聆听教宗方济各
我们将通过这一博客,在一周之内发表教宗方济各讲话 的中文版、教宗每主日的三钟经祈祷讲话、周三例行公开接 见要理、每天清晨在圣女玛尔大之家的弥撒圣祭讲道。 教宗的讲话言简意赅、直入我们每个人的内心深处。他 的话不需要任何评论或者理论说教,只要认识了解、反思默 想足以

IN CAMMINO CON PAPA FRANCESCO
Con questo blog vorremmo mettere in circolazione, entro una settimana, anche in cinese,
le parole che Papa Francesco ci regala all’Angelus di ogni domenica, nella Udienza del Mercoledì, e nelle celebrazioni quotidiane di Santa Marta.
Papa Francesco parla in maniera chiara e diretta, parla al cuore di ognuno di noi. Le sue parole non hanno bisogno di commenti o teorie, ma di essere conosciute e meditate.
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Scritto da Gigi Di Sacco
il 07 08 2014 alle 11,11

UDIENZA GENERALE, mercoledì 6 agosto 2014

1

Mat 5,1-48--Mat 25

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Mat 5,1-48--Mat 25

Mat 5,1 - 48

 

[1] Vedendo le folle, Gesù salì sulla montagna e, messosi a sedere, gli si avvicinarono i suoi discepoli. 

[2] Prendendo allora la parola, li ammaestrava dicendo: 

[3] "Beati i poveri in spirito, 
perché di essi è il regno dei cieli. 

[4] Beati gli afflitti, 
perché saranno consolati. 

[5] Beati i miti, 
perché erediteranno la terra. 

[6] Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, 
perché saranno saziati. 

[7] Beati i misericordiosi, 
perché troveranno misericordia. 

[8] Beati i puri di cuore, 
perché vedranno Dio. 

[9] Beati gli operatori di pace, 
perché saranno chiamati figli di Dio. 

[10] Beati i perseguitati per causa della giustizia, 
perché di essi è il regno dei cieli. 

[11] Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. 

[12] Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti hanno perseguitato i profeti prima di voi. 

[13] Voi siete il sale della terra; ma se il sale perdesse il sapore, con che cosa lo si potrà render salato? A null'altro serve che ad essere gettato via e calpestato dagli uomini. 

[14] Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città collocata sopra un monte, 

[15] né si accende una lucerna per metterla sotto il moggio, ma sopra il lucerniere perché faccia luce a tutti quelli che sono nella casa. 

[16] Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli. 

[17] Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non son venuto per abolire, ma per dare compimento. 

[18] In verità vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà neppure un iota o un segno dalla legge, senza che tutto sia compiuto. 

[19] Chi dunque trasgredirà uno solo di questi precetti, anche minimi, e insegnerà agli uomini a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà agli uomini, sarà considerato grande nel regno dei cieli. 

[20] Poiché io vi dico: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli. 

[21] Avete inteso che fu detto agli antichi: Non uccidere; chi avrà ucciso sarà sottoposto a giudizio. 

[22] Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello, sarà sottoposto a giudizio. Chi poi dice al fratello: stupido, sarà sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: pazzo, sarà sottoposto al fuoco della Geenna. 

[23] Se dunque presenti la tua offerta sull'altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, 

[24] lascia lì il tuo dono davanti all'altare e và prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna ad offrire il tuo dono. 

[25] Mettiti presto d'accordo con il tuo avversario mentre sei per via con lui, perché l'avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia e tu venga gettato in prigione. 

[26] In verità ti dico: non uscirai di là finché tu non abbia pagato fino all'ultimo spicciolo! 

[27] Avete inteso che fu detto: Non commettere adulterio; 

[28] ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore. 

[29] Se il tuo occhio destro ti è occasione di scandalo, cavalo e gettalo via da te: conviene che perisca uno dei tuoi membri, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geenna. 

[30] E se la tua mano destra ti è occasione di scandalo, tagliala e gettala via da te: conviene che perisca uno dei tuoi membri, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geenna. 

[31] Fu pure detto: Chi ripudia la propria moglie, le dia l'atto di ripudio; 

[32] ma io vi dico: chiunque ripudia sua moglie, eccetto il caso di concubinato, la espone all'adulterio e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio. 

[33] Avete anche inteso che fu detto agli antichi: Non spergiurare, ma adempi con il Signore i tuoi giuramenti; 

[34] ma io vi dico: non giurate affatto: né per il cielo, perché è il trono di Dio; 

[35] né per la terra, perché è lo sgabello per i suoi piedi; né per Gerusalemme, perché è la città del gran re. 

[36] Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello. 

[37] Sia invece il vostro parlare sì, sì; no, no; il di più viene dal maligno. 

[38] Avete inteso che fu detto: Occhio per occhio e dente per dente; 

[39] ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi se uno ti percuote la guanciadestra, tu porgigli anche l'altra; 

[40] e a chi ti vuol chiamare in giudizio per toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello. 

[41] E se uno ti costringerà a fare un miglio, tu fanne con lui due. 

[42] Dà a chi ti domanda e a chi desidera da te un prestito non volgere le spalle. 

[43] Avete inteso che fu detto: Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico; 

[44] ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori, 

[45] perché siate figli del Padre vostro celeste, che fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti. 

[46] Infatti se amate quelli che vi amano, quale merito ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? 

[47] E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? 

[48] Siate voi dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste. 

 

 

Mat 25, 1 -46

 

[1] Il regno dei cieli è simile a dieci vergini che, prese le loro lampade, uscirono incontro allo sposo. 

[2] Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; 

[3] le stolte presero le lampade, ma non presero con sé olio; 
[4] le sagge invece, insieme alle lampade, presero anche dell'olio in piccoli vasi. 

[5] Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e dormirono. 

[6] A mezzanotte si levò un grido: Ecco lo sposo, andategli incontro! 

[7] Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. 

[8] E le stolte dissero alle sagge: Dateci del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono. 

[9] Ma le sagge risposero: No, che non abbia a mancare per noi e per voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene. 

[10] Ora, mentre quelle andavano per comprare l'olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. 

[11] Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: Signore, signore, aprici! 

[12] Ma egli rispose: In verità vi dico: non vi conosco. 

[13] Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l'ora. 

[14] Avverrà come di un uomo che, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi beni. 

[15] A uno diede cinque talenti, a un altro due, a un altro uno, a ciascuno secondo la sua capacità, e partì. 

[16] Colui che aveva ricevuto cinque talenti, andò subito a impiegarli e ne guadagnò altri cinque. 

[17] Così anche quello che ne aveva ricevuti due, ne guadagnò altri due. 

[18] Colui invece che aveva ricevuto un solo talento, andò a fare una buca nel terreno e vi nascose il denaro del suo padrone. 

[19] Dopo molto tempo il padrone di quei servi tornò, e volle regolare i conti con loro. 

[20] Colui che aveva ricevuto cinque talenti, ne presentò altri cinque, dicendo: Signore, mi hai consegnato cinque talenti; ecco, ne ho guadagnati altri cinque. 

[21] Bene, servo buono e fedele, gli disse il suo padrone, sei stato fedele nel poco, ti darò autorità su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone. 

[22] Presentatosi poi colui che aveva ricevuto due talenti, disse: Signore, mi hai consegnato due talenti; vedi, ne ho guadagnati altri due. 

[23] Bene, servo buono e fedele, gli rispose il padrone, sei stato fedele nel poco, ti darò autorità su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone. 

[24] Venuto infine colui che aveva ricevuto un solo talento, disse: Signore, so che sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso; 

[25] per paura andai a nascondere il tuo talento sotterra; ecco qui il tuo. 

[26] Il padrone gli rispose: Servo malvagio e infingardo, sapevi che mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso; 

[27] avresti dovuto affidare il mio denaro ai banchieri e così, ritornando, avrei ritirato il mio con l'interesse. 

[28] Toglietegli dunque il talento, e datelo a chi ha i dieci talenti. 

[29] Perché a chiunque ha sarà dato e sarà nell'abbondanza; ma a chi non ha sarà tolto anche quello che ha. 

[30] E il servo fannullone gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti. 

[31] Quando il Figlio dell'uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli, si siederà sul trono della sua gloria. 

[32] E saranno riunite davanti a lui tutte le genti, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri, 

[33] e porrà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra. 

[34] Allora il re dirà a quelli che stanno alla sua destra: Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. 

[35] Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, 

[36] nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi. 

[37] Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? 

[38] Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito? 

[39] E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti? 

[40] Rispondendo, il re dirà loro: In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me. 

[41] Poi dirà a quelli alla sua sinistra: Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli. 

[42] Perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare; ho avuto sete e non mi avete dato da bere; 

[43] ero forestiero e non mi avete ospitato, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato. 

[44] Anch'essi allora risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato o assetato o forestiero o nudo o malato o in carcere e non ti abbiamo assistito? 

[45] Ma egli risponderà: In verità vi dico: ogni volta che non avete fatto queste cose a uno di questi miei fratelli più piccoli, non l'avete fatto a me. 

[46] E se ne andranno, questi al supplizio eterno, e i giusti alla vita eterna". 

 

 

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Le Beatitudini sono "il ritratto di Gesù" e la base del suo "insegnamento nuovo"
Nel giorno del giudizio "non avremo titoli, crediti o privilegi da accampare. 

Il Signore ci riconoscerà se a nostra volta lo avremo riconosciuto nel povero,
 nell'affamato, in chi è indigente ed emarginato, in chi è sofferente e solo... 
È questo uno dei criteri fondamentali di verifica della nostra vita cristiana". 


Papa Francesco- Le Beatitudini sono "il ritratto di Gesù", la base del suo "insegnamento nuovo", "la strada che Dio indica come risposta al desiderio di felicità insito nell'uomo, e perfezionano i comandamenti dell'Antica Alleanza". Ancora la Chiesa nelle catechesi di papa Francesco per le udienza generali, riprese oggi, dopo la pausa del mese di luglio, nell'aula Paolo VI, che il Papa ha percorso a piedi, soffermandosi a lungo a salutare i presenti, baciando bambini e scambiando più volte lo zucchetto con quelli portati da qualcuno dei fedeli.

"Nelle precedenti catechesi - ha detto - abbiamo visto come la Chiesa costituisce un popolo, un popolo preparato con pazienza e amore da Dio e al quale siamo tutti chiamati ad appartenere. Oggi vorrei mettere in evidenza la novità che caratterizza questo popolo, c'è una novità che la caratterizza: si tratta davvero di un nuovo popolo, che si fonda sulla nuova alleanza, stabilita dal Signore Gesù con il dono della sua vita. Questa novità non nega il cammino precedente né si contrappone ad esso, ma anzi lo porta avanti, lo porta a compimento".

A fare da "cerniera tra l'Antico e il Nuovo Testamento" è "una figura molto significativa", Giovanni Battista, il "precursore", "colui che prepara la venuta del Signore", il "testimone, in quanto ci fa riconoscere in Gesù Colui che viene dall'alto, per perdonare i nostri peccati e per fare del suo popolo la sua sposa, primizia dell'umanità nuova. Come «precursore» e «testimone», Giovanni Battista ricopre un ruolo centrale all'interno di tutta la Scrittura, in quanto fa da ponte tra la promessa dell'Antico Testamento e il suo compimento, tra le profezie e la loro realizzazione in Gesù Cristo. Con la sua testimonianza Giovanni ci indica Gesù, ci invita a seguirlo, e ci dice senza mezzi termini che questo richiede umiltà, pentimento e conversione: è un invito che fa all'umiltà, al pentimento e alla conversione".

"Come Mosè aveva stipulato l'alleanza con Dio in forza della legge ricevuta sul Sinai, così Gesù, da una collina in riva al lago di Galilea, consegna ai suoi discepoli e alla folla un insegnamento nuovo che comincia con le Beatitudini. Mosè dà la Legge nel Sinai e Gesù, il nuovo Mosè, dà la Legge su quel monte, sulla riva del Lago di Galilea. Le Beatitudini sono la strada che Dio indica come risposta al desiderio di felicità insito nell'uomo, e perfezionano i comandamenti dell'Antica Alleanza. Noi siamo abituati a imparare i dieci comandamenti,; sicuro ... Tutti voi lo sapete. Lo avete imparato nella Catechesi, ma non siamo abituati a ripetere le Beatitudini. Proviamo invece a ricordarle e a imprimerle nel nostro cuore".

Papa Francesco ha quindi recitato le Beatitudini, invitando i presenti a ripeterle e ha poi dato "un compito da fare a casa: prendete il Vangelo, uno piccolo che dovete portare sempre con voi, e nel vangelo di Matteo capitolo 5 ci sono le Beatitudini. Leggetele! In queste parole c'è tutta la novità portata da Cristo: in effetti, le Beatitudini sono il ritratto di Gesù, la sua forma di vita; e sono la via della vera felicità, che anche noi possiamo percorrere con la grazia che Gesù ci dona".

"Oltre alla nuova legge, Gesù ci consegna anche il 'protocollo' sul quale saremo giudicati: è quello che troviamo nel venticinquesimo capitolo del Vangelo di Matteo, dove c'è il protocollo, le domande che ci faranno il giorno del giudizio. Non avremo titoli, crediti o privilegi da accampare. Il Signore ci riconoscerà se a nostra volta lo avremo riconosciuto nel povero, nell'affamato, in chi è indigente ed emarginato, in chi è sofferente e solo... È questo uno dei criteri fondamentali di verifica della nostra vita cristiana, sul quale Gesù ci invita a misurarci ogni giorno. È questo uno dei criteri fondamentali di verifica della nostra vita cristiana, sul quale Gesù ci invita a misurarci ogni giorno. Io leggo le Beatitudini e penso come deve essere la mia vita cristiana e poi faccio l'esame di coscienza con questo capitolo 25 di Matteo ... ogni giorno: ho fatto questo, ho fatto questo, ho fatto questo ... Ma ci farà bene! Sono cose semplici ma concrete".

"La nuova alleanza - ha concluso il Papa - consiste proprio in questo: nel riconoscersi, in Cristo, avvolti dalla misericordia e dalla compassione di Dio. È questo che riempie il nostro cuore di gioia, ed è questo che fa della nostra vita una testimonianza bella e credibile dell'amore di Dio per tutti i fratelli che incontriamo ogni giorno. Ricordatevi i compiti! Capitolo quinto di Matteo e capitolo 25 di Matteo".

Rivolgendosi infine agli italiani presenti all'udienza, Francesco ha ricordato che oggi è l'anniversario della morte di Paolo VI, avvenuta il 6 agosto 1978. "Lo ricordiamo con affetto e con ammirazione, considerando come egli visse totalmente dedito al servizio della Chiesa, che amò con tutto se stesso. Il suo esempio di fedele servitore di Cristo e del Vangelo sia di incoraggiamento e di stimolo per tutti noi".