聆听教宗方济各
我们将通过这一博客,在一周之内发表教宗方济各讲话 的中文版、教宗每主日的三钟经祈祷讲话、周三例行公开接 见要理、每天清晨在圣女玛尔大之家的弥撒圣祭讲道。 教宗的讲话言简意赅、直入我们每个人的内心深处。他 的话不需要任何评论或者理论说教,只要认识了解、反思默 想足以

IN CAMMINO CON PAPA FRANCESCO
Con questo blog vorremmo mettere in circolazione, entro una settimana, anche in cinese,
le parole che Papa Francesco ci regala all’Angelus di ogni domenica, nella Udienza del Mercoledì, e nelle celebrazioni quotidiane di Santa Marta.
Papa Francesco parla in maniera chiara e diretta, parla al cuore di ognuno di noi. Le sue parole non hanno bisogno di commenti o teorie, ma di essere conosciute e meditate.
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在中国的讯息
Scritto da Gigi Di Sacco
il 17 08 2014 alle 22,13

Discorso ai vescovi, 17 agosto 2014

Pronti a dialogare con i Paesi che non hanno rapporti diplomatici con noi
Incontrando i vescovi di tutta l'Asia, Francesco sottolinea: "Spero fermamente che quelle nazioni che non hanno ancora relazioni piene con la Santa Sede non esiteranno a promuovere un dialogo a beneficio di tutti". Un pensiero anche per i tanti martiri della fede senza nome, morti per il Vangelo in Asia: "Meritano tutto il nostro amore". Fra i presenti, il vescovo di Gwangju che  racconta: "Il Papa ci ha parlato in maniera fraterna, in mezzo a noi e non solo dal palchetto. Poi ha passato qualche momento con ciascuno di noi. Apre nuove strade anche nella Chiesa"


 Papa Francesco- La Santa Sede è pronta a dialogare anche con quei Paesi asiatici che non hanno ancora pieni rapporti diplomatici con essa. Lo ha detto questa mattina papa Francesco incontrando una rappresentanza dei vescovi di tutta l'Asia, riuniti nel santuario dedicato ai martiri coreani di Haemi, nell'ambito della sua visita apostolica in Corea. "Spero fermamente - ha detto ai presenti - che i Paesi del vostro Continente con i quali la Santa Sede non ha ancora una relazione piena non esiteranno a promuovere un dialogo a beneficio di tutti".

Attualmente, le nazioni asiatiche che non hanno pieni rapporti diplomatici col Vaticano sono Cina, Corea del Nord, Vietnam, Laos, Myanmar, Brunei e Bhutan. Incontrando i giornalisti per un briefing dopo il dialogo del Papa con i vescovi - a porte chiuse - il direttore della Sala stampa della Santa Sede p. Federico Lombardi ha voluto chiarire che l'invito di Francesco "non si rivolge soltanto alla Cina, evidentemente, ma a tutte queste realtà diverse fra loro".

Nel corso del suo intervento, il Papa ha voluto sottolineare anche il luogo in cui erano riuniti i vari presuli: il santuario di Haemi, noto per il martirio di quasi 150 cattolici durante le persecuzioni del Joseon, noto anche come "il santuario dei martiri senza nome" per l'impossibilità di identificare tutte le vittime che qui hanno perso la vita. Ai vescovi Francesco ha detto che sono "molti i martiri della fede senza nome, morti per il Vangelo in Asia. Meritano tutto il nostro amore".

Grande importanza è stata riservata dal pontefice al tema del dialogo, chiave per l'evangelizzazione del continente, ma ha subito dopo aggiunto: "Non possiamo impegnarci in un vero dialogo se non siamo consapevoli della nostra identità. E, d'altra parte, non può esserci dialogo autentico se non siamo capaci di aprire la mente e il cuore, con empatia e sincera accoglienza verso coloro ai quali parliamo".

Vi sono tuttavia "diversi ostacoli" a questa missione, che nascono dalla nostra natura umana e di peccatori: il primo di essi è "l'abbaglio ingannevole del relativismo", il secondo "la tendenza a giocherellare con le cose di moda, gli aggeggi e le distrazioni, piuttosto che dedicarsi alle cose che realmente contano" e l'ultimo "l'apparente sicurezza di nascondersi dietro risposte facili, frasi fatte, leggi e regolamenti. La fede per sua natura non è centrata su se stessa, la fede tende ad 'andare fuori'. In questo senso, la fede ci rende capaci di essere al tempo stesso coraggiosi e umili nella nostra testimonianza di speranza e di amore".

Francesco ha poi voluto rivolgere una domanda riguardo la "fecondità della fede" dei vari Paesi asiatici: "L'identità cristiana delle vostre Chiese particolari appare chiaramente nei vostri programmi di catechesi e di pastorale giovanile, nel vostro servizio ai poveri e a coloro che languiscono ai margini delle nostre ricche società e nei vostri sforzi di alimentare le vocazioni al sacerdozio e alla vita religiosa?". Quando guardiamo al grande continente asiatico, con la sua vasta estensione di terre, le sue antiche culture e tradizioni, ha concluso il Papa, "siamo consapevoli che, nel piano di Dio, le vostre comunità cristiane sono davvero un pusillus grex, un piccolo gregge, al quale tuttavia è stata affidata la missione di portare la luce del Vangelo fino ai confini della terra".

Fra i presenti c'era anche l'arcivescovo di Gwangju, mons. Igino Kim Hee-joon, che adAsiaNews racconta: "L'incontro è stato fraterno e amichevole. Il Papa è passato in mezzo a noi mentre parlava, non è rimasto solo sul palchetto. E alla fine del discorso ha passato qualche minuto con ciascuno di noi, facendo domande e ascoltando le risposte. Apre nuove strade, anche nella Chiesa. Le sue domande e le sue riflessioni sulle nostre situazioni particolari ci spingono oltre i confini che, a volte, ci poniamo da soli".