聆听教宗方济各
我们将通过这一博客,在一周之内发表教宗方济各讲话 的中文版、教宗每主日的三钟经祈祷讲话、周三例行公开接 见要理、每天清晨在圣女玛尔大之家的弥撒圣祭讲道。 教宗的讲话言简意赅、直入我们每个人的内心深处。他 的话不需要任何评论或者理论说教,只要认识了解、反思默 想足以

IN CAMMINO CON PAPA FRANCESCO
Con questo blog vorremmo mettere in circolazione, entro una settimana, anche in cinese,
le parole che Papa Francesco ci regala all’Angelus di ogni domenica, nella Udienza del Mercoledì, e nelle celebrazioni quotidiane di Santa Marta.
Papa Francesco parla in maniera chiara e diretta, parla al cuore di ognuno di noi. Le sue parole non hanno bisogno di commenti o teorie, ma di essere conosciute e meditate.
HOME - 主页     FOTO - 照片     RICERCA - 搜索     MOBILE - 移动

博客归档 - Archivio blog

Angelus
三钟经


Regina Coeli
天皇后喜乐经


Biografia
生平简历


Costituzioni Apostoliche
宗座宪章


Discorsi
讲话


Encicliche
通谕


Esortazioni Apostoliche
宗座劝谕


Interviste
采访


Lettere
书信


Lettere Apostoliche
宗座书函


Messaggi
文告


Motu Proprio
自动诏书


Omelie
弥撒讲道


Preghiere
祈祷


Santa Marta
圣女玛尔大之家


Udienze
周三公开接见


Viaggi
出访


Servizi
服务


SPECIALE TERRA SANTA
圣地专题报道


在中国的讯息
Scritto da Gigi Di Sacco
il 05 10 2014 alle 23,49

Omelia per l’aperture del Sinodo, 5 ottobre 2014

Isaia 5,1-7; Fil 4,6-9;Mt 21,33-43

chiudi

Isaia 5,1-7; Fil 4,6-9;Mt 21,33-43

Isaia 5,1-7

 

[1] Canterò per il mio diletto 
il mio cantico d'amore per la sua vigna. 
Il mio diletto possedeva una vigna 
sopra un fertile colle. 

[2] Egli l'aveva vangata e sgombrata dai sassi 
e vi aveva piantato scelte viti; 
vi aveva costruito in mezzo una torre 
e scavato anche un tino. 
Egli aspettò che producesse uva, 
ma essa fece uva selvatica. 

[3] Or dunque, abitanti di Gerusalemme 
e uomini di Giuda, 
siate voi giudici fra me e la mia vigna. 

[4] Che cosa dovevo fare ancora alla mia vigna 
che io non abbia fatto? 
Perché, mentre attendevo che producesse uva, 
essa ha fatto uva selvatica? 

[5] Ora voglio farvi conoscere 
ciò che sto per fare alla mia vigna: 
toglierò la sua siepe 
e si trasformerà in pascolo; 
demolirò il suo muro di cinta 
e verrà calpestata. 

[6] La renderò un deserto, 
non sarà potata né vangata 
e vi cresceranno rovi e pruni; 
alle nubi comanderò di non mandarvi la pioggia. 

[7] Ebbene, la vigna del Signore degli eserciti 
è la casa di Israele; 
gli abitanti di Giuda 
la sua piantagione preferita. 
Egli si aspettava giustizia 
ed ecco spargimento di sangue, 
attendeva rettitudine 
ed ecco grida di oppressi. 

 

 

Fil 4,6-9

 

[6] Non angustiatevi per nulla, ma in ogni necessità esponete a Dio le vostre richieste, con preghiere, suppliche e ringraziamenti; 

[7] e la pace di Dio, che sorpassa ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e i vostri pensieri in Cristo Gesù. 

[8] In conclusione, fratelli, tutto quello che è vero, nobile, giusto, puro, amabile, onorato, quello che è virtù e merita lode, tutto questo sia oggetto dei vostri pensieri. 

[9] Ciò che avete imparato, ricevuto, ascoltato e veduto in me, è quello che dovete fare. E il Dio della pace sarà con voi! 

 

 

Mt 21,33-43

 

[33] Ascoltate un'altra parabola: C'era un padrone che piantò una vigna e la circondò con una siepe, vi scavò un frantoio, vi costruì una torre, poi l'affidò a dei vignaioli e se ne andò. 

[34] Quando fu il tempo dei frutti, mandò i suoi servi da quei vignaioli a ritirare il raccolto. 

[35] Ma quei vignaioli presero i servi e uno lo bastonarono, l'altro lo uccisero, l'altro lo lapidarono. 

[36] Di nuovo mandò altri servi più numerosi dei primi, ma quelli si comportarono nello stesso modo. 

[37] Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: Avranno rispetto di mio figlio! 

[38] Ma quei vignaioli, visto il figlio, dissero tra sé: Costui è l'erede; venite, uccidiamolo, e avremo noi l'eredità. 

[39] E, presolo, lo cacciarono fuori della vigna e l'uccisero. 

[40] Quando dunque verrà il padrone della vigna che farà a quei vignaioli?". 

[41] Gli rispondono: "Farà morire miseramente quei malvagi e darà la vigna ad altri vignaioli che gli consegneranno i frutti a suo tempo". 

[42] E Gesù disse loro: "Non avete mai letto nelle Scritture: 
La pietra che i costruttori hanno scartata 
è diventata testata d'angolo; 
dal Signore è stato fatto questo 
ed è mirabile agli occhi nostri? 

[43] Perciò io vi dico: vi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che lo farà fruttificare. 

 

chiudi

Il sogno di Dio si scontra sempre con l'ipocrisia di alcuni suoi servitori
Alla messa di apertura del Sinodo su "Le sfida pastorali sulla famiglia nel contesto dell'evangelizzazione”, 
papa Francesco mette in guardia dalla cupidigia e dalla superbia, dal mettere "pesi insopportabili" sulle spalle della gente e 
dal considerare "la fede della Chiesa" come "proprietà”. 
Lasciarsi guidare dallo Spirito per non "frustrare" il sogno di Dio. 
Presenti i 253 membri dell'assise sinodale, compresi 18 membri dall'Asia e 14 coppie di sposati da tutto il mondo. 


Papa Francesco-  "Il sogno di Dio si scontra sempre con l'ipocrisia di alcuni suoi servitori": è una messa in guardia a non farsi guidare dalla "ipocrisia", dalla "cupidigia",  dalla "superbia" quella che papa Francesco ha lanciato oggi all'apertura del Sinodo dei vescovi che ha a tema "Le sfide pastorali sulla famiglia nel contesto dell'evangelizzazione". Il Sinodo durerà fino al 19 ottobre. Alla messa d'inizio, celebrata stamane nella basilica di san Pietro, hanno partecipato cardinali, patriarchi, vescovi, sacerdoti, laici. Fra essi sono compresi i 253 membri del raduno sinodale, in cui vi sono 18 membri dell'Asia e 14 coppie di sposi da diverse parti del mondo.

La foltissima rappresentanza da tutte le Chiese del pianeta - a cui si aggiungono gli ospiti delle Chiese fraterne, ortodossi e protestanti - è stata voluta dal pontefice per giungere con più concretezza e vicinanza alle situazioni delle famiglie nel mondo e trovare mezzi pastorali più adeguati ad affrontare i problemi.

Per questo, per la prima volta, in preparazione al Sinodo, ogni diocesi e congregazione ha risposto a un lungo questionario che fotografava difficoltà, situazioni, metodi pastorali. Fra i problemi emersi vi è senz'altro la secolarizzazione che soffoca la vita delle famiglie, e che mette a rischio la sua capacità di trasmettere la fede alle nuove generazioni. Ma vi è anche l'allontanamento dalla dogmatica e dalla disciplina ecclesiale su matrimonio e vita coniugale, oltre che il sorgere di unioni di fatto fra persone di sesso diverso o dello stesso sesso, che vivono ai margini o all'esterno della Chiesa, dando luogo a nuove generazioni che non conoscono per nulla l'annuncio cristiano.

Nei media il dibattito preparatorio al Sinodo si è concentrato sul tema della comunione ai divorziati e su un possibile sacramento per i risposati, con cardinali e teologi che in nome della misericordia, vorrebbero far accostare ai sacramenti queste persone che hanno rotto il vincolo coniugale precedente. Dall'altra parte vi sono cardinali e teologi che in nome della verità e della tradizione ecclesiale ribadiscono il valore indissolubile del matrimonio, escludendo dai sacramenti chi ha rotto il vincolo, pur non emarginandoli.

Papa Francesco sembrerebbe propendere verso la prima posizione, quella della misericordia, anche se finora non si è espresso con chiarezza. In ogni caso egli sottolinea di continuo che le nuove situazioni di crisi del matrimonio tradizionale hanno bisogno della presenza della Chiesa.

Nell'omelia di oggi il pontefice ha commentato la liturgia (XXVII domenica per annum A), che presenta la vigna curata e amata dal Signore, che produce solo "acini acerbi" (Isaia 5,1-7).

"La vigna del Signore - ha detto -  è il suo "sogno", il progetto che Egli coltiva con tutto il suo amore, come un contadino si prende cura del suo vigneto. La vite è una pianta che richiede molta cura! Il "sogno" di Dio è il suo popolo: Egli lo ha piantato e lo coltiva con amore paziente e fedele, perché diventi un popolo santo, un popolo che porti tanti buoni frutti di giustizia.

Ma sia nell'antica profezia, sia nella parabola di Gesù, il sogno di Dio viene frustrato. Isaia dice che la vigna, tanto amata e curata, «ha prodotto acini acerbi» (5,2.4), mentre Dio «si aspettava giustizia ed ecco spargimento di sangue, attendeva rettitudine ed ecco grida di oppressi» (v. 7)".

La parabola del Vangelo (Matteo 21, 33-43), lo porta a mettere in luce un aspetto ulteriore: "Nel Vangelo.. sono i contadini a rovinare il progetto del Signore: essi non fanno il loro lavoro, ma pensano ai loro interessi".

"Gesù - ha aggiunto - con la sua parabola, si rivolge ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo, cioè ai 'saggi', alla classe dirigente. Ad essi in modo particolare Dio ha affidato il suo 'sogno', cioè il suo popolo, perché lo coltivino, ne abbiano cura, lo custodiscano dagli animali selvatici. Questo è il compito dei capi del popolo: coltivare la vigna con libertà, creatività e operosità".

I "saggi" e la "classe dirigente" sono un evidente accenno ai membri sinodali, composto per la maggior parte da autorità ecclesiastiche. Il papa sembra condannare chi rimane troppo legato a regole e schemi asfissianti, ma anche chi manipola la fede della Chiesa come se fosse sua proprietà: "Dice Gesù che però quei contadini si sono impadroniti della vigna; per la loro cupidigia e superbia vogliono fare di essa quello che vogliono, e così tolgono a Dio la possibilità di realizzare il suo sogno sul popolo che si è scelto. La tentazione della cupidigia è sempre presente. La troviamo anche nella grande profezia di Ezechiele sui pastori (cfr cap. 34), commentata da sant'Agostino in un suo celebre Discorso che abbiamo appena riletto nella Liturgia delle Ore. Cupidigia di denaro e di potere. E per saziare questa cupidigia i cattivi pastori caricano sulle spalle della gente pesi insopportabili che loro non muovono neppure con un dito (cfr Mt 23,4)".

"Anche noi - ha aggiunto - nel Sinodo dei Vescovi, siamo chiamati a lavorare per la vigna del Signore. Le Assemblee sinodali non servono per discutere idee belle e originali, o per vedere chi è più intelligente... Servono per coltivare e custodire meglio la vigna del Signore, per cooperare al suo sogno, al suo progetto d'amore sul suo popolo. In questo caso, il Signore ci chiede di prenderci cura della famiglia, che fin dalle origini è parte integrante del suo disegno d'amore per l'umanità.

Noi siamo tutti peccatori e anche per noi ci può essere la tentazione di 'impadronirci' della vigna, a causa della cupidigia che non manca mai in noi esseri umani. Il sogno di Dio si scontra sempre con l'ipocrisia di alcuni suoi servitori. Noi possiamo 'frustrare' il sogno di Dio se non ci lasciamo guidare dallo Spirito Santo. Lo Spirito ci dona la saggezza che va oltre la scienza, per lavorare generosamente con vera libertà e umile creatività".

"Fratelli sinodali - ha concluso - per coltivare e custodire bene la vigna, bisogna che i nostri cuori e le nostre menti siano custoditi in Gesù Cristo dalla «pace di Dio che supera ogni intelligenza», come dice san Paolo (Fil 4,7). Così i nostri pensieri e i nostri progetti saranno conformi al sogno di Dio: formarsi un popolo santo che gli appartenga e che produca i frutti del Regno di Dio (cfr Mt 21,43)".