聆听教宗方济各
我们将通过这一博客,在一周之内发表教宗方济各讲话 的中文版、教宗每主日的三钟经祈祷讲话、周三例行公开接 见要理、每天清晨在圣女玛尔大之家的弥撒圣祭讲道。 教宗的讲话言简意赅、直入我们每个人的内心深处。他 的话不需要任何评论或者理论说教,只要认识了解、反思默 想足以

IN CAMMINO CON PAPA FRANCESCO
Con questo blog vorremmo mettere in circolazione, entro una settimana, anche in cinese,
le parole che Papa Francesco ci regala all’Angelus di ogni domenica, nella Udienza del Mercoledì, e nelle celebrazioni quotidiane di Santa Marta.
Papa Francesco parla in maniera chiara e diretta, parla al cuore di ognuno di noi. Le sue parole non hanno bisogno di commenti o teorie, ma di essere conosciute e meditate.
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在中国的讯息
Scritto da Gigi Di Sacco
il 16 08 2014 alle 19,34

Omelia della Messa della Beatificazione dei 124 martiri,16 agosto 2014

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I  martiri coreani: Ci spingono a chiederci se siamo pronti a morire per la fede
Oltre 1 milione di persone affolla la piazza Gwanghwamun, "cuore" di Seoul, per partecipare alla beatificazione di Paolo Yun Ji-chung e i suoi 123 compagni. 

Nel tragitto verso l'altare, Francesco si ferma al picchetto dei familiari delle vittime del Sewol e parla con uno dei sopravvissuti. 
Durante l'omelia sottolinea l'importanza di ascoltare ancora oggi questi grandi testimoni: "Viviamo fra grandi ricchezze e abbiette poverta'”. 
 


papa francesco - Oltre un milione di persone ha riempito sin dalle prime ore dell'alba la grande piazza Gwanghwamun, "cuore" della capitale coreana, per partecipare alla messa di beatificazione di Paolo Yun Ji-chung e dei suoi 123 compagni celebrata da papa Francesco. i. Dopo il Rito della beatificazione e la proclamazione cantata del Vangelo, il Papa inizia un'omelia incentrata sulla vita dei martiri e sceglie di partire dalle parole di Paolo sulla gloria della nostra fede in Gesu': "Chi ci separerà dall'amore di Cristo? Con queste parole san Paolo ci parla della gloria della nostra fede in Gesù: non soltanto Cristo è risorto dai morti ed è asceso al cielo, ma ci ha uniti a sé, rendendoci partecipi della sua vita eterna. Cristo è vittorioso e la sua vittoria è la nostra! Oggi celebriamo questa vittoria in Paolo Yun Ji-chung e nei suoi 123 compagni. I loro nomi si aggiungono a quelli dei Santi Martiri Andrea Kim Taegon, Paolo Chong Hasang e compagni, ai quali poc'anzi ho reso omaggio. Tutti vissero e morirono per Cristo ed ora regnano con Lui nella gioia e nella gloria. Con san Paolo ci dicono che, nella morte e risurrezione del suo Figlio, Dio ci ha donato la vittoria più grande di tutte. Infatti, «né morte né vita, né altezza né profondità, né alcun'altra creatura potrà mai separarci dall'amore di Dio, che è in Gesù Cristo, nostro Signore» (Rm 8,38-39)".

La vittoria dei martiri, la loro testimonianza resa alla potenza dell'amore di Dio, riprende subito dopo la traduzione in coreano Francesco, "continua a portare frutti anche oggi in Corea, nella Chiesa che riceve incremento dal loro sacrificio. La celebrazione del beato Paolo e dei suoi compagni ci offre l'opportunità di ritornare ai primi momenti, agli albori della Chiesa in Corea. Invita voi, cattolici coreani, a ricordare le grandi cose che Dio ha compiuto in questa terra e a custodire come tesoro il lascito di fede e di carità a voi affidato dai vostri antenati".

Oggi, dice ancora il Papa, "molto spesso sperimentiamo che la nostra fede viene messa alla prova dal mondo, e in moltissimi modi ci vien chiesto di scendere a compromessi sulla fede, di diluire le esigenze radicali del Vangelo e conformarci allo spirito del tempo. E tuttavia i martiri ci richiamano a mettere Cristo al di sopra di tutto e a vedere tutto il resto in questo mondo in relazione a Lui e al suo Regno eterno. Essi ci provocano a domandarci se vi sia qualcosa per cui saremmo disposti a morire".

L'esempio dei martiri, inoltre, "ci insegna l'importanza della carità nella vita di fede. Il loro esempio ha molto da dire a noi, che viviamo in società dove, accanto ad immense ricchezze, cresce in modo silenzioso la più abbietta povertà; dove raramente viene ascoltato il grido dei poveri; e dove Cristo continua a chiamare, ci chiede di amarlo e servirlo tendendo la mano ai nostri fratelli e sorelle bisognosi".

Subito dopo l'omelia, le preghiere dei fedeli contengono una summa delle problematiche della regione. La prima, affidata a un laico, chiede "pace per l'Asia e riconciliazione fra i popoli". La seconda e' affidata a un sacerdote cinese, che in mandarino dice: "Signore, noi siamo una Chiesa perseguitata. Ma tu, Dio di speranza, ci aiuti: nonostante abbiamo ascoltato il Vangelo e siamo figli di Dio, soffriamo. Aiutaci a essere autonomi e in comunione con la Chiesa, senza mai perdere la speranza".

Poi e' il turno di una religiosa coreana, che prega affinche' il seme gettato dai martiri "non venga disperso dalla Corea contemporanea". Infine, una giovane coreana che chiede al Signore di "proteggere la nazione, darle stabilita' nella societa' e nella politica, e superare presto la divisione del Paese grazie alla fratellanza del popolo".