聆听教宗方济各
我们将通过这一博客,在一周之内发表教宗方济各讲话 的中文版、教宗每主日的三钟经祈祷讲话、周三例行公开接 见要理、每天清晨在圣女玛尔大之家的弥撒圣祭讲道。 教宗的讲话言简意赅、直入我们每个人的内心深处。他 的话不需要任何评论或者理论说教,只要认识了解、反思默 想足以

IN CAMMINO CON PAPA FRANCESCO
Con questo blog vorremmo mettere in circolazione, entro una settimana, anche in cinese,
le parole che Papa Francesco ci regala all’Angelus di ogni domenica, nella Udienza del Mercoledì, e nelle celebrazioni quotidiane di Santa Marta.
Papa Francesco parla in maniera chiara e diretta, parla al cuore di ognuno di noi. Le sue parole non hanno bisogno di commenti o teorie, ma di essere conosciute e meditate.
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在中国的讯息
Scritto da Gigi Di Sacco
il 14 09 2014 alle 07,16

A Redipuglia, 13 settembre 2014

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La guerra è follia, affaristi delle armi come Caino

La Messa presieduta dal Papa al Sacrario militare di Redipuglia

“La guerra è follia”: dal Sacrario di Redipuglia, in provincia di Gorizia, nel centenario dell’inizio della Prima Guerra Mondiale, il Papa chiede all’umanità la conversione del cuore, perché oggi si sta combattendo una terza grande guerra, “con crimini, massacri, distruzioni”.

Papa Francesco-Nella Messa celebrata sotto la pioggia davanti ad almeno 15 mila persone, ha pregato per i caduti di tutte le guerre. 320 concelebranti, 60 vescovi, di cui 13 ordinari militari. La liturgia è stata animata dai seminaristi dell’Ordinariato militare e del Friuli. Presenti delegazioni provenienti da Ungheria, Slovacchia, Slovenia, Austria e Croazia, oltre ad una decina di rappresentanti della comunità islamica in Italia. 

“… la guerra è una follia. Mentre Dio porta avanti la sua creazione, e noi uomini siamo chiamati a collaborare alla sua opera, la guerra distrugge. Distrugge anche ciò che Dio ha creato di più bello: l’essere umano. La guerra stravolge tutto, anche il legame tra i fratelli. La guerra è folle, il suo piano di sviluppo è la distruzione…”.

La guerra è una follia. Dal Sacrario di Redipuglia in Friuli Venezia Giulia dove riposano 100 mila vittime della Prima Guerra mondiale, il Papa chiede all’umanità la conversione dei cuori davanti alla violenza dell’uomo. E davanti al cuore corrotto dell’uomo l’umanità deve riconoscere gli errori, chiedere perdono e piangere:

“La cupidigia, l’intolleranza, l’ambizione al potere… sono motivi che spingono avanti la decisione bellica, e questi motivi sono spesso giustificati da un’ideologia; ma prima c’è la passione, c’è l’impulso distorto. L’ideologia è una giustificazione, e quando non c’è un’ideologia, c’è la risposta di Caino: ‘A me che importa del mio fratello?’: a me che importa … . «Sono forse io il custode di mio fratello?» (Gen 4,9). La guerra non guarda in faccia a nessuno: vecchi, bambini, mamme, papà… ‘A me che importa?’.”

Atterrato sotto la pioggia all’aeroporto di Ronchi dei Legionari, Francesco si è recato, come primo atto di pace, a pregare al cimitero di Fogliano, che ospita oltre 14 mila caduti austro-ungarici, molti ancora senza nome, raccolti dai vari cimiteri di guerra, dismessi, della zona. E nell'omelia al Sacrario il Papa ha detto:

“Anche oggi le vittime sono tante… Come è possibile questo? E’ possibile perché anche oggi dietro le quinte ci sono interessi, piani geopolitici, avidità di denaro e di potere, c’è l’industria delle armi, che sembra essere tanto importante! E questi pianificatori del terrore, questi organizzatori dello scontro, come pure gli imprenditori delle armi, hanno scritto nel cuore: ‘A me che importa?’. (…) gli affaristi della guerra, forse guadagnano tanto, ma il loro cuore corrotto ha perso la capacità di piangere. (…) Caino non ha pianto. Fratelli, l’umanità ha bisogno di piangere, e questa è l’ora del pianto”.

Al termine della Messa il Papa ha donato ai 13 ordinari militari presenti la lampada francescana della pace, alimentata dall’olio offerto dall’associazione Libera di don Ciotti, prodotto sui terreni confiscati alla mafia. All’offertorio è stato donato al Papa il cappello piumato del bersagliere Giuseppe La Rosa, ultima vittima italiana in Afghanistan. Al termine della Messa, il capo di Stato Maggiore della Difesa, ammiraglio Binelli Mantelli, ha infine consegnato al Papa il foglio matricolare del nonno Giovanni Bergoglio, bersagliere, soldato sul Piave della Prima Guerra Mondiale.