聆听教宗方济各
我们将通过这一博客,在一周之内发表教宗方济各讲话 的中文版、教宗每主日的三钟经祈祷讲话、周三例行公开接 见要理、每天清晨在圣女玛尔大之家的弥撒圣祭讲道。 教宗的讲话言简意赅、直入我们每个人的内心深处。他 的话不需要任何评论或者理论说教,只要认识了解、反思默 想足以

IN CAMMINO CON PAPA FRANCESCO
Con questo blog vorremmo mettere in circolazione, entro una settimana, anche in cinese,
le parole che Papa Francesco ci regala all’Angelus di ogni domenica, nella Udienza del Mercoledì, e nelle celebrazioni quotidiane di Santa Marta.
Papa Francesco parla in maniera chiara e diretta, parla al cuore di ognuno di noi. Le sue parole non hanno bisogno di commenti o teorie, ma di essere conosciute e meditate.
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在中国的讯息
Scritto da Gigi Di Sacco
il 04 06 2019 alle 16,34

Intervista, in aereo, 03 giugno 2019

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Papa: l’ecumenismo si fa camminando insieme e non aspettando i teologi

Sul volo che lo ha riportato a Roma dalla Romania, Francesco ha parlato con i giornalisti. L’Europa che deve riprendere “la mistica dei padri fondatori”. “Un politico mai, mai deve seminare odio e paura”. Sentendo parlare Benedetto XVI “divento forte, sento il succo delle radici e mi aiuta ad andare avanti”.

 


Papa Francesco– L’ecumenismo che si fa “camminando insieme”, l’Europa che deve riprendere “la mistica dei padri fondatori” e l’etica in politica per la quale “un politico mai, mai deve seminare odio e paura” sono stati i temi principali della conferenza stampa tenuta da papa Francesco, come di consueto, nel volo che ieri sera l’ha riportato da Sibiu, in Romania, a Roma.

La domanda sull’ecumenismo è stata suscitata dall’incontro con il patriarca ortodosso Daniel, palesemente molto cordiale. L’ecumenismo, ha risposto Francesco, “si fa camminando, andando insieme, pregando insieme. Abbiamo nella storia l’ecumenismo del sangue: quando li uccidevano, ai cristiani non domandavano: tu sei cattolico? Sei ortodosso? Sei luterano? Chiedevano: tu sei cristiano? C’è l’ecumenismo della testimonianza, del sangue e poi l’ecumenismo del povero, lavorare insieme per aiutare i poveri, gli ammalati, gli infermi, come leggiamo nel capitolo 25 di Matteo. Camminare insieme, ma non aspettare che i teologi si mettano d’accordo per arrivare all’eucaristia comune. L’ecumenismo si fa insieme con le opere di carità e volendosi bene”.

Dell’Europa Francesco ha parlato rispondendo a una domanda sul fatto che “vediamo che in Europa cresce il numero di quelli che non desiderano la fraternità e preferiscono di camminare da soli”.

“Ho parlato di questo problema a Strasburgo e quando ho ricevuto il premio Carlo Magno e poi il discorso con capi di Stato e di governo in Vaticano per l'anniversario dei Patti europei. E c’è anche un quinto discorso, quello che ha fatto il Borgomastro di Aachen. L’Europa non deve dire: arrangiatevi voi e andate avanti: tutti siamo responsabili dell’Unione Europea e la circolazione della presidenza della UE non è un gesto di cortesia ma un simbolo della responsabilità che ognuno dei Paesi ha. Se l’Europa non è grande dentro le sfide future appassirà. Ho detto che l’Europa da madre sta diventando la nonna Europa, forse di nascosto qualcuno si può domandare: non sarà la fine dell’avventura iniziata 70 anni fa? Bisogna riprendere la mistica dei padri fondatori, deve ritrovare se stessa e superare le divisioni delle frontiere, ogni Paese ha una propria identità e deve custodirla, ma per favore l’Europa non si lasci vincere da pessimismo e dalle ideologie perché è attaccata dalle ideologie e nascono dei gruppetti in Europa. Pensate voi all’Europa divisa, impariamo dalla storia, non torniamo indietro”.

Rispondendo poi a una domanda sulla politica italiana, Francesco ha ammesso che “non capisco la politica italiana”. “Anche io – ha aggiunto - sono italiano perché sono figlio di emigranti italiani: nel sangue sono italiano. I miei fratelli, tutti hanno la cittadinanza. Io non ho voluto averla perché nel tempo che l’hanno acquisita io ero vescovo, e io ho detto: ‘No, il vescovo dev’essere della patria’, e non ho voluto prenderla. E per questo non la ho. C’è – ha proseguito - nella politica di tanti Paesi – tanti – la malattia della corruzione: dappertutto. Dappertutto: non dite domani ‘il Papa ha detto che la politica italiana è corrotta’: no. Io ho detto che una delle malattie della politica, dappertutto, è scivolare sulla corruzione… è universale. Per favore, eh? Non fatemi dire quello che non ho detto. E una volta mi hanno detto come sono i patti politici: figurati una riunione di nove imprenditori al tavolo; discutono per mettersi d’accordo sullo sviluppo delle loro imprese e alla fine, dopo ore e ore e ore e caffè e caffè e caffè, si mettono d’accordo. Hanno preso il verbale, fanno il riassunto, lo leggono … d’accordo? D’accordo. Mentre lo fanno stampare prendono un whiskey per festeggiare e poi incominciano a girare le carte per firmare l’accordo. Nel momento che girano le carte, sotto il tavolo, io e quello … ne faccio un altro sotto il tavolo. Questo è corruzione politica, che si fa un po’ dappertutto. Dobbiamo aiutare i politici a essere onesti, a non fare campagna con bandiere disoneste – la calunnia, la diffamazione, gli scandali … E tante volte, seminare odio e paura: questo è terribile. Una politica, un politico mai, mai deve seminare odio e paura. Soltanto speranza. Giusta, esigente: ma speranza. Perché deve condurre il Paese, e non dargli paura”.

A un giornalista, infine, che gli ha ricordato di aver detto che per lui Benedetto XVI è come un nonno, Francesco ha risposto: “Ogni volta che vado a lui a visitarlo lo sento così. Gli prendo la mano e lo faccio parlare. Parla poco, parla adagio ma con la stessa profondità di sempre. Perché il problema di Benedetto sono le ginocchia, non la testa: ha una lucidità grande e io sentendo parlare lui, divento forte, sento il succo delle radici e mi aiuta ad andare avanti. Sento questa tradizione della Chiesa che non è una cosa da museo. La tradizione è come le radici, che ti dà il succo per crescere e tu non diventerai come le radici, no: tu fiorirai, l’albero crescerà, darai dei frutti e i semi saranno radici per gli altri. La tradizione della Chiesa è sempre in movimento”.