聆听教宗方济各
我们将通过这一博客,在一周之内发表教宗方济各讲话 的中文版、教宗每主日的三钟经祈祷讲话、周三例行公开接 见要理、每天清晨在圣女玛尔大之家的弥撒圣祭讲道。 教宗的讲话言简意赅、直入我们每个人的内心深处。他 的话不需要任何评论或者理论说教,只要认识了解、反思默 想足以

IN CAMMINO CON PAPA FRANCESCO
Con questo blog vorremmo mettere in circolazione, entro una settimana, anche in cinese,
le parole che Papa Francesco ci regala all’Angelus di ogni domenica, nella Udienza del Mercoledì, e nelle celebrazioni quotidiane di Santa Marta.
Papa Francesco parla in maniera chiara e diretta, parla al cuore di ognuno di noi. Le sue parole non hanno bisogno di commenti o teorie, ma di essere conosciute e meditate.
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Scritto da Gigi Di Sacco
il 21 07 2014 alle 09,25

Angelus, 20/07/2014

1

Mat 13,24-43

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Mat 13,24-43


[24] Un'altra parabola espose loro così: "Il regno dei cieli si può paragonare a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. 


[25] Ma mentre tutti dormivano venne il suo nemico, seminò zizzania in mezzo al grano e se ne andò. 

[26] Quando poi la messe fiorì e fece frutto, ecco apparve anche la zizzania. 

[27] Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: Padrone, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene dunque la zizzania? 

[28] Ed egli rispose loro: Un nemico ha fatto questo. E i servi gli dissero: Vuoi dunque che andiamo a raccoglierla? 

[29] No, rispose, perché non succeda che, cogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. 

[30] Lasciate che l'una e l'altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Cogliete prima la zizzania e legatela in fastelli per bruciarla; il grano invece riponetelo nel mio granaio". 

[31] Un'altra parabola espose loro: "Il regno dei cieli si può paragonare a un granellino di senapa, che un uomo prende e semina nel suo campo. 

[32] Esso è il più piccolo di tutti i semi ma, una volta cresciuto, è più grande degli altri legumi e diventa un albero, tanto che vengono gli uccelli del cielo e si annidano fra i suoi rami". 

[33] Un'altra parabola disse loro: "Il regno dei cieli si può paragonare al lievito, che una donna ha preso e impastato con tre misure di farina perché tutta si fermenti". 

[34] Tutte queste cose Gesù disse alla folla in parabole e non parlava ad essa se non in parabole, 

[35] perché si adempisse ciò che era stato detto dal profeta: 
Aprirò la mia bocca in parabole, 
proclamerò cose nascoste fin dalla fondazione del mondo. 

[36] Poi Gesù lasciò la folla ed entrò in casa; i suoi discepoli gli si accostarono per dirgli: "Spiegaci la parabola della zizzania nel campo". 

[37] Ed egli rispose: "Colui che semina il buon seme è il Figlio dell'uomo. 

[38] Il campo è il mondo. Il seme buono sono i figli del regno; la zizzania sono i figli del maligno, 

[39] e il nemico che l'ha seminata è il diavolo. La mietitura rappresenta la fine del mondo, e i mietitori sono gli angeli. 

[40] Come dunque si raccoglie la zizzania e si brucia nel fuoco, così avverrà alla fine del mondo. 

[41] Il Figlio dell'uomo manderà i suoi angeli, i quali raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti gli operatori di iniquità 

[42] e li getteranno nella fornace ardente dove sarà pianto e stridore di denti. 

[43] Allora i giusti splenderanno come il sole nel regno del Padre loro. Chi ha orecchi, intenda! 

 

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Sono con i cristiani perseguitati di Mosul e del Medio Oriente

Il  Dio della pace susciti in tutti un autentico desiderio di dialogo e di riconciliazione. La violenza non si vince con la violenza. La violenza si vince con la pace!. All'Angelus Francesco ha commentato la parabola del buon grano e della zizzania. Dio è "paziente", sa che "la stessa zizzania, alla fine, può diventare buon grano". Ma "al tempo della mietitura, cioè del giudizio, i mietitori eseguiranno l'ordine del padrone separando la zizzania per bruciarla". 


Papa Francesco - Invito alla preghiera di papa Francesco che all'Angelus ha ricordato "le situazioni di tensione e di conflitto che persistono in diverse zone del mondo, specialmente in Medio Oriente e in Ucraina". Il Papa ha detto di aver appreso con "preoccupazione le notizie che giungono dalle Comunità cristiane a Mossul (Iraq) e in altre parti del Medio Oriente, dove esse, sin dall'inizio del cristianesimo, hanno vissuto con i loro concittadini offrendo un significativo contributo al bene della società". "Oggi - ha detto ancora - sono perseguitati i nostri fratelli e sorelle. Sono cacciati via devono lasciare le loro case senza avere la possibilità di portare niente. Assicuro a queste famiglie e a queste persone la mia vicinanza. Sono con voi perseguitati, so quanto soffrite so che siete spogliati di tutto, sono con voi nella fede in Colui che ha vinto il male. A voi qui in piazza e a coloro che ci seguono vi invito a proseguire nella preghiera. Il Dio della pace susciti in tutti un autentico desiderio di dialogo e di riconciliazione. La violenza non si vince con la violenza. La violenza si vince con la pace!".
Il riferimento è alla situazione di persecuzone che il patriarca della Chiesa cattolica sira, Ignace Joseph III Younan ha descritto raccontando che "l'arcivescovado a Mosul è stato bruciato totalmente: manoscritti, biblioteca", mentre ai pochi cristiani rimasti è stato imposto di convertirsi all'islam, pagare la jizya, la pesante tassa che grava sugli infedeli, o essere uccisi.
Prima della recita della preghiera mariana, il Papa, ha commentato la parabola del buon grano e della zizzania "termine che in ebraico deriva dalla stessa radice del nome Satana e richiama il concetto di divisione. Noi sappiamo che il demonio è uno 'zizzanatore' e vuole dividere le persone, i popoli. I servitori vorrebbero subito strappare l'erba cattiva, ma il padrone lo impedisce con questa motivazione: «Perché non succeda che, raccogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano» (Mt 13, 29)".

"La scena - ha proseguito il Papa - si svolge in un campo dove il padrone semina il grano; ma una notte arriva il nemico e semina la zizzania, nel buio. L'insegnamento della parabola è duplice. Anzitutto dice che il male che c'è nel mondo non proviene da Dio, ma dal suo nemico, il Maligno. Questo nemico è astuto: ha seminato il male in mezzo al bene, così che è impossibile a noi uomini separarli nettamente; ma Dio, alla fine, potrà farlo".

"E qui veniamo al secondo tema: la contrapposizione tra l'impazienza dei servi e lapaziente attesa del proprietario del campo, che rappresenta Dio. Noi a volte abbiamo una gran fretta di giudicare, classificare, mettere di qua i buoni, di là i cattivi... Ma ricordatevi la preghiera di quell'uomo superbo, ti ringrazio Dio perché sono buono... Dio invece sa aspettare. Egli guarda nel 'campo' della vita di ogni persona con pazienza e misericordia: vede molto meglio di noi la sporcizia e il male, ma vede anche i germi del bene e attende con fiducia che maturino. Dio è paziente, sa aspettare. Il nostro Dio è un padre paziente che ci aspetta per perdonarci. Sempre ci perdona se andiamo da Lui... L'atteggiamento del padrone è quello della speranza fondata sulla certezza che il male non ha né la prima né l'ultima parola. Ed è grazie a questa paziente speranza di Dio che la stessa zizzania, alla fine, può diventare buon grano. Ma attenzione: la pazienza evangelica non è indifferenza al male; non si può fare confusione tra bene e male! Difronte alla zizzania presente nel mondo il discepolo del Signore è chiamato a imitare la pazienza di Dio, alimentare la speranza con il sostegno di una incrollabile fiducia nella vittoria finale del bene, cioè di Dio. Alla fine, infatti, il male sarà tolto ed eliminato: al tempo della mietitura, cioè del giudizio, i mietitori eseguiranno l'ordine del padrone separando la zizzania per bruciarla (cfr Mt13,30)".

"In quel giorno della mietitura finale il giudice sarà Gesù, Colui che ha seminato il buon grano nel mondo e che è diventato Lui stesso 'chicco di grano', è morto ed è risorto. Alla fine saremo tutti giudicati con lo stesso metro con cui abbiamo giudicato:la misericordia che avremo usato verso gli altri sarà usata anche con noi. Chiediamo alla Madonna, nostra Madre, di aiutarci a crescere nella pazienza, nella speranza e nella misericordia".