聆听教宗方济各
我们将通过这一博客,在一周之内发表教宗方济各讲话 的中文版、教宗每主日的三钟经祈祷讲话、周三例行公开接 见要理、每天清晨在圣女玛尔大之家的弥撒圣祭讲道。 教宗的讲话言简意赅、直入我们每个人的内心深处。他 的话不需要任何评论或者理论说教,只要认识了解、反思默 想足以

IN CAMMINO CON PAPA FRANCESCO
Con questo blog vorremmo mettere in circolazione, entro una settimana, anche in cinese,
le parole che Papa Francesco ci regala all’Angelus di ogni domenica, nella Udienza del Mercoledì, e nelle celebrazioni quotidiane di Santa Marta.
Papa Francesco parla in maniera chiara e diretta, parla al cuore di ognuno di noi. Le sue parole non hanno bisogno di commenti o teorie, ma di essere conosciute e meditate.
HOME - 主页     FOTO - 照片     RICERCA - 搜索     MOBILE - 移动

博客归档 - Archivio blog

Angelus
三钟经


Regina Coeli
天皇后喜乐经


Biografia
生平简历


Costituzioni Apostoliche
宗座宪章


Discorsi
讲话


Encicliche
通谕


Esortazioni Apostoliche
宗座劝谕


Interviste
采访


Lettere
书信


Lettere Apostoliche
宗座书函


Messaggi
文告


Motu Proprio
自动诏书


Omelie
弥撒讲道


Preghiere
祈祷


Santa Marta
圣女玛尔大之家


Udienze
周三公开接见


Viaggi
出访


Servizi
服务


SPECIALE TERRA SANTA
圣地专题报道


在中国的讯息
Scritto da Gigi Di Sacco
il 13 09 2020 alle 14,49

Angelus, 13 settembre 2020

0

Il Papa: perdono e misericordia, uno stile di vita improntato alla pace

Remissione del debito e perdono che, nelle parole di Gesù, deve essere concesso “non sette, ma settanta volte sette!” Così nell’Angelus di stamattina in piazza San Pietro Francesco traccia la linea di confine tra l’atteggiamento divino e quello umano nei confronti della giustizia, che per il Signore deve essere pervasa dalla misericordia.

Papa Francesco-Cosa fare quando si è in debito con qualcuno e soprattutto quando qualcuno ha un debito con noi che non riesce a saldare? In questa domenica di caldo ancora estivo,  all'Angelus Papa Francesco spiega la risposta a questa domanda, come è contenuta nella parabola del Re misericordioso e del Servo spietato proposta nel Vangelo di oggi tratto da Matteo: “Troviamo due atteggiamenti differenti: quello di Dio – rappresentato dal re – e quello dell’uomo. Nell’atteggiamento divino la giustizia è pervasa dalla misericordia, mentre l’atteggiamento umano si limita alla giustizia”. 

 

La misericordia che viene dal cuore

“Abbi pazienza con me e ti restituirò”. Così il servo che ha con il padrone un debito enorme, pari a diecimila talenti, lo supplica di attendere finché riuscirà a saldarlo e la sua preghiera tocca il cuore del padrone che, come quello di Dio che qui rappresenta, è un cuore misericordioso.

Il cuore della parabola è l’indulgenza che il padrone dimostra verso il servo con il debito più grande. L’evangelista sottolinea che “il padrone ebbe compassione di quel servo, lo lasciò andare e gli condonò il debito”. Un debito enorme, dunque un condono enorme!

Quella stessa indulgenza, quella stessa compassione -  parola che il Papa mette in evidenza in modo particolare perché l'ha pronunciata Gesù - però, il servo condonato non la dimostra verso un altro servo di quel padrone, un suo pari, che ha un debito con lui molto più piccolo di quello che egli aveva con il padrone. Alla richiesta di quello di avere pazienza finché lo saldasse, la stessa che lui aveva fatto al padrone, però, va su tutte le furie:

Non lo ascolta, inveisce contro di lui e lo fa gettare in prigione finché non avrà pagato il debito. Il padrone viene a saperlo e, sdegnato, richiama il servo malvagio e lo fa condannare.

 

 Chiamati a perdonare sempre

Ripercorrendo questi passaggi, il Papa chiarisce dunque la differenza di atteggiamento tra il padrone e il servo spietato, che è spesso la stessa differenza di atteggiamento che c’è tra Dio e l’uomo:

Nell’atteggiamento divino la giustizia è pervasa dalla misericordia, mentre l’atteggiamento umano si limita alla giustizia. Gesù ci esorta ad aprirci con coraggio alla forza del perdono, perché nella vita non tutto si risolve con la giustizia. 

A volte non basta la giustizia, quindi, ma “c’è bisogno di quell’amore misericordioso” che ci dimostra il Padre e che, ricorda Francesco, è alla base della risposta che Gesù dà alla domanda di Pietro che nel testo evangelico precede la parabola: “Signore, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovrò perdonargli? E Gesù risponde: Non dico fino a sette, ma fino a settanta volte sette”:

Nel linguaggio simbolico della Bibbia, questo significa che noi siamo chiamati a perdonare sempre!

“Ricorda la fine e smetti di odiare”

Il Papa sottolinea, poi, quante siano le relazioni umane in cui è necessario applicare l’amore misericordioso verso il nostro prossimo: nel matrimonio, tra genitori e figli, nelle famiglie troppo spesso distrutte dall’odio tra fratelli, all’interno delle comunità, nella Chiesa e anche nella società e nella politica:

Quanta sofferenza, quante lacerazioni, quante guerre potrebbero essere evitate, se il perdono e la misericordia fossero lo stile della nostra vita!

Francesco racconta poi come celebrando la Messa questa mattina, sia rimasto colpito da una frase contenuta nella Prima Lettura, tratta dal libro del Siracide:

“Ricorda la fine smetti di odiare”, una bella frase. Pensa alla fine: sarai in una bara, vuoi portarti l’odio anche lì?

Se non si perdona, infatti, ricorda il Papa, il “il rancore torna come una mosca fastidiosa”: meglio, quindi, perdonare, per essere a nostra volta perdonati, perché il perdono non è un impeto di un momento, ma uno stile di vita che deve durare per sempre:

E non è facile perdonare perché nei momenti tranquilli uno dice: “Sì ma questi o questo me ne ha fatto di tutti i colori ma anche io ne ho fatte tante. Meglio perdonare per essere perdonato”. Ma poi il rancore torna, come una mosca fastidiosa nell’estate che torna e torna e torna... Perdonare non è soltanto una cosa di un momento, è una cosa continua contro questo rancore, questo odio che torna. Pensiamo alla fine, smettiamola di odiare.

La preghiera del Padre Nostro e la reciprocità

Infine Francesco, ricordando ancora una volta di pensare alla fine, cioè “al peprdono di Dio” che sempre arriva, invita a concentrarsi sul legame che c’è tra la parabola del Vangelo di oggi e la frase che recitiamo nella preghiera del Padre Nostro: “Rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori”.

Queste parole contengono una verità decisiva. Non possiamo pretendere per noi il perdono di Dio, se non concediamo a nostra volta il perdono al nostro prossimo. È una condizione: pensa alla fine, al perdono di Dio, e smettila di odiare; caccia via il rancore, quella mosca fastidiosa che torna e torna. Se non ci sforziamo di perdonare e di amare, nemmeno noi verremo perdonati e amati.