聆听教宗方济各
我们将通过这一博客,在一周之内发表教宗方济各讲话 的中文版、教宗每主日的三钟经祈祷讲话、周三例行公开接 见要理、每天清晨在圣女玛尔大之家的弥撒圣祭讲道。 教宗的讲话言简意赅、直入我们每个人的内心深处。他 的话不需要任何评论或者理论说教,只要认识了解、反思默 想足以

IN CAMMINO CON PAPA FRANCESCO
Con questo blog vorremmo mettere in circolazione, entro una settimana, anche in cinese,
le parole che Papa Francesco ci regala all’Angelus di ogni domenica, nella Udienza del Mercoledì, e nelle celebrazioni quotidiane di Santa Marta.
Papa Francesco parla in maniera chiara e diretta, parla al cuore di ognuno di noi. Le sue parole non hanno bisogno di commenti o teorie, ma di essere conosciute e meditate.
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在中国的讯息
Scritto da Gigi Di Sacco
il 20 09 2014 alle 19,47

Discorso ai nuovi vescovi, 20/09/2014

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Ricevendo i vescovi di recente nomina, riuniti da tutto il mondo a Roma per un seminario organizzato da Propaganda Fide. Papa Francesco dedica un passaggio del suo discorso ai pastori del gregge cinese:

"In fondo al cuore, auspico che non sia lontano il giorno in cui possano unirsi a noi. 
Anche se a volte possono avere l'impressione di essere soli, più forte è la certezza che e loro sofferenze porteranno frutto - e gran frutto! - per il bene dei loro fedeli, dei loro concittadini e di tutta la Chiesa.
 


  •  
    Papa FrancescoIl ricordo di Francesco per i vescovi cinesi è avvenuto quasi alla fine dell'incontro. "Mentre mi rivolgo a voi - ha detto -  non posso fare a meno di andare con il mio pensiero a quei Confratelli che, per varie ragioni, non sono qui con noi. A tutti mando un saluto fraterno e benedicente. Come vorrei, ad esempio, che i Vescovi cinesi ordinati negli anni recenti fossero presenti all'incontro di oggi! In fondo al cuore, però, auspico che non sia lontano quel giorno! Desidero assicurarli non solo della mia e della nostra solidarietà, ma anche di quella dell'Episcopato mondiale perché, nella comune fede, sentano che, se a volte possono avere l'impressione di essere soli, più forte è la certezza che le loro sofferenze porteranno frutto - e gran frutto! - per il bene dei loro fedeli, dei loro concittadini e di tutta la Chiesa".

In precedenza, il Papa aveva spronato i vescovi a guardare e rispondere alla missione fondamentale della Chiesa: annunciare il Vangelo. Per farlo, citando la Evangelii Gaudium, Francesco ha sottolineato come oggi si avverta " l'imperiosa necessità di una conversione missionaria (cfr 19-49);una conversione che riguarda ogni battezzato e ogni parrocchia, ma che naturalmente i Pastori sono chiamati a vivere e testimoniare per primi". Al centro di questa conversione missionaria, ha aggiunto, "c'è il servizio all'umanità, a imitazione del suo Signore che ha lavato i piedi ai suoi discepoli. La Chiesa, in quanto comunità evangelizzatrice, è chiamata a crescere nella prossimità, ad accorciare le distanze, ad abbassarsi fino all'umiliazione se è necessario e assumere la vita umana, toccando la carne sofferente di Cristo nel popolo (cfr Esort. ap. Evangelii gaudium, 24)".

"Esempio luminoso" di tale servizio pastorale "sono i santi Martiri coreani, Andrea Kim Taegon, sacerdote, Paolo Chong Hasang e Compagni, la cui memoria liturgica celebriamo proprio oggi. Ancorati in Cristo, Buon Pastore, essi non hanno esitato a versare il proprio sangue per il Vangelo, di cui erano dispensatori fedeli e testimoni eroici". La Chiesa, quindi, "ha bisogno di Pastori, cioè servitori, di Vescovi che sappiano mettersi in ginocchio davanti agli altri per lavare loro i piedi. Pastori vicini alla gente, padri e fratelli miti, pazienti e misericordiosi; che amano la povertà, sia come libertà per il Signore sia come semplicità e austerità di vita. Voi siete chiamati a sorvegliare incessantemente il gregge a voi affidato, per mantenerlo unito e fedele al Vangelo e alla Chiesa. Sforzatevi di dare un autentico impulso missionario alle vostre Comunità diocesane, perché crescano sempre di più con nuovi membri, grazie alla vostra testimonianza di vita e al vostro ministero episcopale esercitato come servizio al Popolo di Dio. Siate vicini ai vostri sacerdoti, curate la vita religiosa, amate i poveri".

Il papa ha concluso con un pensiero anche al prossimo Sinodo sulla famiglia che si aprirà a Roma il prossimo 5 ottobre: "Mi piace sottolineare con voi che le famiglie sono alla base dell'opera evangelizzatrice, con la loro missione educativa e con la partecipazione attiva alla vita delle comunità parrocchiali. Vi incoraggio a promuovere la pastorale familiare, affinché le famiglie, accompagnate e formate, possano dare sempre meglio il loro apporto alla vita della Chiesa e della società”. 

 

A braccio fuori dal testo ufficiale

 

 

 

Nell’incontro coi nuovi vescovi delle ex terre di missione, con parole fuori programma Papa Francesco ha parlato sulla condizione del ”vecchio continente" e sull’episcopato cinese.

 

Le Chiese nuove devono sostenere l’Europa con le preghiere e anche con l’aiuto, affinché si riprenda. Perché il Continente europeo è «un po’ “invecchiato”», la «madre Europa» sembra diventata «nonna Europa», e così, in un certo senso, anche Chiese e Paesi avvezzi a far conto sulla propria “centralità” sono diventati «periferia». Con bonarietà venata di umorismo, il Successore di Pietro venuto da Buenos Aires ha ricordato ancora una volta che il dinamismo apostolico della Chiesa si emancipa per natura propria da ogni ridotta prospettiva «eurocentrica» o «occidentale». Lo ha fatto con poche battute a braccio, durante l’incontro avuto questa mattina nel Palazzo apostolico con 95 nuovi vescovi ordinati nell’ultimo anno in circoscrizioni ecclesiastiche asiatiche, africane e latinoamericane affidate alla cura della Congregazione di Propaganda Fide. 

«Penso a tanti Paesi dell’Europa» ha sottolineato Papa Bergoglio «che sono stati generosi nell’invio di missionari e adesso non hanno sacerdoti, non hanno preti, non hanno suore. E questo è un segno di invecchiamento: è una periferia». Un segno che anche quella radicata da millenni in Europa è una Chiesa «che ha bisogno di preghiera e di aiuto».

Nel breve intervento estemporaneo, dopo aver tirato in ballo il “Vecchio Continente”, lo sguardo del Papa si è allargato alla complessa condizione vissuta dalla Chiesa in Cina. Rivolto ai nuovi vescovi giunti a Roma da tre continenti, Papa Francesco ha chiesto di pregare «per la Chiesa della Cina, per i nuovi vescovi della Cina». Anche loro – ha aggiunto il Pontefice alludendo alle delicate e a volte dolorose condizioni in cui i vescovi cinesi sono chiamati a esercitare il proprio ministero  - «hanno fatto un corso, ma non come il vostro. Loro fanno un altro corso, “esistenziale”, un altro metodo, che la Provvidenza ha scelto per loro. Preghiamo perché le cose possano andare bene» ha aggiunto il Papa, con un accenno di speranza per il futuro della Chiesa in Cina «e questa periferia possa venire per incontrarci tutti». 

Nel discorso preparato per l’incontro, il Papa aveva indirizzato ai vescovi presenti in Cina Popolare altre espressioni degne di nota. «Come vorrei» si legge nel testo diffuso dalla Sala Stampa vaticana «che i Vescovi cinesi ordinati negli anni recenti fossero presenti all’incontro di oggi! In fondo al cuore, però, auspico che non sia lontano quel giorno!». Il successore di Pietro ha tenuto a rassicurare i successori degli Apostoli sparsi nell’ex-“Celeste Impero” «non solo della mia e della nostra solidarietà, ma anche di quella dell’Episcopato mondiale». Se i vescovi cinesi «a volte possono avere l’impressione di essere soli», sappiano che il Papa prega affinché anche in loro, «nella comune fede», prevalga «la certezza che le loro sofferenze porteranno frutto – e gran frutto! – per il bene dei loro fedeli, dei loro concittadini e di tutta la Chiesa».