聆听教宗方济各
我们将通过这一博客,在一周之内发表教宗方济各讲话 的中文版、教宗每主日的三钟经祈祷讲话、周三例行公开接 见要理、每天清晨在圣女玛尔大之家的弥撒圣祭讲道。 教宗的讲话言简意赅、直入我们每个人的内心深处。他 的话不需要任何评论或者理论说教,只要认识了解、反思默 想足以

IN CAMMINO CON PAPA FRANCESCO
Con questo blog vorremmo mettere in circolazione, entro una settimana, anche in cinese,
le parole che Papa Francesco ci regala all’Angelus di ogni domenica, nella Udienza del Mercoledì, e nelle celebrazioni quotidiane di Santa Marta.
Papa Francesco parla in maniera chiara e diretta, parla al cuore di ognuno di noi. Le sue parole non hanno bisogno di commenti o teorie, ma di essere conosciute e meditate.
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Scritto da Gigi Di Sacco
il 21 06 2014 alle 21,16

Discorso - Detenuti Cassano Ionio 21 giugno 2014

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L'incontro con i detenuti e le detenute nel carcere di Castrovillari è il primo gesto di papa Francesco 
nella sua visita pastorale alla diocesi di Cassano all'Jonio (Calabria).
Il pontefice ha incontrato le vittime della violenza, in particolare i familiari del piccolo Cocò, tre anni, 
ucciso da mafiosi lo scorso gennaio.
Commosse tutte le detenute che hanno raccomandato alla preghiera di Francesco i loro figli. 
L'incontro con Dio che "sempre perdona, sempre accompagna, sempre comprende”, 
come base per il reinserimento sociale.
Anch'io sbaglio e anch'io ho bisogno di perdono


Papa Francesco - "Anch'io sbaglio e anch'io ho bisogno di perdono": con questa identificazione di sé con il destino dei detenuti è cominciata la visita di papa Francesco alla diocesi di Cassano all'Jonio, in Calabria, una regione tristemente famosa per criminalità , mafia e commercio di droga. Distaccandosi dal protocollo tradizionale delle visite, in cui è previsto come primo gesto l'incontro e i discorsi con le autorità, il pontefice si è recato per primo alla casa circondariale "Rosetta Sisca" e si è incontrato con 200 fra carcerati fra uomini e donne, oltre agli agenti di polizia penitenziale e i familiari delle vittime della mafia.

Fra queste vi erano la nonna e la zia di Cocò, Campolongo, il bambino di tre anni ucciso insieme allo zio, sorvegliato speciale, e alla compagna di quest'ultimo lo scorso 16 gennaio. Francesco li aveva ricordati nell'Angelus del 26 gennaio.

Il papa ha voluto che l'incontro con i detenuti fosse in privato, senza la presenza di giornalisti e telecamere. Il vescovo di Cassano, mons. Nunzio Galantino, all'uscita dal carcere, parlando con alcuni giornalisti, ha detto che quell'incontro con i familiari di Cocò è stato il momento più commovente, in cui il pontefice ha assicurato la sua preghiera per loro e per tutte le vittime di violenza. "Non deve accadere mai più - ha detto Francesco - che un bambino sia vittima di una simile violenza". Mons. Galantino, che è segretario generale della conferenze episcopale italiana (Cei) ha detto che il papa ha salutato una ad una le donne incarcerate: "Piangevano tutte - ha detto - e raccomandavano i loro figli alla sua preghiera".

Nel carcere di Castrovillari è rinchiuso anche Nelus Dudu,  27enne rumeno che il 2 marzo a Sibari ha ucciso p. Lazzaro Longobardi, che lo aveva accolto, sfamato e vestito.

Nel suo discorso, il pontefice ha confessato di aver voluto questa visita come "primo gesto" per "esprimere la vicinanza del Papa e della Chiesa ad ogni uomo e ogni donna che si trova in carcere, in ogni parte del mondo. Gesù ha detto: «Ero in carcere e siete venuti a trovarmi» (Mt 25,36)".

Egli ha anche sottolineato che nella vita carceraria  non è sufficiente parlare di "diritti fondamentali dell'uomo", di "condizioni di espiazioni della pena". Occorre impegnarsi anche per  "un effettivo reinserimento nella società".  "Quando questa finalità viene trascurata - ha continuato - l'esecuzione della pena degrada a uno strumento di sola punizione e ritorsione sociale, a sua volta dannoso per l'individuo e per la società".

Tale percorso non può essere  "solamente umano"; occorre anche "l'incontro con Dio". E ha invitato tutti a lasciarsi "guardare da Dio che ci ama, che è capace di comprenderci e di perdonare i nostri errori. Il Signore è un maestro di reinserimento: ci prende per mano e ci riporta nella comunità sociale. Il Signore sempre perdona, sempre accompagna, sempre comprende; a noi spetta lasciarci comprendere, lasciarci perdonare, lasciarci accompagnare".

A conclusione, il papa ha chiesto la preghiera dei detenuti per il suo ministero: "Anch'io sbaglio, anch'io ho bisogno di perdono e di penitenza".