聆听教宗方济各
我们将通过这一博客,在一周之内发表教宗方济各讲话 的中文版、教宗每主日的三钟经祈祷讲话、周三例行公开接 见要理、每天清晨在圣女玛尔大之家的弥撒圣祭讲道。 教宗的讲话言简意赅、直入我们每个人的内心深处。他 的话不需要任何评论或者理论说教,只要认识了解、反思默 想足以

IN CAMMINO CON PAPA FRANCESCO
Con questo blog vorremmo mettere in circolazione, entro una settimana, anche in cinese,
le parole che Papa Francesco ci regala all’Angelus di ogni domenica, nella Udienza del Mercoledì, e nelle celebrazioni quotidiane di Santa Marta.
Papa Francesco parla in maniera chiara e diretta, parla al cuore di ognuno di noi. Le sue parole non hanno bisogno di commenti o teorie, ma di essere conosciute e meditate.
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Scritto da Gigi Di Sacco
il 07 06 2019 alle 14,50

Discorso sulla vocazione, 06 giugno 2019

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Papa: non abbiate paura di annunciare la vocazione al sacerdozio

La Chiesa ha bisogno di “uomini e donne, laici e consacrati appassionati, ardenti per l’incontro con Dio e trasformati nella loro umanità, capaci di annunciare con la vita la felicità che viene dalla loro vocazione”.

 


Papa Francesco– “Non abbiate paura di accettare la sfida di annunciare ancora la vocazione alla vita consacrata e al ministero ordinato” nell’ambito dell’affermazione che per ognuno Dio ha un progetto, che cresce e matura nella libertà. Il “bisogno” della Chiesa di “uomini e donne, laici e consacrati appassionati, ardenti per l’incontro con Dio e trasformati nella loro umanità, capaci di annunciare con la vita la felicità che viene dalla loro vocazione” è stato al centro del discorso che papa Francesco ha consegnato stamattina ai partecipanti al congresso dei Centri nazionali per le Vocazioni delle Chiese di Europa, in corso a Roma.

Nel documento Francesco ha indicato tre “linee”: la santità, come chiamata che dà senso al cammino di tutta la vita; la comunione, "come ‘humus’ delle vocazioni nella Chiesa; la vocazione stessa, come parola-chiave da preservare, coniugandola con le altre: ‘felicità’, ‘libertà’ e ‘insieme’; e infine declinandola come speciale consacrazione”.

“Non dobbiamo dimenticare – afferma il Papa - che la vocazione è un cammino che dura tutta la vita. Infatti, la vocazione riguarda il tempo della giovinezza quanto all’orientamento e alla direzione da assumere in risposta all’invito di Dio, e riguarda la vita adulta nell’orizzonte della fecondità e del discernimento del bene da compiere. La vita è fatta per portare frutto nella carità e questo riguarda la chiamata alla santità che il Signore fa a tutti, ciascuno attraverso la sua propria strada”.

Ricordando che “la pastorale non può che essere sinodale, vale a dire capace di dare forma a un ‘camminare insieme’”, Francesco ricorda la capacità di presenza della Chiesa nei doversi ambiti, dalle famiglie, al territorio.

E “la parola ‘vocazione’ non è scaduta. L’abbiamo ripresa nell’ultimo Sinodo, durante tutte le fasi. Ma la sua destinazione rimane il popolo di Dio, la predicazione e la catechesi, e soprattutto l’incontro personale, che è il primo momento dell’annuncio del Vangelo (cfr Evangelii gaudium, 127-129). Conosco alcune comunità che hanno scelto di non pronunciare più la parola ‘vocazione’ nelle loro proposte giovanili, perché ritengono che i giovani ne abbiano paura e non partecipino alle loro attività. Questa è una strategia fallimentare: togliere dal vocabolario della fede la parola ‘vocazione’ significa mutilarne il lessico correndo il rischio, presto o tardi, di non capirsi più”.

“È vero che la parola ‘vocazione’ ai giovani può fare paura, perché spesso è stata confusa con un progetto che toglie la libertà. Dio, invece, sostiene sempre fino in fondo la libertà di ciascuno (cfr ibid., 113). È bene ricordarlo, soprattutto quando l’accompagnamento personale o comunitario innesca dinamiche di dipendenza o, peggio, di plagio. Questo è molto grave, perché impedisce la crescita e il consolidarsi della libertà, soffoca la vita rendendola infantile”.

La vocazione poi, ribadisce il documento, “non è mai soltanto ‘mia’”. “Nessuno può compiere una scelta di vita soltanto per sé; la vocazione è sempre per e con gli altri. Penso che dovremmo riflettere molto su questi ‘sogni del noi’ perché riguardano la vocazione delle nostre comunità di vita consacrata, i nostri presbiteri, le nostre parrocchie, i nostri gruppi ecclesiali. Il Signore non chiama mai solo come singoli, ma sempre all’interno di una fraternità per condividere il suo progetto d’amore, che è plurale fin dall’inizio perché lo è Lui stesso, Trinità misericordiosa” Trovo sia molto fecondo pensare alla vocazione in questa prospettiva”.

Francesco, infine, ribadisce la sua “certezza” che “lo Spirito continua a suscitare vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata” e quindi che “possiamo ‘gettare di nuovo le reti’ nel nome del Signore”.

“Penso alle tante comunità di vita consacrata che operano capillarmente nella carità e nella missione. Penso alla vita monastica, nella quale affondano le radici dell’Europa e che ancora è capace di attrarre molte vocazioni, soprattutto femminili: essa va custodita, valorizzata e aiutata ad esprimersi per quello che veramente è, scuola di preghiera e di comunione. Penso alle parrocchie, radicate nel territorio e alla loro forza di evangelizzare questo tempo. Penso all’impegno sincero di innumerevoli sacerdoti, diaconi, consacrati, consacrate e vescovi «che ogni giorno si spendono con onestà e dedizione al servizio dei giovani. La loro opera è una foresta che cresce senza fare rumore» (ibid., 99)”.

“Non abbiate paura di accettare la sfida di annunciare ancora la vocazione alla vita consacrata e al ministero ordinato. La Chiesa ne ha bisogno! E quando i giovani incontrano uomini e donne consacrati credibili, non perché perfetti, ma perché segnati dall’incontro col Signore, sanno gustare una vita differente e interrogarsi sulla loro vocazione. «La Chiesa attira l’attenzione dei giovani attraverso il suo radicarsi in Gesù Cristo. Cristo è la Verità che rende la Chiesa diversa da qualsiasi altro gruppo secolare in cui potremmo identificarci» (Documento pre-sinodale dei giovani, 11)”.

“Oggi la vita di tutti è frammentata e a volte ferita; quella della Chiesa non lo è di meno. Radicarsi in Cristo è la via maestra per lasciare che la sua opera ci ricomponga. Accompagnare e formare la vocazione è acconsentire all’opera artigianale di Cristo che è venuto a portare il lieto annuncio ai poveri, a fasciare le piaghe dei cuori spezzati, a proclamare la libertà degli schiavi e ai ciechi la vista (cfr Lc 4,18). Coraggio allora! Cristo ci vuole vivi!”.