聆听教宗方济各
我们将通过这一博客,在一周之内发表教宗方济各讲话 的中文版、教宗每主日的三钟经祈祷讲话、周三例行公开接 见要理、每天清晨在圣女玛尔大之家的弥撒圣祭讲道。 教宗的讲话言简意赅、直入我们每个人的内心深处。他 的话不需要任何评论或者理论说教,只要认识了解、反思默 想足以

IN CAMMINO CON PAPA FRANCESCO
Con questo blog vorremmo mettere in circolazione, entro una settimana, anche in cinese,
le parole che Papa Francesco ci regala all’Angelus di ogni domenica, nella Udienza del Mercoledì, e nelle celebrazioni quotidiane di Santa Marta.
Papa Francesco parla in maniera chiara e diretta, parla al cuore di ognuno di noi. Le sue parole non hanno bisogno di commenti o teorie, ma di essere conosciute e meditate.
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Scritto da Gigi Di Sacco
il 16 08 2014 alle 11,16

Omelia dell’Assunzione del 15 agosto 2014

1

Ap 11,19-12,1-10; 1Cor 15,20-26; Lc1,39-56

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Ap 11,19-12,1-10; 1Cor 15,20-26; Lc1,39-56




Ap 11,19- 12,1-10





 





1 Cor 15,20-26





 





Lc 1,39-56





 





Ap 11,19- 12,1-10





19] Allora si aprì il santuario di Dio nel cielo e apparve nel santuario l'arca dell'alleanza. Ne seguirono folgori, voci, scoppi di tuono, terremoto e una tempesta di grandine. 





 





[1] Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle. 

[2] Era incinta e gridava per le doglie e il travaglio del parto. 

[3] Allora apparve un altro segno nel cielo: un enorme drago rosso, con sette teste e dieci corna e sulle teste sette diademi; 

[4] la sua coda trascinava giù un terzo delle stelle del cielo e le precipitava sulla terra. Il drago si pose davanti alla donna che stava per partorire per divorare il bambino appena nato. 

[5] Essa partorì un figlio maschio, destinato a governare tutte le nazioni con scettro di ferro, e il figlio fu subito rapito verso Dio e verso il suo trono. 

[6] La donna invece fuggì nel deserto, ove Dio le aveva preparato un rifugio perché vi fosse nutrita per milleduecentosessanta giorni. 

[7] Scoppiò quindi una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago. Il drago combatteva insieme con i suoi angeli, 

[8] ma non prevalsero e non ci fu più posto per essi in cielo. 

[9] Il grande drago, il serpente antico, colui che chiamiamo il diavolo e satana e che seduce tutta la terra, fu precipitato sulla terra e con lui furono precipitati anche i suoi angeli. 

[10] Allora udii una gran voce nel cielo che diceva: 
"Ora si è compiuta 
la salvezza, la forza e il regno del nostro Dio 
e la potenza del suo Cristo, 
poiché è stato precipitato 
l'accusatore dei nostri fratelli, 
colui che li accusava davanti al nostro Dio 
giorno e notte. 





 





 



1 Cor 15,20-26


 



 


 



[20] Ora, invece, Cristo è risuscitato dai morti, primizia di coloro che sono morti. 

[21] Poiché se a causa di un uomo venne la morte, a causa di un uomo verrà anche la risurrezione dei morti; 

[22] e come tutti muoiono in Adamo, così tutti riceveranno la vita in Cristo. 

[23] Ciascuno però nel suo ordine: prima Cristo, che è la primizia; poi, alla sua venuta, quelli che sono di Cristo; 

[24] poi sarà la fine, quando egli consegnerà il regno a Dio Padre, dopo aver ridotto al nulla ogni principato e ogni potestà e potenza. 

[25] Bisogna infatti che egli regni finché non abbia posto tutti i nemici sotto i suoi piedi. 

[26] L'ultimo nemico ad essere annientato sarà la morte, 


 



 


 



 


 



Lc 1,39-56


 



 


 



[39] In quei giorni Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda. 

[40] Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. 

[41] Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta fu piena di Spirito Santo 

[42] ed esclamò a gran voce: "Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! 

[43] A che debbo che la madre del mio Signore venga a me? 

[44] Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo. 

[45] E beata colei che ha creduto nell'adempimento delle parole del Signore". 

[46] Allora Maria disse: 
"L'anima mia magnifica il Signore 

[47] e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, 

[48] perché ha guardato l'umiltà della sua serva. 
D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. 

[49] Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente 
e Santo è il suo nome: 

[50] di generazione in generazione la sua misericordia 
si stende su quelli che lo temono. 

[51] Ha spiegato la potenza del suo braccio, 
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; 

[52] ha rovesciato i potenti dai troni, 
ha innalzato gli umili; 

[53] ha ricolmato di beni gli affamati, 
ha rimandato a mani vuote i ricchi. 

[54] Ha soccorso Israele, suo servo, 
ricordandosi della sua misericordia, 

[55] come aveva promesso ai nostri padri, 
ad Abramo e alla sua discendenza, 
per sempre". 

[56] Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua. 

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Celebrando la messa dell'Assunzione nello Stadio mondiale di Daejeon, Francesco parla della "vera libertà che ci insegna Maria: accettare con amore la volontà del Padre" e invita i fedeli a essere "forza generosa di rinnovamento in ogni ambito della nazione. Il Vangelo è l'antidoto a una vita esteriormente ricca ma vuota dentro”. 
Cattolici di Corea, respingete l'economia disumana e la cultura della morte
Dopo l'Angelus, una preghiera particolare per coloro che sono morti nell'affondamento del Sewol. Prima della cerimonia, un giovane spagnolo gli chiede di pregare per la Corea del Nord; Francesco risponde che lo fa ogni giorno. Presenti anche alcuni seminaristi cinesi.


papa francesco- I cristiani della Corea "siano una forza generosa di rinnovamento spirituale in ogni ambito della società. Combattano il fascino di un materialismo che soffoca gli autentici valori spirituali e culturali e lo spirito di sfrenata competizione che genera egoismo e conflitti. Respingano inoltre modelli economici disumani che creano nuove forme di povertà ed emarginano i lavoratori, e la cultura della morte che svaluta l'immagine di Dio, il Dio della vita, e viola la dignità di ogni uomo, donna e bambino". Lo ha detto papa Francesco durante l'omelia pronunciata in occasione della solennità dell'Assunta a Daejeon, seconda tappa della sua visita apostolica nel Paese asiatico.

L'invito rivolto dal pontefice è stato accolto con un forte applauso dai circa 60mila fedeli riuniti nello Stadio mondiale. Anche se nella diocesi si celebra la Giornata asiatica della Gioventù - occasione ufficiale per la quale il Papa è nella penisola - sugli spalti si vedono tutti gli strati della società. Le immancabili suore coreane, uno sterminato fiume grigio in ogni settore, giovani da tutto il continente e dalla Corea, anziani, membri della sicurezza, star dello spettacolo e - sull'altare - una rappresentanza di tutta la Chiesa asiatica.

Come pronosticato, infatti, il viaggio di Francesco in Corea si trasforma lentamente in un abbraccio del Papa a tutto il continente: con lui - oltre alla delegazione vaticana - ci sono i cardinali Yeom (Seoul); Tagle (Manila); Gracias (Mumbai); l'arcivescovo Savio Hon Tai-fai (segretario di Propaganda Fide, Hong Kong) e quasi tutti i vescovi della Corea del Sud. Fra i concelebranti vi sono poi sacerdoti vietnamiti, pakistani, indonesiani e di molte altre nazioni. Vicini all'altare anche due giovani seminaristi della Cina continentale, che avranno un momento di colloquio con il Papa dopo la messa.

Francesco entra nell'area dello stadio su una "papamobile" classica, con cui compie il giro dell'intero perimetro. Conclusa questa fase, in cui saluta e benedice tutti coloro che non hanno trovato posto nello stadio (circa 3mila persone) entra nella struttura vera e propria su una macchina diversa, scoperta: insieme a lui il padrone di casa, il vescovo di Daejeon mons. Lazzaro You Heung-sik. La macchina viene accolta dalla folla dei fedeli, in piedi, che scandisce "Viva il Papa" e inizia anche qui il giro completo. Quando si ferma davanti alla porta che conduce alla sacrestia, due giovani spagnoli - numerari dell'Opus Dei che vivono da circa 2 anni a Seoul - attirano l'attenzione di Francesco chiamandolo a gran voce in spagnolo.

Uno dei due ha l'immancabile zucchetto bianco, che il Papa tante volte scambia con i fedeli in piazza San Pietro. Udita la lingua madre, fa cenno a uno dei due - Juan Pablo Postigo, 20 anni - che si avvicina con lo zucchetto e (come racconta ad AsiaNews) chiede al Papa di pregare per la Corea del Nord: "Francesco mi ha risposto che lo fa ogni giorno, mi ha chiesto di farlo anche io e di pregare anche per lui. Dopo mi ha benedetto e mi ha dato lo zucchetto. È stato uno dei momenti più belli della mia vita".

Subito dopo, il Papa ha incontrato davanti alla sacrestia 10 rappresentanti dei familiari delle vittime del Sewol, disastro navale in cui hanno perso la vita più di 300 persone e piaga ancora aperta in tutta la nazione. Fra questi anche 3 non cattolici: Lee Ho-jin (padre di Lee Seung-hyeon, morto nell'affondamento del traghetto) ha portato la croce durante l'ultimo pellegrinaggio in onore delle vittime (900 chilometri a piedi, dal luogo di nascita del figlio al porto del disastro e ritorno). Ad AsiaNews, Lee spiega che "la Chiesa mi sta confortando molto in questo momento di tragedia per noi tutti. Voglio ringraziarla come posso". Il Papa - ha raccontato dopo l'incontro p. Lombardi - battezzerà domani il sig. Lee presso la Nunziatura di Seoul: insieme a lui, la figlia e sorella della vittima. 

Il Papa inizia la sua omelia riflettendo sulla figura di Maria: "Nella seconda lettura abbiamo ascoltato san Paolo affermare che Cristo è il nuovo Adamo, la cui obbedienza alla volontà del Padre ha abbattuto il regno del peccato e della schiavitù ed ha inaugurato il regno della vita e della libertà". La vera libertà - sottolinea subito dopo il Papa - "si trova nell'accoglienza amorosa della volontà del Padre. Da Maria, piena di grazia, impariamo che la libertà cristiana è qualcosa di più della semplice liberazione dal peccato. È la libertà che apre ad un nuovo modo spirituale di considerare le realtà terrene, la libertà di amare Dio e i fratelli e le sorelle con un cuore puro e di vivere nella gioiosa speranza della venuta del Regno di Cristo".

Proprio con l'intercessione della Vergine, aggiunge il Papa, "possano i cristiani di questa nazione essere una forza generosa di rinnovamento spirituale in ogni ambito della società. Combattano il fascino di un materialismo che soffoca gli autentici valori spirituali e culturali e lo spirito di sfrenata competizione che genera egoismo e conflitti. Respingano inoltre modelli economici disumani che creano nuove forme di povertà ed emarginano i lavoratori, e la cultura della morte che svaluta l'immagine di Dio, il Dio della vita, e viola la dignità di ogni uomo, donna e bambino".

La speranza offerta dal Vangelo, conclude Francesco, "è l'antidoto contro lo spirito di disperazione che sembra crescere come un cancro in mezzo alla società che è esteriormente ricca, ma tuttavia spesso sperimenta interiore amarezza e vuoto. A quanti nostri giovani tale disperazione ha fatto pagare il suo tributo! Possano i giovani che sono attorno a noi in questi giorni con la loro gioia e la loro fiducia, non essere mai derubati della loro speranza!".

Subito dopo la preghiera dell'Angelus, il Papa è voluto tornare sulla tragedia del Sewol: "Affidiamo alla Madonna in modo particolare tutti coloro che hanno perso la vita nell'affondamento del traghetto Sewol, come anche quanti tuttora soffrono le conseguenze di questo grande disastro nazionale. Il Signore accolga i defunti nella sua pace, consoli coloro che piangono, e continui a sostenere quanti così generosamente sono venuti in aiuto dei loro fratelli e sorelle. Questo tragico evento, che ha unito tutti i coreani nel dolore, confermi il loro impegno a collaborare insieme, solidali, per il bene comune".

Infine, ha concluso, "nel giorno in cui la Corea celebra la sua liberazione, chiediamo alla Madonna di vegliare su questa nobile nazione ed i suoi cittadini. Affidiamo alla sua protezione tutti i giovani che si sono radunati qui da tutta l'Asia. Possano essere araldi gioiosi dell'alba di un mondo di pace, secondo il disegno benedetto di Dio!”.

 

OMELIA testo completo World Cup Stadium (Daejeon)  Venerdì, 15 agosto 2014

In unione con tutta la Chiesa celebriamo l’Assunzione della Madonna in corpo e anima nella gloria del Paradiso. L’Assunzione di Maria ci mostra il nostro destino quali figli adottivi di Dio e membri del Corpo di Cristo. Come Maria nostra Madre, siamo chiamati a partecipare pienamente alla vittoria del Signore sul peccato e sulla morte e a regnare con Lui nel suo Regno eterno. Questa è la nostra vocazione.         

Il “grande segno” presentato nella prima lettura ci invita a contemplare Maria, intronizzata in gloria accanto al suo Figlio divino. Ci invita inoltre a prendere coscienza del futuro che ancora oggi il Signore Risorto apre davanti a noi. I coreani tradizionalmente celebrano questa festa alla luce della loro esperienza storica, riconoscendo l’amorevole intercessione di Maria operante nella storia della nazione e nella vita del popolo.

Nella seconda lettura abbiamo ascoltato san Paolo affermare che Cristo è il nuovo Adamo, la cui obbedienza alla volontà del Padre ha abbattuto il regno del peccato e della schiavitù ed ha inaugurato il regno della vita e della libertà (cfr 1 Cor 15,24-25). La vera libertà si trova nell’accoglienza amorosa della volontà del Padre. Da Maria, piena di grazia, impariamo che la libertà cristiana è qualcosa di più della semplice liberazione dal peccato. E’ la libertà che apre ad un nuovo modo spirituale di considerare le realtà terrene, la libertà di amare Dio e i fratelli e le sorelle con un cuore puro e di vivere nella gioiosa speranza della venuta del Regno di Cristo.

Oggi, mentre veneriamo Maria Regina del Cielo, ci rivolgiamo a Lei quale Madre della Chiesa in Corea. Le chiediamo di aiutarci ad essere fedeli alla libertà regale che abbiamo ricevuto nel giorno del Battesimo, di guidare i nostri sforzi per trasformare il mondo secondo il piano di Dio, e di rendere capace la Chiesa in questo Paese di essere più pienamente lievito del suo Regno all’interno della società coreana. Possano i cristiani di questa nazione essere una forza generosa di rinnovamento spirituale in ogni ambito della società. Combattano il fascino di un materialismo che soffoca gli autentici valori spirituali e culturali e lo spirito di sfrenata competizione che genera egoismo e conflitti. Respingano inoltre modelli economici disumani che creano nuove forme di povertà ed emarginano i lavoratori, e la cultura della morte che svaluta l’immagine di Dio, il Dio della vita, e viola la dignità di ogni uomo, donna e bambino.

Come cattolici coreani, eredi di una nobile tradizione, siete chiamati a valorizzare questa eredità e a trasmetterla alle future generazioni. Ciò comporta per ognuno la necessità di una rinnovata conversione alla Parola di Dio e un’intensa sollecitudine per i poveri, i bisognosi e i deboli in mezzo a noi.

Nel celebrare questa festa, ci uniamo a tutta la Chiesa sparsa nel mondo e guardiamo a Maria come Madre della nostra speranza. Il suo cantico di lode ci ricorda che Dio non dimentica mai le sue promesse di misericordia (cfr Lc 1,54-55). Maria è beata perché «ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto» (Lc 1,45). In lei tutte le promesse divine si sono dimostrate veritiere. Intronizzata nella gloria, ci mostra che la nostra speranza è reale; e fin d’ora tale speranza si protende «come un’ancora sicura e salda per la nostra vita» (Eb 6,19) là dove Cristo è assiso nella gloria.

Questa speranza, cari fratelli e sorelle, la speranza offerta dal Vangelo, è l’antidoto contro lo spirito di disperazione che sembra crescere come un cancro in mezzo alla società che è esteriormente ricca, ma tuttavia spesso sperimenta interiore amarezza e vuoto. A quanti nostri giovani tale disperazione ha fatto pagare il suo tributo! Possano i giovani che sono attorno a noi in questi giorni con la loro gioia e la loro fiducia, non essere mai derubati della loro speranza!

Rivolgiamoci a Maria, Madre di Dio, e imploriamo la grazia di essere gioiosi nella libertà dei figli di Dio, di usare tale libertà in modo saggio per servire i nostri fratelli e sorelle, e di vivere e operare in modo da essere segni di speranza, quella speranza che troverà il suo compimento nel Regno eterno, là dove regnare è servire. Amen.