聆听教宗方济各
我们将通过这一博客,在一周之内发表教宗方济各讲话 的中文版、教宗每主日的三钟经祈祷讲话、周三例行公开接 见要理、每天清晨在圣女玛尔大之家的弥撒圣祭讲道。 教宗的讲话言简意赅、直入我们每个人的内心深处。他 的话不需要任何评论或者理论说教,只要认识了解、反思默 想足以

IN CAMMINO CON PAPA FRANCESCO
Con questo blog vorremmo mettere in circolazione, entro una settimana, anche in cinese,
le parole che Papa Francesco ci regala all’Angelus di ogni domenica, nella Udienza del Mercoledì, e nelle celebrazioni quotidiane di Santa Marta.
Papa Francesco parla in maniera chiara e diretta, parla al cuore di ognuno di noi. Le sue parole non hanno bisogno di commenti o teorie, ma di essere conosciute e meditate.
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Scritto da Gigi Di Sacco
il 14 09 2014 alle 17,13

Omelia, 14 settembre 2014

Num 21,4-9; Fil 2,6-11; Gv 3,13-17

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Num 21,4-9; Fil 2,6-11; Gv 3,13-17

Num 21,4-9

[4] Poi gli Israeliti partirono dal monte Cor, dirigendosi verso il Mare Rosso per aggirare il paese di Edom. Ma il popolo non sopportò il viaggio. 

[5] Il popolo disse contro Dio e contro Mosè: "Perché ci avete fatti uscire dall'Egitto per farci morire in questo deserto? Perché qui non c'è né pane né acqua e siamo nauseati di questo cibo così leggero". 

[6] Allora il Signore mandò fra il popolo serpenti velenosi i quali mordevano la gente e un gran numero d'Israeliti morì. 

[7] Allora il popolo venne a Mosè e disse: "Abbiamo peccato, perché abbiamo parlato contro il Signore e contro di te; prega il Signore che allontani da noi questi serpenti". Mosè pregò per il popolo. 

[8] Il Signore disse a Mosè: "Fatti un serpente e mettilo sopra un'asta; chiunque, dopo essere stato morso, lo guarderà resterà in vita". 

[9] Mosè allora fece un serpente di rame e lo mise sopra l'asta; quando un serpente aveva morso qualcuno, se questi guardava il serpente di rame, restava in vita. 

Fil 2,6-11

[6] il quale, pur essendo di natura divina, non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio; 

[7] ma spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo e divenendo simile agli uomini; apparso in forma umana, 

[8] umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce. 

[9] Per questo Dio l'ha esaltato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni altro nome; 

[10] perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra; 

[11] e ogni lingua proclami che Gesù Cristo è il Signore, a gloria di Dio Padre. 

Gv 3,13-17

[13] Eppure nessuno è mai salito al cielo, fuorchè il Figlio dell'uomo che è disceso dal cielo. 

[14] E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell'uomo, 

[15] perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna". 

[16] Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna. 

[17] Dio non ha mandato il Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo si salvi per mezzo di lui. 

 

 

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L'amore di Cristo mantiene l'amore degli sposi e lo rinnova quando umanamente si perde
Papa Francesco celebra la messa per 20 coppie che si uniscono in matrimonio.

Alcune di loro convivono da tempo e hanno dei figli. Le famiglie sono "i mattoni per la costruzione della società”. 
L'amore misericordioso che sgorga dalla croce guarisce "dalle tentazioni dello scoraggiamento, dell'infedeltà, della regressione, dell'abbandono”. 
Un consiglio a braccio: Anche se litigate, non concludete la giornata senza riconciliarvi.


 Papa Francesco- "L'amore di Gesù, che ha benedetto e consacrato l'unione degli sposi, è in grado di mantenere il loro amore e di rinnovarlo quando umanamente si perde, si lacera, di esaurisce". E' il conforto che papa Francesco ha dato oggi a 20 coppie di giovani che hanno celebrato il matrimonio nella basilica di san Pietro, alla messa presieduta dal papa. Alcune delle coppie convivevano da tempo e hanno già dei figli.

La cerimonia, la prima nel pontificato di Francesco, è nata dal suo desiderio di poter celebrare dei matrimoni. La sua richiesta è stata girata a tutti i parroci della diocesi di Roma che hanno scelto una coppia che avrebbe espresso il suo sì nella basilica di san Pietro, con la benedizione del papa.

La messa è coincisa con la festa dell'esaltazione della Croce.  Nella sua omelia, Francesco, riferendosi alla prima lettura (Num 21,4-9), ha parlato del "popolo nel deserto" come composto soprattutto da famiglie. "Questo popolo fa pensare alla Chiesa in cammino nel deserto del mondo di oggi, al Popolo di Dio, che è composto in maggior parte da famiglie. Questo fa pensare alle famiglie, le nostre famiglie, in cammino sulle strade della vita, nella storia di ogni giorno... E' incalcolabile la forza, la carica di umanità contenuta in una famiglia: l'aiuto reciproco, l'accompagnamento educativo, le relazioni che crescono con il crescere delle persone, la condivisione delle gioie e delle difficoltà... Le famiglie sono il primo luogo in cui noi ci formiamo come persone e nello stesso tempo sono i 'mattoni' per la costruzione della società".

Ad un certo punto, "il popolo non sopportò il viaggio... C'è la tentazione di tornare indietro, di abbandonare il cammino".

"Viene da pensare - ha commentato il pontefice - alle coppie di sposi che 'non sopportano il viaggio' della vita coniugale e familiare. La fatica del cammino diventa una stanchezza interiore; perdono il gusto del Matrimonio, non attingono più l'acqua dalla fonte del Sacramento. La vita quotidiana diventa pesante, 'nauseante'. In quel momento di smarrimento - dice la Bibbia - arrivano i serpenti velenosi che mordono la gente, e tanti muoiono".

Dio dà il rimedio: un serpente di bronzo su un'asta: "chiunque lo guarda viene guarito dal veleno mortale".

"Che cosa significa questo simbolo? Dio non elimina i serpenti, ma offre un 'antidoto': attraverso quel serpente di bronzo, fatto da Mosè, Dio trasmette la sua forza di guarigione, che è la sua misericordia, più forte del veleno del tentatore".

"Gesù - continua - come abbiamo ascoltato nel Vangelo, si è identificato con questo simbolo: il Padre, infatti, per amore ha «dato» Lui, il Figlio Unigenito, agli uomini perché abbiano la vita.... Chi si affida a Gesù crocifisso riceve la misericordia di Dio che guarisce dal veleno mortale del peccato".

"Il rimedio che Dio offre al popolo - spiega - vale anche, in particolare, per gli sposi che "non sopportano il cammino" e vengono morsi dalle tentazioni dello scoraggiamento, dell'infedeltà, della regressione, dell'abbandono... Anche a loro Dio Padre dona il suo Figlio Gesù, non per condannarli, ma per salvarli: se si affidano a Lui, li guarisce con l'amore misericordioso che sgorga dalla sua Croce, con la forza di una grazia che rigenera e rimette in cammino sulla strada della vita coniugale e familiare".

"L'amore di Gesù, che ha benedetto e consacrato l'unione degli sposi - ha concluso - è in grado di mantenere il loro amore e di rinnovarlo quando umanamente si perde, si lacera, di esaurisce. L'amore di Cristo può restituire agli sposi la gioia di camminare insieme; perché questo è il matrimonio: il cammino insieme di un uomo e di una donna, in cui l'uomo ha il compito di aiutare la moglie ad essere più donna, e la donna ha il compito di aiutare il marito ad essere più uomo. E' la reciprocità delle differenze. Non è un cammino liscio, senza conflitti, no, non sarebbe umano. E' un viaggio impegnativo, a volte difficile, a volte anche conflittuale, ma questa è la vita! Il matrimonio è simbolo della vita, della vita reale, non è una "fiction"! E' sacramento dell'amore di Cristo e della Chiesa, un amore che trova nella Croce la sua verifica e la sua garanzia".

A braccio poi ha aggiunto: "Nel matrimonio vi sono litigi, è la vita. Ma non permettetevi di concludere la giornata senza riconciliarvi”.