confronti. E' necessaria una "rinnovata ed adeguata azione di pastorale familiare", soprattutto per farli sentire amati da Dio e dalla comunità ecclesiale, in un'ottica misericordiosa che non cancelli, però, "verità e giustizia". "Dio infatti non si stanca mai di perdonare al peccatore che si converte, e non si stanca di dargli sempre di nuovo una possibilità. Questa misericordia non significa giustificazione del peccato, ma giustificazione del peccatore però nella misura in cui si converte e si propone di non peccare più".

La misericordia non toglie quindi neppure gli impegni che nascono dal vincolo matrimoniale. Questi continuano a sussistere anche quando l'amore umano si è affievolito o è cessato. "Ciò significa che, nel caso di un matrimonio sacramentale (consumato), dopo un divorzio, mentre il primo coniuge è ancora in vita, non è possibile un secondo matrimonio riconosciuto dalla Chiesa".