聆听教宗方济各
我们将通过这一博客,在一周之内发表教宗方济各讲话 的中文版、教宗每主日的三钟经祈祷讲话、周三例行公开接 见要理、每天清晨在圣女玛尔大之家的弥撒圣祭讲道。 教宗的讲话言简意赅、直入我们每个人的内心深处。他 的话不需要任何评论或者理论说教,只要认识了解、反思默 想足以

IN CAMMINO CON PAPA FRANCESCO
Con questo blog vorremmo mettere in circolazione, entro una settimana, anche in cinese,
le parole che Papa Francesco ci regala all’Angelus di ogni domenica, nella Udienza del Mercoledì, e nelle celebrazioni quotidiane di Santa Marta.
Papa Francesco parla in maniera chiara e diretta, parla al cuore di ognuno di noi. Le sue parole non hanno bisogno di commenti o teorie, ma di essere conosciute e meditate.
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Scritto da Gigi Di Sacco
il 19 02 2021 alle 17,09

Omelia, Mercoledì delle Ceneri, 17 febbraio 2021

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Il Papa: la Quaresima non è una raccolta di fioretti ma un ritorno a Dio

Alla Messa del Mercoledì delle Ceneri celebrata nella Basilica di San Pietro, Francesco esorta a farsi piccoli intraprendendo un cammino di umiltà che porta alla Pasqua. Il Papa ricorda che "la salvezza non è una scalata per la gloria, ma un abbassamento per amore”

Papa Francesco-La Quaresima è un viaggio di ritorno a Dio, un tempo per "verificare le strade che stiamo percorrendo" e riscoprire "il legame fondamentale" con il Padre da cui tutto dipende. Non seguire la polvere di “cose che oggi ci sono e domani svaniscono”, ma orientare il navigatore della nostra vita verso di Lui.  È l’esortazione che il Papa rivolge nell'omelia della Messa del Mercoledì delle Ceneri, all'inizio di questo tempo forte di Quaresima che, ricorda, “non è una raccolta di fioretti, è discernere dove è orientato il cuore”. Il rischio è che questo cammino venga ostacolato “dai lacci seducenti dei vizi, dalle false sicurezze dei soldi e dell’apparire, dal lamento vittimista che paralizza”. Come fu per il popolo d’Israele quando lasciò l’Egitto. “È stato più difficile lasciare l’Egitto del cuore del popolo di Dio, quell’Egitto che portavano sempre dentro, che lasciare la terra d’Egitto”, afferma Francesco. La Quaresima è dunque un “esodo dalla schiavitù alla libertà”. Ma “nessuno può riconciliarsi con Dio con le proprie forze”, è il Signore che ci precede venendoci incontro: l’inizio del ritorno è dunque riconoscersi “bisognosi di misericordia”. Bisogna, quindi, interrogarsi se il nostro cuore sia “ballerino”, amando “un po’ il Signore e un po’ il mondo” oppure saldo in Dio. 

Il segno dell'abbassare il capo 

Risuonano forti le sue parole, stamani, alla Messa con il Rito della benedizione e imposizione delle Ceneri, segnato anch’esso da una pandemia che continua a imperversare nel mondo. La Celebrazione Eucaristica si tiene infatti non come da tradizione nella Basilica di Santa Sabina all'Aventino, ma presso l’Altare della Cattedra, nella Basilica di San Pietro, e con una partecipazione dei fedeli molto ristretta in ottemperanza alle misure sanitarie di protezione. La Congregazione per il Culto Divino il mese scorso aveva pubblicato una nota per precisare le modalità da seguire durante la celebrazione che apre la Quaresima: mascherina e formula recitata una volta sola. Quindi, terminato il rito di Benedizione delle ceneri, il Papa pronuncia, una sola volta per tutti, la formula: “Ricordati, uomo, che polvere tu sei e in polvere ritornerai” e impone le ceneri ai cardinali, dopo averle ricevute dal cardinale Comastri. Alcuni frati le impongono ai fedeli.

È quindi il segno stesso dell’abbassare il capo per ricevere le ceneri sul quale il Papa si sofferma per indicare il senso di questo ritorno. “Finita la Quaresima - dice - ci abbasseremo ancora di più per lavare i piedi dei fratelli”:

La Quaresima è una discesa umile dentro di noi e verso gli altri. È capire che la salvezza non è una scalata per la gloria, ma un abbassamento per amore. È farci piccoli. In questo cammino, per non perdere la rotta, mettiamoci davanti alla croce di Gesù: è la cattedra silenziosa di Dio. Guardiamo ogni giorno le sue piaghe le piaghe che Lui ha portato in Cielo e fa vedere il Padre, tutti i giorni, nella sua preghiera di intercessione. Guardiamo ogni giorno le sue piaghe. In quei fori riconosciamo il nostro vuoto, le nostre mancanze, le ferite del peccato, i colpi che ci hanno fatto male. Eppure proprio lì vediamo che Dio non ci punta il dito contro, ma ci spalanca le mani. 

Il Papa esorta quindi a baciare le piaghe di Gesù: “Nei buchi più dolorosi della vita - sottolinea - Dio ci aspetta con la sua misericordia infinita. Perché lì, dove siamo più vulnerabili, dove ci vergogniamo di più, Lui ci è venuto incontro". 

Ritronare al Padre, a Gesù e allo Spirito Santo

La riflessione di Francesco parte dalle parole del profeta Gioele: "Ritornate a me con tutto il cuore". Per procedere in questo cammino, si ricordano i viaggi di ritorno che la Parola di Dio racconta: quello del figliol prodigo, che indica come a rimetterci in piedi sia “il perdono del Padre”, e il primo passo di ritorno, la Confessione. Il Papa in proposito raccomanda ai confessori di essere come il padre: “non con la frusta, con l’abbraccio”. C’è bisogno, poi, di tornare a Gesù come ha fatto il lebbroso risanato che torna a ringraziarlo:

Tutti abbiamo delle malattie spirituali, da soli non possiamo guarirle; tutti abbiamo dei vizi radicati, da soli non possiamo estirparli; tutti abbiamo delle paure che ci paralizzano, da soli non possiamo sconfiggerle. Abbiamo bisogno di imitare quel lebbroso, che tornò da Gesù e si buttò ai suoi piedi. Ci serve la guarigione di Gesù.

Bisogna, quindi, mettersi davanti a Lui mettendogli davanti le nostre ferite e i peccatiLa cenere sul capo ci ricorda che siamo polvere e in polvere torneremo, rileva ancora il Papa ricordando che proprio su “questa nostra polvere Dio ha soffiato il suo Spirito di vita”:

Allora non possiamo vivere inseguendo la polvere, andando dietro a cose che oggi ci sono e domani svaniscono. Torniamo allo Spirito, Datore di vita, torniamo al Fuoco che fa risorgere le nostre ceneri, a quel fuoco che ci insegna ad amare, saremo sempre polvere ma come dice l’inno liturgico: “polvere innamorata”. Ritorniamo a pregare lo Spirito Santo, riscopriamo il fuoco della lode, che brucia le ceneri del lamento e della rassegnazione.

La conversione del cuore parte dal primato dell'azione di Dio

Un viaggio di ritorno che però è possibile “solo perché c’è stato il suo viaggio di andata verso di noi”, perché il Signore è sceso dentro alla nostra morte e al nostro peccato. Il Padre è infatti “Colui che esce di casa per venirci a cercare”; “il Signore che ci guarisce è Colui che si è lasciato ferire in croce; lo Spirito che ci fa cambiare vita è Colui che soffia con forza e dolcezza sulla nostra polvere”. Bisogna, quindi, lasciarsi riconciliare perché "nessuno può riconciliarsi con Dio con le proprie forze":

La conversione del cuore, con i gesti e le pratiche che la esprimono, è possibile solo se parte dal primato dell’azione di Dio. A farci ritornare a Lui non sono le nostre capacità e i nostri meriti da ostentare, ma la sua grazia da accogliere. Gesù ce l’ha detto chiaramente nel Vangelo: a renderci giusti non è la giustizia che pratichiamo davanti agli uomini, ma la relazione sincera con il Padre.

La via del ritorno è quindi “la via dell’umiltà”. A salvarci, infatti, è la grazia: la salvezza "è pura gratuità”.