聆听教宗方济各
我们将通过这一博客,在一周之内发表教宗方济各讲话 的中文版、教宗每主日的三钟经祈祷讲话、周三例行公开接 见要理、每天清晨在圣女玛尔大之家的弥撒圣祭讲道。 教宗的讲话言简意赅、直入我们每个人的内心深处。他 的话不需要任何评论或者理论说教,只要认识了解、反思默 想足以

IN CAMMINO CON PAPA FRANCESCO
Con questo blog vorremmo mettere in circolazione, entro una settimana, anche in cinese,
le parole che Papa Francesco ci regala all’Angelus di ogni domenica, nella Udienza del Mercoledì, e nelle celebrazioni quotidiane di Santa Marta.
Papa Francesco parla in maniera chiara e diretta, parla al cuore di ognuno di noi. Le sue parole non hanno bisogno di commenti o teorie, ma di essere conosciute e meditate.
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在中国的讯息
Scritto da Gigi Di Sacco
il 20 06 2014 alle 16,57

Omelia - Festa del Corpus Domini, 19/06/2014

Deut. 8,2-3; 14-16

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Deut. 8,2-3; 14-16

[2] Ricordati di tutto il cammino che il Signore tuo Dio ti ha fatto percorrere in questi quarant'anni nel deserto, per umiliarti e metterti alla prova, per sapere quello che avevi nel cuore e se tu avresti osservato o no i suoi comandi. 

[3] Egli dunque ti ha umiliato, ti ha fatto provare la fame, poi ti ha nutrito di manna, che tu non conoscevi e che i tuoi padri non avevano mai conosciuto, per farti capire che l'uomo non vive soltanto di pane, ma che l'uomo vive di quanto esce dalla bocca del Signore. 

 

[14] il tuo cuore non si inorgoglisca in modo da dimenticare il Signore tuo Dio che ti ha fatto uscire dal paese d'Egitto, dalla condizione servile; 

[15] che ti ha condotto per questo deserto grande e spaventoso, luogo di serpenti velenosi e di scorpioni, terra assetata, senz'acqua; che ha fatto sgorgare per te l'acqua dalla roccia durissima; 

[16] che nel deserto ti ha nutrito di manna sconosciuta ai tuoi padri, per umiliarti e per provarti, per farti felice nel tuo avvenire. 

 

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Costruire la propria esistenza non sui beni mondani, ma sulla realtà che non perisce
"Gesù, difendici dalle tentazioni del cibo mondano che ci rende schiavi, del cibo avvelenato; purifica la nostra memoria, affinché non resti prigioniera nella selettività egoista e mondana, ma sia memoria viva della tua presenza lungo la storia del tuo popolo, memoria che si fa 'memoriale' del tuo gesto di amore redentivo". 


Papa Francesco - Costruire la propria esistenza non sui beni mondani, ma sulla realtà che non perisce significa scegliere "il cibo" che viene offerto da Dio e non quelli che "apparentemente soddisfano di più", siano essi il denaro, il successo e la vanità, il potere e l'orgoglio". E' il monito che papa Francesco ha rivolto nel giorno nel quale la Chiesa celebra il Corpus Domini, la solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo.

In piazza san Giovanni, davanti alla cattedrale di Roma, intorno al Papa che ha celebrato la messa, tra le migliaia di fedeli c'erano anche le confraternite, che poi hanno preso parte alla processione fino alla basilica di santa Maria Maggiore. Papa Francesco quest'anno non ha percorso il lungo itinerario a piedi fra le due basiliche, anche in vista dei prossimi impegni - in particolare il viaggio a Cassano, in Calabria, fra soli due giorni - e ha evitato di fare il tragitto sulla autovettura scoperta, affinché, secondo lo spirito della celebrazione odierna, l'attenzione dei fedeli rimanga invece concentrata sul Santissimo Sacramento esposto e portato in processione, col quale, alla fine della processione, Francesco ha benedetto i fedeli.

In precedenza, durante la messa. Il Papa ha preso spunto dalla frase del Deuteronomio «Il Signore, tuo Dio, ... ti ha nutrito di manna, che tu non conoscevi». "Queste parole - ha detto - fanno riferimento alla storia d'Israele, che Dio ha fatto uscire dall'Egitto, dalla condizione di schiavitù, e per quarant'anni ha guidato nel deserto verso la terra promessa. Una volta stabilito nella terra, il popolo eletto raggiunge una certa autonomia, un certo benessere, e corre il rischio di dimenticare le tristi vicende del passato, superate grazie all'intervento di Dio e alla sua infinita bontà. Allora le Scritture esortano a ricordare, a fare memoria di tutto il cammino fatto nel deserto, nel tempo della carestia e dello sconforto. L'invito è quello di ritornare all'essenziale, all'esperienza della totale dipendenza da Dio, quando la sopravvivenza era affidata alla sua mano, perché l'uomo comprendesse che «non vive soltanto di pane, ma ... di quanto esce dalla bocca del Signore». Oltre alla fame fisica l'uomo porta in sé un'altra fame, una fame che non può essere saziata con il cibo ordinario. E' fame di vita, fame di amore, fame di eternità. E il segno della manna - come tutta l'esperienza dell'esodo - conteneva in sé anche questa dimensione: era figura di un cibo che soddisfa questa fame profonda che c'è nell'uomo".

"Gesù ci dona questo cibo, anzi, è Lui stesso il pane vivo che dà la vita al mondo. Il suo Corpo è il vero cibo sotto la specie del pane; il suo Sangue è la vera bevanda sotto la specie del vino. Non è un semplice alimento con cui saziare i nostri corpi, come la manna; il Corpo di Cristo è il pane degli ultimi tempi, capace di dare vita, e vita eterna, perché la sostanza di questo pane è l'Amore. Nell'Eucaristia si comunica l'amore del Signore per noi: un amore così grande che ci nutre con Sé stesso; un amore gratuito, sempre a disposizione di ogni persona affamata e bisognosa di rigenerare le proprie forze. Vivere l'esperienza della fede significa lasciarsi nutrire dal Signore e costruire la propria esistenza non sui beni materiali, ma sulla realtà che non perisce: i doni di Dio, la sua Parola e il suo Corpo".

"Se ci guardiamo attorno, ci accorgiamo che ci sono tante offerte di cibo che non vengono dal Signore e che apparentemente soddisfano di più. Alcuni si nutrono con il denaro, altri con il successo e la vanità, altri con il potere e l'orgoglio. Ma il cibo che ci nutre veramente e che ci sazia è soltanto quello che ci dà il Signore! Il cibo che ci offre il Signore è diverso dagli altri, e forse non ci sembra così gustoso come certe vivande che ci offre il mondo. Allora sogniamo altri pasti, come gli ebrei nel deserto, i quali rimpiangevano la carne e le cipolle che mangiavano in Egitto, ma dimenticavano che quei pasti li mangiavano alla tavola della schiavitù. Essi, in quei momenti di tentazione, avevano memoria, ma una memoria malata, una memoria selettiva, una memoria schiava, non libera. Ognuno di noi, oggi, può domandarsi: e io? Dove voglio mangiare? A quale tavola voglio nutrirmi? Alla tavola del Signore? O sogno di mangiare cibi gustosi, ma nella schiavitù? Anche ognuno di noi può domandarsi qual è la mia memoria? Quella del Signore che mi salva, o quella dell'aglio e delle cipolle della schiavitù? Con quale memoria io sazio la mia anima?",

"Il Padre ci dice: «Ti ho nutrito di manna che tu non conoscevi». Recuperiamo la memoria e impariamo a riconoscere il pane falso che illude e corrompe, perché frutto dell'egoismo, dell'autosufficienza e del peccato. Tra poco, nella processione, noi seguiremo Gesù realmente presente nell'Eucaristia. L'Ostia è la nostra manna, mediante la quale il Signore ci dona se stesso. A Lui ci rivolgiamo con fiducia: Gesù, difendici dalle tentazioni del cibo mondano che ci rende schiavi, del cibo avvelenato; purifica la nostra memoria, affinché non resti prigioniera nella selettività egoista e mondana, ma sia memoria viva della tua presenza lungo la storia del tuo popolo, memoria che si fa 'memoriale' del tuo gesto di amore redentivo".