聆听教宗方济各
我们将通过这一博客,在一周之内发表教宗方济各讲话 的中文版、教宗每主日的三钟经祈祷讲话、周三例行公开接 见要理、每天清晨在圣女玛尔大之家的弥撒圣祭讲道。 教宗的讲话言简意赅、直入我们每个人的内心深处。他 的话不需要任何评论或者理论说教,只要认识了解、反思默 想足以

IN CAMMINO CON PAPA FRANCESCO
Con questo blog vorremmo mettere in circolazione, entro una settimana, anche in cinese,
le parole che Papa Francesco ci regala all’Angelus di ogni domenica, nella Udienza del Mercoledì, e nelle celebrazioni quotidiane di Santa Marta.
Papa Francesco parla in maniera chiara e diretta, parla al cuore di ognuno di noi. Le sue parole non hanno bisogno di commenti o teorie, ma di essere conosciute e meditate.
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在中国的讯息
Scritto da Gigi Di Sacco
il 22 06 2014 alle 14,39

Omelia - Festa del Corpus Domini, 21 giugno 2014

1

Gv 6, 51-58

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Gv 6, 51-58

[51] Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo". 

[52] Allora i Giudei si misero a discutere tra di loro: "Come può costui darci la sua carne da mangiare?". 

[53] Gesù disse: "In verità, in verità vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell'uomo e non bevete il suo sangue, non avrete in voi la vita. 

[54] Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell'ultimo giorno. 

[55] Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. 

[56] Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui. 

[57] Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia di me vivrà per me. 

[58] Questo è il pane disceso dal cielo, non come quello che mangiarono i padri vostri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno". 

 

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Nella messa conclusiva della sua visita alla diocesi di Cassano all'Jonio, Francesco condanna l'idolatria dell'organizzazione mafiosa perché "è adorazione del male e disprezzo del bene comune”.
Coloro che nella loro vita hanno questa strada di male, non sono in comunione con Dio, sono scomunicati”.
La festa del Corpus Domini significa "adorare Cristo" e camminare "dietro a Lui", "nella fede e nella carità.
Occorre "favorire stili di vita e iniziative che pongano al centro le necessità dei poveri e degli ultimi". 
Testimoniare la solidarietà concreta con i fratelli, specialmente quelli che hanno più bisogno di giustizia, 
di speranza, di tenerezza, la tenerezza di Gesù eucaristico”.
Il Papa celebra il Corpus Domini e scomunica la Ndrangheta


Papa Francesco - "La Ndrangheta è ... adorazione del male e disprezzo del bene comune. Questo male bisogna fermarlo e dire di no! Ce lo domandano i nostri giovani. Per poter rispondere a queste esigenze, la fede ci può aiutare": con queste parole aggiunte a braccio nel discorso preparato, papa Francesco ha condannato oggi l'organizzazione mafiosa diffusa in Calabria e a Cassano all'Jonio, la diocesi che oggi il pontefice ha visitato. Sempre riferendosi alla Ndrangheta, il pontefice ha aggiunto: "Coloro che nella loro vita hanno questa strada di male, non sono in comunione con Dio, sono scomunicati".

Le parole di Francesco - che stamane aveva visitato il carcere di Castrovillari e le famiglie di alcune vittime della mafia - si inseriscono nel messaggio che egli voleva lasciare alla popolazione in occasione della messa conclusiva: adorare Cristo rinunciando "agli idoli del denaro, della vanità, dell'orgoglio e del potere" e camminare "dietro a Lui", "nella fede e nella carità" fino a  "favorire stili di vita e iniziative che pongano al centro le necessità dei poveri e degli ultimi".

La celebrazione eucaristica si è svolta nella piana di Sibari, alla presenza di centinaia di migliaia di fedeli; presenti anche vescovo, sacerdoti e fedeli dell'eparchia greco-cattolica di Lungro, tanto che il vangelo è stato cantato anche in greco.

All'inizio della messa, il vescovo della diocesi, mons. Nunzio Galantino, segretario generale della Cei,  ha ringraziato il pontefice per essere venuto in questa "piccola parte di Chiesa". La diocesi, con circa 105mila fedeli, è fra le più piccole in Italia. Mons. Galantino ha però ricordato che questa Chiesa è impegnata nell'evangelizzazione e nel "risvegliare le coscienze" contro il fatalismo e l'immobilità anche contro la mafia.

La liturgia seguita è quella del Corpus Domini, che in Italia si celebra domani (in Vaticano è invece stata celebrata lo scorso giovedì).  Il papa ha ricordato che "adorare Gesù Eucaristia e camminare con Lui. .. sono i due aspetti inseparabili della festa odierna, due aspetti che danno l'impronta a tutta la vita del popolo cristiano".

"Noi adoriamo Dio che è amore, che in Gesù Cristo ha dato se stesso per noi, si è offerto sulla croce per espiare i nostri peccati e per la potenza di questo amore è risorto dalla morte e vive nella sua Chiesa. Noi non abbiamo altro Dio all'infuori di questo!". E dopo la sua condanna della Ngrangheta, ha aggiunto: "Per questa fede noi rinunciamo a satana e a tutte le sue seduzioni; rinunciamo agli idoli del denaro, della vanità, dell'orgoglio e del potere. Noi cristiani non vogliamo adorare niente e nessuno in questo mondo se non Gesù Cristo, che è presente nella santa Eucaristia".

Ma questa nostra fede nella presenza reale di Gesù Cristo - ha proseguito - è autentica se noi ci impegniamo a camminare dietro a Lui e con Lui, cercando di mettere in pratica il suo comandamento, quello che ha dato ai discepoli proprio nell'Ultima Cena: «Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri» (Gv 13,34). Il popolo che adora Dio nell'Eucaristia è il popolo che cammina nella carità".

Egli ha poi incoraggiato "pastori e fedeli della Chiesa in Calabria, impegnata coraggiosamente nell'evangelizzazione... nel favorire stili di vita e iniziative che pongano al centro le necessità dei poveri e degli ultimi. E lo estendo anche alle Autorità civili che cercano di vivere l'impegno politico e amministrativo per quello che è, un servizio al bene comune. Incoraggio tutti a testimoniare la solidarietà concreta con i fratelli, specialmente quelli che hanno più bisogno di giustizia, di speranza, di tenerezza. La tenerezza di Gesù, eucaristica, quell'amore tanto fraternale (sic!), tanto puro!".

Egli ha poi riovolto ai giovani l'invito di "non farsi rubare la speranza": "[Cari giovani], l'ho detto tante volte e lo ripeto una volta di più: Non lasciatevi rubare la speranza!".

 "Se adorerete Cristo e camminerete dietro a Lui e con Lui - ha concluso -  la vostra Chiesa diocesana e le vostre parrocchie cresceranno nella fede e nella carità, nella gioia di evangelizzare. Sarete una Chiesa nella quale padri, madri, sacerdoti, religiosi, catechisti, bambini, anziani, giovani camminano l'uno accanto all'altro, si sostengono, si aiutano, si amano come fratelli, specialmente nei momenti di difficoltà".